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Intervista a Tommasone che tenta il mondiale il 2 febbraio a Frisco negli Usa | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Intervista a Tommasone che tenta il mondiale il 2 febbraio a Frisco negli Usa

di Giuliano Orlando

Nella sua lunga carriera, ben nove stagioni da professionista, Carmine Tommasone (19) avellinese di 34 anni, non aveva mai sconfinato fuori dall’Italia. Per la precisione, l’America l’aveva conosciuta nel 2016, ma si trattava di un’avventura particolare. Vista l’opportunità concessa dall’AIBA, che apriva i Giochi olimpici ai professionisti, il pugile campano ci aveva provato. Dopo essersi qualificato nel torneo di Vargas in Venezuela, in luglio, battendo l’ucraino Oleg Dovgun (3-0) entrando in semifinale, fermato solo ai punti dal thailandese Amnat Ruanroeng, già mondiale nei mosca, ma vincendo per il terzo posto ai danni del turco Yasin Ylmaz, che significava l’accesso ai Giochi. Ci avevano provato inutilmente anche D’Andrea e Ballisai, subito fuori. A Rio, Tommasone aveva fatto il suo dovere, battendo il messicano Lindolfo Delgado, vincitore del torneo di Vargas, dato favorito e cedendo ai punti con onore al cubano Lazaro Alvarez, bronzo olimpico, militando nei leggeri. Stavolta la trasferta significa il match della vita,  la grande occasione: il 2 febbraio, sul ring di Fresno nel Texas, affronta l’imbattuto messicano Oscar Valdez (24) detentore della cintura WBO piuma. “Quando Salvatore Cherchi mi propose l’opportunità di potermi battere per un mondiale, sono saltato dalla gioia – ricorda -, la cintura assoluta è il  sogno di ogni  professionista. Da quando sono passato con la OPI la mia carriera ha fatto un grande salto di qualità. In una stagione  sono arrivato alla sfida mondiale dopo anni di piccolo cabotaggio. I Cherchi non mi hanno nascosto il valore di Valdez, anzi ne abbiamo parlato assieme, valutando i pro e i contro. Che il messicano sia un grande campione non ci sono dubbi, che parta favorito neppure, ma ci sono anche altri aspetti che giustificano perché ho accettato con entusiasmo questa sfida”.

Quali sarebbero?

“Procediamo con ordine. Valdez (24 vittorie, 19 prima del limite) ha debuttato nel 2012 a 21 anni, costruendosi il record a suon di KO. Quando ha conquistato il titolo il 23 luglio 2016 battendo a Las Vegas, l’argentino Adrian Rueda (31-1) tremendo picchiatore, che fino a quel momento non aveva mai conosciuto sconfitte e Valdez lo ha messo KO al secondo round, il messicano ha proseguito anche col primo sfidante, il giapponese Hiroshige Osawa KO al settimo round. A quel momento su 21 incontri, solo due rivali erano riusciti a restare in piedi. Era il 5 novembre 2016. Da quel momento ha difeso il titolo altre tre volte vincendo sempre alla grande, ma solo ai punti. Ha battuto il colombiano Miguel Marriaga, il filippino Genesis Servania residente in Giappone e infine lo scorso 10 marzo a Carson (Usa), l’inglese Scott Quigg (34-2-2) che lo sovrastava in esperienza, già titolato IBF e WBA. Valdez in questa occasione il successo lo ha pagato abbastanza salato. Quigg pur battuto, gli ha rotto la mascella e lo ha costretto al riposo forzato per un anno. Una sosta così lunga vorrà dire qualcosa. Ecco perché i Cherchi mi hanno proposto questa sfida”.

