di Giuliano Orlando

Il Congresso straordinario di Dubai negli Emirati Arabi, doveva decidere le linee guida dell’AIBA in proiezione a quello ordinario dall’1 al 4 novembre a Mosca , dove si eleggerà il presidente dell’ente mondiale fino ai Giochi di Tokyo e si concretizzeranno le richieste che verranno proposte al CIO, in particolare non scendere oltre le nove categorie maschili e portare a cinque quelle femminili, proponendo i tre minuti per round anche per le donne e l’eventuale eliminazione del casco, richiesto dalle rappresentanti in rosa. Per alcuni, hanno fatto scalpore le dimissioni da presidente ad interim di Franco Falcinelli, appena eletto a novembre, sostituendo WU, in sella dal 2006, dopo una lotta col coltello fra i denti, ovvero un collegio di avvocati in sua difesa, cognito che le responsabilità erano talmente pesanti da rischiare di essere cacciato con disonore. A quel punto lascia la poltrona a Franco Falcinelli, vice presidente e membro più anziano. L’uscita di WU e quella di Kim (direttore esecutivo) in precedenza, creano uno spostamento ai vertici dall’Asia all’Europa. Appare chiaro che la Russia intende tornare a dirigere il traffico in pieno accordo con Falcinelli, che oltre alle pressioni famigliari, ha qualche problemino di salute. Per chi segue le vicende della reggenza, con cognizione di causa e non superficialmente col solo scopo di fare disfattismo, ricorda che in occasione del meeting (non un congresso straordinario) di Roma a metà gennaio, Falcinelli in un comunicato stampa alla fine dei lavori, aveva annunciato la volontà di passare la mano fin dal Congresso a Dubai. C’è inoltre un antefatto, non ufficiale ma significativo, avvenuto alla vigilia di Natale. Una delegazione russa andò a trovare Falcinelli ad S. Maria degli Angeli nel perugino, dove abita, per concordare le linee guida dell’AIBA. La più importante riguardava la successione alla presidenza. A Mosca sarebbe e sarà designato il presidente russo Gafur Rakhimov, definito uzbeko con torbidi precedenti. Ognuno è libero di esprimere giudizi, anche se sarebbe più corretto documentarsi per evitare figuracce. Oltre alla nazionalità attuale di Rakhimov, è stato scritto che a Dubai erano presenti solo il 50% delle nazioni invitate. Errore: le nazioni invitate con diritto al voto effettivo erano 118 e quelle presenti 109. L’AIBA ha 198 paesi iscritti e 4 in attesa di essere accettate. Basterebbe informarsi sull’attività in proiezione 2020, per capire il nuovo orientamento, senza paventare complotti per vantarsi di essere autori di fantomatici scoop. La Russia allestisce il Forum a Sochi in Russia, dall’1 al 4 febbraio, invitati i presidenti WBC, WBA e IBF oltre a tutti i reggenti delle nazioni iscritte all’AIBA a cominciare da Cuba, ma pure di tutte le nazioni europee, asiatiche, americane e africane. Per la prima volta si aprirà un dialogo concreto tra professionisti e dilettanti. Un tentativo meno velleitario dei precedenti, anche se l’AIBA deve fare molti passi indietro per uniformarsi alla realtà dei fatti. A completamento il 3 febbraio ad Adler, non lontano da Sochi la sfida valida per la semifinale Superseries cruiser tra il russo Murat Gassiev (25 IBF) e il cubano Yunier Dorticos (22 WBA) cinture che metteranno in palio. Nel cartellone figurano alcuni dei migliori professionisti russi, tra cui Aloian, Chudinov, Vlasov, Andreev e Samkhanyan. Il territorio russo, il più ampio del mondo, comprende Europa e Asia, ideale per l’equilibrio della situazione. L’altra nazione emergente è l’India, mentre le elemosiniere del passato (Kazakistan e Azerbajan) hanno tirato da tempo i remi in barca, restando protagoniste ma meno egemoni. Inoltre la Russia organizza i mondiali elite maschili 2019 a Sochi e da diverse stagioni è quella che ospita il maggior numero di campionati giovanili (schoolboy, jr. e youth) oltre a tornei internazionali. Mentre l’India, dopo i mondiali youth femminili 2017, ospiterà quelli assoluti nel 1019 e nel 2011 gli elite maschili. Quest’anno a Trabzon (Turchia), il torneo iridato donne. La Russia ha avuto un solo presidente AIBA, si tratta di Nikirov-Denisov, eletto nel 1974 al congresso di Dar-es-Salam in Tanzania, in carica fino al 1978. L’elezione alla presidenza russa di Rakhimov nel 2016, che ha 66 anni, nato in Uzbekistan nel 1951, quando era ancora URSS, di fatto sempre Russia, ha fatto parte dei quadri uzbeki fino al 2010, per la doppia nazionalità. Dal 2011 è entrato nella federazione russa e nell’AIBA, ricoprendo negli ultimi anni il ruolo di vice presidente e responsabile delle WSB. All’interno della federazione russa ha operato cambiamenti a cominciare dalla guida delle nazionali, a corto di risultati importanti da tempo. In primis i vertici tecnici. La responsabilità è passata da Lebzyak, oro di Sydney nel 2000, campione europeo e mondiale a Oleg Saitov, doppio oro d’Olimpia (1996-2000), il ritorno di Nikolay Khromov, l’arrivo di Valery Rachkov e il settore femminile a Eduard Kravtov. Tutto questo senza complotti e torbide vicende. Semplicemente con le elezioni. Le pesanti accuse a Rakhimov, giunte dal ministero del Tesoro degli USA, senza metterle in dubbio, pongono anche interrogativi. Perché solo adesso? Considerando che i fatti addossati a Rakhimov non hanno una data precisa e l’attuale presidente ad interim fa parte dell’AIBA dal 2013?.

Di Alfredo

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