di Giuliano Orlando

La ripresa dell’attività a livello dilettantistico in casa azzurra non è delle più facili. Il criterio di prudenza adottato dalla FPI da una parte è di primaria importanza per la salvaguardia del settore, dall’altra paga il pedaggio derivato dall’inattività agonistica. Inoltre, la situazione europea non è delle migliori e proprio l’Inghilterra, dove a Londra dovrebbe tenersi la seconda e conclusiva selezione per il pass ai Giochi di Tokyo 2021, non è delle più incoraggianti. Aprile è alle porte e da quelle parti il virus sta mietendo vittime su vittime. A casa nostra, accolta con una certa sorpresa e delusione la non iscrizione delle atlete FFOO, agli assoluti che si svolgeranno ad Avellino dal 26 al 31 gennaio, il c.t. Emanuele Renzini, ha spiegato il motivo dovuto quasi sicuramente ad equivoco: “Inizialmente si era parlato di prendere parte ad uno stage in Polonia a gennaio. Programma saltato per la situazione pericolosa dovuta al Covid 19. Evidentemente il responsabile delle FFOO, Roberto Cammarelle non era al corrente di questo cambiamento e non le ha iscritte. Peccato perché le atlete hanno bisogno di combattere e gli assoluti rappresentavano un’opportunità importante”

C’è ancora tempo per farlo, perché non la richiedete?

“Per una questione di rispetto delle iscritte, tenendo conto che il settore femminile ha numeri contingentati, ovvero otto per categoria. Infatti, ci sono molte riserve in caso di assenze dell’ultima ora. Spiace per il contrattempo, ma cercheremo di ovviare, puntando sul torneo di Debrecen in Ungheria, dall’8 al 12 febbraio, dove saremo presenti con cinque o sei azzurre, da scegliere tra Roberta Bonatti, Martina La Piana, Giordana Sorrentino, Irma Testa, Alessia Mesiano, Angela Carini, Assunta Canfora e Flavia Severin. Al momento tutte in allenamento ad Assisi con Laura Tosti e Riccardo D’Andrea. Poi c’è l’importante impegno della preolimpica a Londra, dove abbiamo tutte le cinque azzurre impegnate”.

Oltre a Sorrentino, Testa, Carini e Severin c’è Rebecca Nicoli, operata (acetabolo dell’anca) e in fase di guarigione. Pensa possa farcela per aprile?

“Sono fiducioso, molto dipende da Rebecca, che è uno dei talenti migliori della squadra. Il problema è che vorrebbe bruciare i tempi e questo se fa capire quanto desideri tornare a combattere, corre il rischio di una ricaduta pericolosa. La Federazione l’ha messa nella migliore condizione per il recupero completo, col chirurgo che l’ha operata a seguirla quotidianamente. Voglio sperare che abbia capito quanto l’impazienza sia una pessima consigliera, anche se capisco la sua voglia di tornare sul ring. Per cui meglio aspettare una settimana in più, prima di tornare a fare i guanti, che rischiare una ricaduta che sarebbe controproducente e drammatica”.

Tornando al Torneo di Debrecen, giunto alla 65° edizione, uno dei più antichi in assoluto, nel 2020, l’Italia prese parte con due azzurre, la Nicoli e la Carini. La prima colse il bronzo, la seconda uscì ai quarti. Ben 29 nazioni: Austria, Bielorussia, Botswana, Canada, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Inghilterra, Finlandia, Francia, Georgia, Grecia, Ungheria, India, Irlanda, Italia, Kazakistan, Lituania, Moldova, Norvegia, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Turchia, Ucraina e Galles presero parte al torneo, a conferma della qualità assoluta. Tra i vincitori più illustri troviamo il locale Istvan Kovacs, il cinese Zou Shiming, l’italiano Roberto Cammarelle, il cubano Julio Cesar La Cruz e l’inglese Luke Campbell, tutti arrivati al podio olimpico. Contate di poter migliorare il bilancio del 2020?

“Impossibile rispondere, non conoscendo la concorrenza, ma certamente saranno presenti le più forti nazioni europee e asiatiche come la Russia, l’Ucraina e il Kazakistan.  Purtroppo noi siamo fermi dallo scorso anno, mentre molte altre nazioni hanno disputato tornei nella seconda parte del 2020. Inizialmente sarà un problema, ma è fondamentale che le nostre tornino ad avere confidenza col ring. I risultati li cercheremo più avanti”. 

L’AIBA nel programma agonistico, ha confermato il mondiale youth maschile e femminile ad Aprile in Polonia a Kielce, mentre l’EUBC tra le altre manifestazioni, mantiene in calendario l’europeo U22 (m/f), che l’Italia dovrebbe disputare in Sardegna.

“Tutto dipende dalla situazione sanitaria. La scelta della FPI è quella della prudenza e mi trova pienamente d’accordo. Se ci saranno le condizioni, per quanto mi riguarda manderemo la squadra ai mondiali youth, contando tra l’altro sulle campionesse europee uscenti Prisciandaro e Gemini e l’argento Golino, oltre a qualche altro nome. Al momento non abbiamo certezze. Le atlete si allenano, ma se non combattono manca l’abitudine al confronto e questo è un handicap che paghi quando torni sul ring, senza un’adeguata preparazione agonistica. Difatti Valeria Calabrese, che è la responsabile delle squadre giovanili ha un diavolo per capello, mal sopportando questa incertezza. Non possono che essere d’accordo con Valeria”. 

Pur mancando alcuni delle migliori azzurre, gli assoluti rappresentano comunque una vetrina importante, con alcune favorite come la Bonatti (48), la Sorrentino (51), la Lamagna (54), la Paoletti (75) e la Severin (81), ma anche molta incertezza nelle altre categorie. La sua opinione?

“Che sia una vetrina importante è indubbio. Nel pugilato il risultato è sicuro solo dopo il verdetto dei giudici. Prima è sempre incerto. Certo in alcune categorie si sono favorite sulla carta, ma non è detto che alla fine succeda quanto previsto. Se Roberta Bonatti e Giordana Sorrentino partono da nette favorite, Giovanna Marchese e Olena Savchuk non la pensano allo stesso modo e faranno di tutto per smentire i pronostici. Nei 51 è presente anche Stephanie Silva, che nel 2016 fu bronzo europeo e sale sempre sul ring per vincere. Nei 54 kg. se la biellese Lamagna sembra la destinata alla vittoria, non avrà vita facile contro Franca Voglino e la diciannovenne Sharon Prisco. Stesso discorso nei 57 kg. dove almeno quattro atlete hanno l’opportunità di vincere e mi riferisco a Sirine Charaabi, Giada El Okabi, Daniela Panait e soprattutto Concetta Marchesi. Nei 64 kg. sono curioso di vedere come la Golino, che ha 18 anni, affronta questi campionati e magari come terrà il confronto che atlete di esperienza come Nadia Flalhi che punta al bis e la lombarda Valentina Bustamante atleta molto forte e in crescita. Nei 69 kg. non conosco le partecipanti, mentre nei 75 e 81, per la Paoletti e Severin non ci sono avversarie”.

Non resta che attendere gli eventi, il primo dei quali è proprio la rassegna tricolore. Sperando che ci siano segnali di novità, anche se viste le forze sul ring, l’ipotesi appare quasi impossibile.

Di Alfredo

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