Alex Cherchi, il più giovane della famiglia, promoter a sua volta, si dice certo di una prova superiore alle attese da parte dell’italiano: “Carmine si è preparato al meglio, non ha nulla da perdere e ad un’occasione del genere era pazzesco rinunciare. Anche se non è un picchiatore, ha ottime basi tecniche, veloce e preciso, sa muoversi e tenere l’avversario a distanza. Ha esperienza e anche la consapevolezza dell’importanza di questa sfida. Inoltre, comunque vada il risultato per Tommasone si tratta di acquisire visibilità ben oltre i confini di casa. Un bel match significa l’opportunità di altri ingaggi in America. “The Ford Center at the Star” di Frisco nel Texas, è capace di ospitare fino a 12.000 spettatori, è l’impianto dove si trova il quartier generale dei Dallas Cowboys, la squadra di football americano, tra le più importanti negli Usa. La riunione che comprende tre mondiali, ha tra i promoter anche Kathy Duva e verrà ripresa non solo dalla Usa-ESPN, ma anche dalla DAZN, il canale sportivo in streaming che manderà in diretta tutta la serata, con inizio alle 3 di domenica notte, 3 febbraio”.   

L’altro fratello Christian Cherchi, il solito tessitore dell’evento, interviene sulla questione, illustrando un particolare: “Lo stesso organizzatore Bob Arum ammetteva che per Oscar sarà un match molto particolare e in un certo senso delicato. Nessuno pensa che non sia il favorito, ma noi riteniamo che Tommasone lo affronti nel momento in cui anche il campione debba usare qualche precauzione in più. Il resto tocca a lui, ma l’italiano è un professionista di valore, è anche lui imbattuto e ha svolto la preparazione al meglio con uno staff completo, dal maestro di sempre Michele Vicariello, il preparatore atletico Biagio Zurlo, la nutrizionista Antonia Califano, il fisioterapista Enrico Lembo e per la pesistica Domenico Santorelli. Tutto questo per portare Carmine a Frisco nella condizione perfetta e sfidare un grande campione del  mondo”.

A  Frisco si tiene la riunione più importante del ricco weekend che vede appuntamenti in guantoni in Argentina, Australia, Guatemala, Cile, Giappone, Messico, Belgio, Finlandia, Germania, Francia, Russia, Spagna, Inghilterra e appunto gli Usa. Oltre alla sfida Valdez-Tommasone nei piuma WBO, il colombiano Elider Alvarez (24), 34 anni, difende la cintura mediomassimi WBO contro il russo Sergey Kovalev (32-3-1) 35 anni, già campione dal 2013 al 2016, quando venne deposto da Ward, la sua bestia nera. Si tratta di una rivincita alla precedente sfida dello scorso 4 agosto, ad Atlantic City, con Kovalev finito ko al 7° tempo, mentre era in vantaggio per i tre giudici.  Altro mondiale sul ring di Frisco, nei leggeri IBF, titolo vacante,  tra il ghanese Richard Commey (27-2) 31 anni e il russo Isa Chamev (13-1) 26 anni. Statisticamente, Tommasone è il 63° italiano che combatte all’estero per un mondiale. L’ultimo a precederlo è stato Emanuele Blandamura in Giappone contro Murata nei medi WBA. Al momento sono 13 quelli che hanno conquistato il mondiale su un ring straniero. Il primo fu Carnera (1933) , lo seguirono Benvenuti (1967) a distanza di 34 anni, sempre a New York, quindi Rocky Mattioli (1977), Vito Antuofermo (1986), Patrizio Oliva (1986), Gianfranco Rosi (1989), Mauro Galvano (1990), Vincenzo Nardiello (1993), Stefano Zoff (1999), Silvio Branco (2003), Cristian Sanavia (2004), Emiliano Marsili (2012) e Giovanni De Carolis (2016). Carmine Tommasone. Partendo dal 1932, l’anno in cui Oddone Piazza, primo italiano a battersi per un titolo iridato, gli italiani che ci hanno provato sono 82. Che in totale hanno disputato 226 match. Tommasone sarà il 63° pugile di casa nostra che prova all’estero. Dovesse spuntarla entrerà nel club azzurro col numero 14.