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Libri di Sport: Fratelli e compagni di cordata. Alessio e Attilio Ollier. Storia di due guide alpine di Courmayeur

di Giuliano Orlando

L’amore per la montagna all’ombra del Bianco. Scalatori infaticabili, attivi nei soccorsi più impegnativi.                                          Fratelli e compagni di cordata. Alessio e Attilio Ollier. Storia di due guide alpine di Courmayeur – Guido Andruetto – Prefazione di Reinold Messner – Corbaccio editore – Pag. 184 – Euro 17. 

Fratelli di cordata e di vita. Alessio a Attilio Ollier rappresentano l’assioma ideale di tale immagine. Scrive Reinhold Messner nella prefazione: “I due fratelli fanno parte della storia dell’alpinismo. L’exploit con la prima ascensione nel febbraio 1965 della Poire. Impresa storica. A quei tempi le salite invernali richiedevano sforzi eccezionali, che oggi nessuno deve affrontare grazie alla disponibilità di abbigliamento e attrezzature decisamente impensabili per gli alpinisti attuali”. Alessio e Attilio non potevano che diventare guide alpine. In famiglia si respirava aria di montagna da generazioni, Nonni e genitori facevano parte delle Guide alpine di Courmayeur, nati e cresciuti all’ombra del Monte Bianco. Fin dai tempi della scuola iniziarono a prendere confidenza con la montagna che rappresentava la sentinella e il traguardo da raggiungere. Se il loro capolavoro resta la prima invernale della Poire nel bacino del della Brenva sul versante italiano, impresa a cui aspiravano molti dei grandi scalatori, e che ebbe un grande riscontro anche oltre l’ambito locale, tanto che rientrando sul versante francese, ebbero gli onori che l’impresa meritava, i due fratelli hanno praticamente scalato tutte le cime alpine. Quasi sempre assieme. Poche le imprese in cui si divisero. Una su tutte: Alessio Ollier ebbe l’invito tra i centomila soci del CAI, per una spedizione italiana nell’Antartide. Nei quasi trenta giorni di permanenza, con l’amico Carlo Mauri, scalò quattro cime inviolate, lungo 600 km., dormendo sempre in tenda, con temperature proibitive. Una delle poche volte nella quali non era accompagnato dal fratello Attilio, che nello stesso periodo si trovava in Groenlandia con l’esploratore Guido Monzino, preparando la prima spedizione italiana al Polo Nord. 

 A raccontare una vita in simbiosi dei due fratelli ci pensa l’autore con dovizia di particolari, ricreando ambienti  e atmosfere dell’epoca, quando scalare era fatica e rischio, eppure ogni impresa veniva accompagnata dal sorriso della fiducia e quel senso di fratellanza che non venne mai meno. Neppure quando  Attilio si sposa e forma una famiglia allietata dal primogenito Alessandro, oggi alpinista di vaglia, i fratelli interrompono la magica unione. Nel 2007 si spegne Alessio classe 1934,  di otto anni più anziano, mentre Attilio continua ancora oggi a tenere vivo il rapporto con la montagna. Il suo lavoro di falegname è testimoniato dalle bellissime sculture che trovi nelle baite. Nella stagione estiva continua ad aiutare figli e nipoti sia in cucina che fuori.