L’ex campione mondiale dei pesi medi Jermain Taylor, dopo i disastrosi risultati che hanno segnato l’attività del 2009 quando è stato fermato a pochi secondi della dodicesima ripresa da Carl Froch ed Arthur Abraham, ha pensato bene di concedersi una lunga pausa di riflessione per meditare sulla opportunità di continuare a tirare di pugni oppure appendere i guantoni al classico chiodo.
L’ampio periodo che si è concesso per ripensare alla sua condizione di pugile di rango elevato ha giovato soprattutto al suo fisico, che aveva bisogno di rilassarsi, lontano dalle estenuanti fatiche che lo avevano visto protagonista per sei ininterrotti anni da quano aveva raggiunto le vette delle classifiche mondiali.


Negli ultimi tempi, poi, lo aveva aggravato di un peso poco congeniale alle sue attitudini di pugilatore scaltro e veloce. L’ambizione di misurarsi con i migliori che partecipavano al torneo Super Six aveva soggiogato l’ulteriore sforzo richiesto, con i pesanti risultati riportati.
Poi Taylor ha maturato la decisione di tornare a combattere, misurando la sua nuova tempra la sera del 30 dicembre, al cospetto di Jessie Nicklow, un avversario di classe inferiore ma anche più giovane e con il mordente giusto per tentare di guastare la festa al rientrante campione.
Nel Morongo Casino Resort & Spa di Cabazon, California, il 33enne Taylor non ha fatto sconti al temperamento del suo opponente e si è messo al comando fin dai primi scambi di colpi.
Tornato a combattere nella sua più adatta categoria dei pesi medi, Taylor ha iniziato con velocità, scagliando pesanti ganci alla testa del suo avversario.
A quel punto Nicklow è apparso timoroso. La tattica troppo difensiva veniva interrotta a sprazzi da ganci sinistri alla testa dell’ex iridato.
Nel quinto tempo le azioni di Taylor sono state indirizzate anche al tronco di Nicklow, con l’intento di affrettare la fine del confronto.
Le serie di Taylor, già ampiamente carburato, sono andate oltre il lecito alla fine della sesta ripresa quando ha colpito Nicklow dopo il gong, con l’inevitabile richiamo ufficiale.
Nell’ottava frazione le pesanti raffiche di Taylor hanno scosso ripetutamente il suo avversario. Quando la sorte di Nicklow appariva destinata a capitolare sotto l’effetto di ripetuti ganci sinistri, l’arbitro Ray Corona ha pensato di aver visto abbastanza ed ha fermato il match. Erano trascorso 36 secondi dall’inizio dell’ottava ripresa.
“Bad Intention” Taylor è tornato alla vittoria scivendo sul suo record il successo numero 29 (18mo prima del limite), contro 4 sconfitte ed 1 pareggio.
Nicklow, 22-3-3 (8), dovrebbe fare tesoro della sconfitta per avere quelle soddisfazioni che la sua grande passione gli richiede.

Il 28enne supermedio statunitense Andre Dirrell, guardia destra di Flint, Michigan, ha ripreso la via del ring dopo una parentesi di 21 mesi, misurandosi con il 37enne Darryl Cunningham, mancino di Detroit, Michigan, in un confronto fissato sulla distanza delle 10 riprese.
Nel precedente combattimento aveva sconfitto Arthur Abraham per squalifica.
Dirrell, già titolare WBO interim delle 168 libbre, dopo una prima ripresa condotta all’insegna della tattica da intraprendere, è apparso impressionante nell’azione demolitrice improntata alla soluzione prima del limite sprigionata nel secondo round.
Cunningham, dopo un gancio sinistro mal digerito è caduto su un destro piombatogli sulla testa. I suoi secondi lo hanno malfermo sulle gambe quando veniva contato dall’arbitro Jack Reiss ed hanno tentato, invano, di fermarlo con il lancio dell’asciugamani. Alla ripresa delle ostilità Dirrell ha spedito nuovamente al tappeto il suo rivale con una combinazioni di ganci a due mani. Dall’angolo di Cunningham è riapparso l’sciugamani in segno di resa mentre l’arbitro dichiarava il knockout tecnico. Cunnighma intanto aveva riguadagnato inutilmente la posizione verticale.
Il tempo registrato è stato di 2:05 del secondo round.
Dirrell, sconfitto solo da Carl Froch per il titolo WBC dei pesi supermedi, ha ottenuto 14mo trionfo prima del limite su 20 successi.
Cunningham, 24-3-0 (10), ha conosciuto la prima sconfitta anzitempo.

Il peso massimo cuano Mike Perez, 26enne guardia destra residente a Cork in Irlanda dove è passato professionista nel gennaio 2008, ha debuttato negli States contro Friday Ahunanya, 40enne nigeriano di stanza a Las Vegas.
Perez ha espresso tutte le sue potenzialità contro un pugile che vanta molta esperienza maturata al cospetto dei migliori colleghi statunitensi.
Perez ha lasciato il ring da imbattuto con 18 vittorie (12 prima del limite) dopo aver ottenuto l’unanimità al termine delle 10 riprese. I tre giudici gli hanno riconosciuto l’equanime vantaggio di 100-90.
Ahunaya, 24-9-3 (13), solo una volta è stato fermato anzitempo.

L’altro cubano debuttante in USA, il 24enne mediomassimo Luis Garcia, si è misurato sulla distanza delle 8 riprese con il 30enne statunitense Alexander Johnson, in un confronto tra imbattuti.
Garcia ha dominato il mancino Johnson fino ad ottenere l’unanime decisione. Questi i tre cartellini: due 80-72 ed un 80-71.
L’invitto Garcia, 12-0-0 (9), vive nella città irlandese di Cork ed è compagno di scuderia di Perez.
Johnson, 12-1-0 (5), ha concesso troppo spazio alla voglia di affermarsi messa in campo dal cubano.

Il peso leggero Ivan Redkach, ucraino di 25 anni residente a Los Angeles, ha piegato nel quarto tempo il 29enne statunitense Dillet Frederick, 8-5-3 (5), continuando la marcia d’imbattuto. Il guardia destra Redkach, 9-0-0 (8), vive in California dalla fine del 2009.

Ancora al limite dei pesi leggeri il 20enne Alejandro Luna, 8-0-0 (6), ha superato ai punti in 6 riprese, con decisione unanime, il 23enne Marcos Herrera, 6-7-1 (2), mentre il 22enne portoricano Jose Pedraza, 6-0-0 (5), ha inchiodato nella quinta frazione il 23enne ghanese Herbert Quartey, 7-7-0 (4). L’africano in precedenza aveva militato nei peso gallo e supergallo. Quartey meriterebbe di essere ingaggiato per confronti al suo limite di peso naturale.

Primiano Michele Schiavone

da  http://www.sportenote.com/news.asp?da=12&id=2861

Di Alfredo

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