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Libri di sport: Studio Tennis. Storie, campioni, dall’edicola alla libreria via televisione | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Libri di sport: Studio Tennis. Storie, campioni, dall’edicola alla libreria via televisione

untitled come oggetto avanzato-1Un po’ per set e tanto altro per scoprire l’inedito dei campioni. Ironico e documentato sul mondo della racchetta.

Studio Tennis. Storie, campioni, dall’edicola alla libreria via televisione – Stefano Meloccaro – Absolutely Free Editore – Pag. 200 – Euro 16.00.

Penso che l’autore di questo libro che parla di tennis, ma non è la storia di un campione e tantomeno di un torneo, tipo Wembley, che ha usato il taccuino e qualche volta la racchetta sia nei campi che dintorni, si sia divertito a spiluccare nel ricco borsone dell’esperienza, stacchi di una professione che l’ha condotto ad assistere ad eventi importanti e quindi ad avere contatti con il meglio del tennis dell’ultimo decennio e oltre, stando dietro le quinte. Il miglior modo per sapere tutto senza far rumore. Per rompere il ghiaccio, debutta da tennissofilo, riferendosi  agli anni zero, con quadretti ironici sul mancino maledetto (Nadal) che ha insegnato come battere il divino (Federer), del quale confessa amore infinito, dandogli spazio nel bene e nelle sconfitte. Che le Williams sono sorelle meno divine ma non meno vincenti, anche se definisce pallose le finali tra Serena e Venus. Il tennis tecnologico, ovvero i nuovi telai fanno miracoli. Dove è finito il gomito del tennista?  Tutti dovrebbero avere una foto di Flavia Pennetta, la più grande combattente azzurra. Le emittenti hanno scoperto il tennis e con l’alta definizione l’hanno reso meglio di un film in technicolor  degli anni ’60. Infine, la sentenza: dite tutto quello che volete, ma meglio di così a tennis non si era mai giocato.  Ha scambiato qualche colpo con la Navratilova, ha intervistato un pallavolista che gioca a tennis, Pietro Anastasi chiedendogli il perché degli anni zero infiniti dell’Italia. Mah. Narra fatti e misfatti in quel di Wembley, non sul Centrale ma lungo i vialetti laterali e anche in qualche spogliatoio. A proposito di Roger, l’autore testa la nuova racchetta, destinata a Federer, palleggiando con Bjorkman, lo svedesone che si è issato fino al numero 4 nel mondo e ha vinto nove Slam nel doppio. Ha una parola buona per tutti, ma quando gioca in doppio con Panatta, che battono Marcorè e Barbarossa, l’assenza di un fotografo, rischia di mandarlo in depressione. Finito? Non scherziamo, ci sono altri raccontini in punta di pc. Fino a scomodare Andreotti per osannare Roberta Vinci, esclamando: lo slice logora chi non ce l’ha. Da restare tramortiti.

Giuliano Orlando