di Giuliano Orlando

SAN GIORGIO SU LEGNANO (MI). Pronti, via e il multicolore esercito di atleti iscritti alla 63° edizione del Campaccio, nel primo pomeriggio dell’Epifania, nell’ultima e più importante corsa riservata ai campioni del cross, prendeva il via per compiere 5 giri lungo il percorso di 2000 metri, e giungere al traguardo posto sul campo comunale A. Alberti dopo 10 km. corsi a ritmi vertiginosi. Nata nel 1957, non ha perso un colpo, comprese le edizioni 2005 e 2006, la prima come campionato italiano di società di Corsa Campestre, la seconda assegnava i titoli europei della specialità. Corsa alla quale da decenni prendono parte alcuni dei più forti specialisti e specialiste al mondo. La svolta negli anni ’90, con la presenza delle gazzelle africane. In particolare del Kenya, che col grande Jonah Koech nel 1991, interruppe la cavalcata italiana, che fino al 1990 aveva vinto 23 delle 35 edizioni disputate. Il periodo d’oro per gli italiani, con buone presenze straniere, può indicarsi tra il 1976 al 1990, dove Panetta vinse cinque volte, Fava tre e Bordin due. Solo piazzamenti per Alberto Cova. Nei primi anni aveva fatto incetta di vittorie il sardo Antonio Ambu che tra il 1963 e il 1968 colse ben cinque successi. Dal ’91, salvo poche eccezioni la lotta ha riguardato Kenya ed Etiopia, che nel 1971 a sorpresa vinse con Wohib Masreha, mattendosi alle spalle Arese e Cindolo. Una presenza che restò isolata per oltre vent’anni, quando il grande fenomeno Haile Gebrelassie nel 1994, si impose sui nostri Pusterla e Modica.  L’anno prima, aveva vinto una delle edizioni più spettacolari il ragazzo del Sud Francesco Panetta mettendo alle spalle due dei più grandi specialisti come i kenyani Koech e Chelimo. Da quell’impresa sono passati 26 anni e l’Italia attende un successore. Nell’odierna edizione 2020, il poliziotto Yeman Crippa, 23 anni, sangue etiope, adottato da papà Roberto assieme ad altri sette bambini (fratelli e cugini), tra il 2003 e il 2008 salvandoli dalla guerra che imperversava nel loro paese, ha sfiorato il podio. “Ci credevo veramente – ha detto dopo il traguardo – stavo bene e ho provato in ogni modo a staccare Robert Keter, che è stato furbo a farmi affaticare per andarsene a 300 metri dal traguardo”.

D’altronde l’esperienza conta eccome. Il kenyano Keter ha 31 anni, corre da una vita e recentemente ha ottenuto il primato mondiale (13’22”) dei 5 km. su strada. Mica l’ultimo arrivato. Yeman ci proverà l’anno prossimo. Non da meno i due etiopi. Il vincitore Mogos Tuemay, 22 anni, ha un personale di 27’23” sui 10.000, mentre Lamecha Girma, 19 anni, talento assoluto, ha vinto il mondiale sui 3000 siepi 2019. In compenso Crippa ha messo alle spalle Aran Kaya, turco nato in Kenya nel 1994 e lo svedese di riporto Robel Fsiha 24 anni, altro africano di nascita, che l’avevano preceduto ai campionati europei. Molto bene sono andati anche Marouan Razine dell’esercito, classe 91 ottimo quinto, come i due carabinieri Yohanes Chiappinelli (1997) e Sergy Polikarpenko (1998) papà ucraino, ottavo e nono. Bilancio più che buono, che fa il paio con quello femminile, dove l’Etiopia è tornata a vincere, dopo un digiuno che durava dal 2014, quando fecero doppietta con Degefa e Afera. Stavolta Hailu Tesfay, classe 1998, ha battuto la favorita Kimpkemboi in volata e l’altra giovane Kite le due kenyane che hanno  completato il podio. Ottima sesta la veronese Nadia Battocletti, 19 anni, che ha retto il ritmo altissimo imposto dalle africane fino a 500 metri dall’arrivo. Nelle prime 15 altre tre giovani: Zanne (1997), Mattevi (2000) e Cavalli (2002). In attesa che nel drappello dei e delle partecipanti nelle categorie esordienti, ragazzi e cadetti che hanno preso parte al Campaccio in buon numero, esploda qualche talento straordinario in grado di cimentarsi alla pari tra qualche anno con le gazzelle d’ebano. A fine mese altro appuntamento imperdibile: la Cinque Mulini di S. Vittore Olona (Mi) veterana assoluta dei cross italiani, giunta alla 88° edizione, fissata il 26 gennaio, con la presenza dei più forti specialisti, inserita nel circuito Permit World Athletics, come il Campaccio, dove si rinnoverà la sfida tra gli atleti degli Altipiani africani. E la speranza di trovare qualche italiano nei quartieri alti della classifica.

Tornando al Campaccio, in previsione delle prossime elezioni alla presidenza FIDAL, si sono visti movimenti interessanti, per un cambiamento al vertice. Nel frattempo il presidente del CONI, Giovanni Malagò e l’omologo della IAAF l’inglese Sebastian Coe hanno inviato messaggi agli organizzatori per la gioia dell’Unione Sportiva Sangiorgese, col presidente Claudio Pastori molto felice per questa attenzione, assieme a tutto lo staff della società. Decisa a fare sempre meglio.

 

 

Di Alfredo

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