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Marino Buccirelli, 25enne ciociaro di Ceccano, è uno dei giovani pupilli pieni d’entusiasmo e di sana ambizione dell’organizzazione di Rosanna Conti Cavini. Iscritto alla prima Coppa Italia per pugili professionisti nei pesi welter, e dopo aver superato nel quarto di finale il sardo Zara a Sassari per una ferita riportata da quest’ultimo dopo un fortuito scontro di teste, Bucciarelli affronterà sul ring di Genova martedì 29 gennaio l’ostico e più esperto Michele Mottolese, che nel suo quarto di finale ha affrontato e battuto ai punti Brussolo.

Nell’altra semifinale saranno impegnati nella stessa serata, che naturalmente andrà in diretta per le emittenti del circuito Cinquestelle dalle ore 20,30, i pugili Morgan Milan e Giuseppe Langella. Quasi alla vigilia di questa importante incontro, che può segnare un crocevia importante nella carriera del ragazzo, che a Ceccano si dedica con grande profitto anche al ballo, abbiamo sentito lo stesso Marino Bucciarelli che subito ci ha stupito per la grande determinazione delle sue parole.

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Allora, Marino, ci eravamo lasciati in quel di Sassari con la tua rabbia per come era andato l’incontro, nonostante il verdetto vittorioso, e per quello che non eri riuscito a far vedere. Com’è l’umore adesso?

Ottimo. Mi sono preparato benissimo, molto meglio di novembre per il quarto di finale con Zara. Ho fatto moltissimi pesi, mi sento migliorato enormemente sotto l’aspetto della potenza e credo che martedì prossimo tutti potranno finalmente vedere quello che posso realmente dare sul ring. Dovendo affrontare Mottolese, un atleta molto alto, mi sono allenato con sparring che avessero le stesse caratteristiche e sono molto contento del lavoro svolto. Poi, si sa, ogni match fa storia a sé.
 

 Conosci Mottolese? Lo hai mai visto combattere?

No, non l’ho mai visto, ma non è un problema. Mi hanno detto che è un pugile che cerca di sfruttare le lunghe leve che si ritrova, che tocca e cerca di andarsene. Mi sono allenato apposta per affrontare un pugile di questo tipo, e sono pronto a salire sul ring con lui.
 

Quanto ritieni sia importante per te questa Coppa Italia?

Moltissimo. Mi piace affrontare pugili che come me hanno l’ambizione di poter arrivare in alto, e che abbiano grandi motivazioni. La Coppa Italia è in questo la manifestazione giusta. Però non ritengo vero, come molti dicono, che non serva affrontare atleti dell’Est, che verrebbero solo a perdere e a strappare la borsa: quando ho combattuto per la prima volta a Ceccano, contro Sorin, il pubblico è rimasto ammutolito all’inizio perché lui era venuto a vincere e mi mise in grande difficoltà. Io fatico un po’ a carburare, ma poi mi dovetti impegnare lo stesso molto per vincere nel secondo round. Certo è che con altri italiani i match sono più importanti. Francamente, poi, mi piace combattere con gente che, sulla carta, è migliore e più forte di me, perché questo mi dà lo stimolo a dare tutto il meglio di me stesso, il 1000 per 1000. anche da dilettante facevo la stessa cosa, per questo ho sempre fatto grandi battaglie quando affrontavo i migliori, da Oi a Melis a tutti gli altri.
Coppa Italia a parte, la modifica del regolamento per gli incontri valevoli per il titolo italiano dà ampie possibilità anche a pugili giovani come te, e andare avanti in questa manifestazione potrebbe darti il punteggio giusto per metterti nelle prime posizioni.
Lo so, e sono pronto a qualsiasi opportunità si potrebbe presentare. Naturalmente aspetto sempre prima l’ok dei miei manager, Umberto e Rosanna. Quando loro riterranno che io sia pronto per certe opportunità, non mi tirerò indietro.

Ufficio Stampa RCC boxe
www.rosannaconticavini.itconticaviniboxe@libero.it

Di Alfredo

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