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Libri di Sport: Io sono il Giaguaro – Vita e parate di Luciano Castellini | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Libri di Sport: Io sono il Giaguaro – Vita e parate di Luciano Castellini

di Giuliano Orlando

L’ultimo eroe romantico a guardia dei pali. I genitori erano scettici sulla scelta calcistica del figlio.

Io sono il Giaguaro – Vita e parate di Luciano Castellini – Flavio Pieranni e Fabrizio Turco – Bradipolibri editore – Pag. 214 – Euro 15.00.

Una vita da portiere, come dire l’uomo che parla ai pali. Per molti, non certo per Luciano Castellini, detto il Giaguaro, milanese di nascita, ma residente a Menaggio, dove i genitori gestivano un negozio di ferramenta. Carattere piuttosto chiuso: “Ero un orso – conferma ancora oggi –  da giocatore e lo sono ancora adesso, anche se dicono che mi sono migliorato. Non amavo i riflettori e continuo ad evitarli”. I genitori speravano diventasse almeno ragioniere per trovare un lavoro e pensare al futuro. Luciano aveva altri sogni, meglio uno solo: diventare portiere di calcio. A scoprirne le potenziali qualità è Pippo Rigamonti, già portiere del Torino dal 1955 al ’59, che dopo aver lasciato l’agonismo diventa osservatore per il Monza. “Portiere d’istinto, quando avrà fatto esperienza diventerà un campione”. La società brianzola lo acquista per  25.000 lire. E’ l’estate del 1960 e Luciano ha 15 anni. Debutta in prima squadra il 26 settembre 1965, ventenne. Lo adocchia la Lazio, dopo che Castellini disputa la stagione 1969 da grande protagonista, col Monza in lotta per la massima serie. Alla fine a spuntarla è il Torino che lo paga qualcosa come 218 milioni e il cartellino di quattro giocatori. “Nessun portiere era stato pagato una tale cifra – rammenta – anche se di tutti quei soldi non vidi un centesimo”. Tra i granata ritrova Claudio Sala compagno nel Monza col quale stringe una solida amicizia. L’altro compagno anche fuori dal campo è Paolino Pulici. Il periodo col Torino resta una pietra miliare della carriera di Castellini, culminato con la conquista dello scudetto nel 1975 e la successiva partecipazione alla Coppa dei Campioni. Nel 1979, dopo otto stagioni passa  al Napoli dove trova un certo Maradona: “Il più grande di tutti, altro che Messi. Era anche uomo spogliatoio. I suoi problemi fuori dal campo non li commento, ma garantisco che è sempre stato generosissimo con tutti, dalla squadra allo staff”. Chiusa la carriera, diventa allenatore dei portieri nel Napoli, poi passa all’Inter, la sua squadra del cuore: “Ho messo a disposizione le mie esperienze acquisite in  anni di attività. Ho ricevuto di più dall’Inter senza aver giocato che dalle altre società dove ho dato moltissimo”. Il resto, ovvero i particolari della carriera del Giaguaro, li leggerete nel libro.