di Giuliano Orlando

Da Tokyo a Dallas, due brindisi diversi. L’ultimo rintocco del gong del 2020 è risuonato alla Ota-City General Gymnasium della capitale nipponica, per l’organizzazione Dangan Aoki Promotions di Yohio Sebata, la più potente del Giappone. Nonostante sia rimasta ferma sei mesi per il Covid 19, da fine marzo a fine agosto, ha allestito 12 serate con nove mondiali. Nel 2018 ne aveva organizzato 29 e 26 nel 2019. Stavolta, ha allestito la sfida iridata tutta giapponese tra Kazuto Ioka (26-2) 31 anni, pro dal 2009, ex paglia (2011-2012) WBC e WBA, minimosca (2012) WBA, mosca (2014) IBF, alla quarta difesa, da campione WBO, supermosca, costringendo alla resa all’ottavo round, lo sfidante Kosei Tanaka (15-1), 25 anni, ex paglia 2015, minimosca 2016 e mosca 2018, sempre WBO, che puntava al poker iridato. La maggiore potenza di Ioka ha fatto la differenza, costringendo il fino allora imbattuto Tanaka, costretto in continua difesa. Tattica che purtroppo non è bastata. All’ottavo round, sotto l’ennesima serie del campione si è dovuto arrendere. Ioka viene considerato il migliore della categoria e la Watanabe Promotions che lo gestisce dall’esordio, punta alla conquista della cintura gallo, ovvero al quinto titolo. Sia pure preceduti di un giorno, dal cartellone di modeste pretese tenutosi a Guangzhou in Cina, il primo appuntamento titolato del 2021 spetta a Dallas nel Texas, che la sera del 2 gennaio, all’American Airlaines Center, per merito della Golden Boy Promotions (Oscar De La Hoya) e la Matchroom Boxing (Eddie Hearn), sono state fatte le cose in grande. Riunione all’insegna dei fratelli (Ryan e Sean Garcia) e, nel caso di Renè e Felix Alvarado, addirittura di gemelli. Anche se la cintura leggeri in palio era solo ad interim WBC, la sfida tra il mancino Ryan Garcia (21) 22 anni di Los Angeles e l’inglese Luke Campbell (20-4), 33 anni, antico oro di Londra 2012, godeva dell’interesse maggiore. Ha vinto per kot al settimo round il giovanotto di Los Angeles, portando il record a 21 vittorie, oltre che la 18° prima del limite. Conferma importante, sia pure pagata col primo conteggio in carriera, che l’inglese ha imposto al rivale nella seconda ripresa, grazie ad un gancio destro alla mascella, portato con precisione millimetrica. Garcia ha dimostrato comunque di essere un bell’incassatore. Più sorpreso che scosso, si è rialzato subito, schiumando rabbia per l’incidente. La reazione è stata furiosa e vittoriosa. Campbell ha cercato di sfruttare le lunghe leve, tentato di rispondere alle serie del rivale, con colpi lunghi, ma la diversa potenza del più giovane ha fatto la differenza e nel settimo tempo, il sinistro ha colpito duro il fegato di Campbell costretto ad inginocchiarsi, rialzandosi prima del dieci, in equilibrio precario. Bene ha fatto l’arbitro a decretare la fine del match. Campbell raccoglie la seconda sconfitta consecutiva, dopo quella contro Lomachenko dello scorso agosto, subita ai punti, mentre con Garcia ha dovuto arrendersi dopo sette round. Vittoria importante per Ryan, giovane e di bell’aspetto, invitato spesso alle serate con le stelle del cinema, dove fa sfoggio di grande disinvoltura nei loro riguardi. Il primo a congratularsi è stato Canelo Alvarez, seduto in prima fila a seguire questo sicuro protagonista dell’immediato futuro, di padre messicano. Sull’onda del successo Eddie Hearn, ha chiesto al WBC, di ufficializzare la sfida tra il campione Devin Haney e Ryan Garcia. Il presidente Wbc Sulaiman giorni fa, ha indicato Javier Fortuna (n. 2) sfidante di Haney, ma la vittoria di Garcia, titolare ad interim, potrebbe cambiare la situazione. Ha vinto anche il fratellino Sean (6), 20 anni, mancino, buon tecnico, senza la potenza di Ryan, come ha confermato contro René Marquez (5-6), 29 anni, che ha sempre replicato agli attacchi del rivale, tanto che un giudice al termine dei 4 round aveva parità (38-38), mentre gli altri due assegnavano 39-37 a Sean. Destino diverso per i gemelli del Nicaragua, Rene e Felix, 31 anni. Il primo ha dovuto lasciare la cintura WBA superpiuma, nei guantoni del venezuelano Richard Gutierrez (25-3-1), 25 anni, partito come una furia, costringendo il campione a tre conteggi tra il primo e il terzo tempo. Placatasi la tempesta, Rene ha recuperato sia pure a fatica, grazie ai colpi lunghi e alla mobilità. Al penultimo round la situazione era in perfetta parità. Decisiva l’ultima ripresa, con Gutierrez, che nonostante una fastidiosa ferita sulla palpebra sinistra, trova la forza di costringere Alvarado al quarto conteggio, che orienta il risultato a suo favore (un punto dei tre giudici). Per il neo campione colpo triplo: vittoria, titolo e rivincita alla precedente sconfitta subita nel 2017. Meglio è andata a Felix Alvarado (36-2), con capigliatura alla mohicana e codino annesso, che mantiene la cintura minimosca IBF, battendo il rude e duro DeeJay Kriel (16-2-1), 25 anni, sudafricano bianco, che non conosceva sconfitta dal 2012, nel match d’esordio. Il campione ha imposto un ritmo infernale, con scambi tremendi. Determinante la partenza di Felix, che ha dominato i primi quattro round, facendo contare tre volte lo sfidante. Kriel da vero duro ha cercato in ogni modo di reagire, riuscendo anche a recuperare qualcosa nel quinto e sesto round, gettandosi all’attacco ma spendendo anche molto. Mentre Alvarado trovava sempre nuove energie. Al decimo tempo, il campione aveva bersaglio facile, mettendo Kriel in crisi, tanto che l’arbitro Mark Calooy, fermava l’ormai impari lotta a 1’39” dal termine del round. Interessante anche il resto del cartellone. In particolare Asa Stevens (20 anni), nativo delle Hawai, che avevo seguito con attenzione ai mondiali youth nell’agosto 2018 a Budapest, unico sul podio della squadra USA. Nell’occasione vinse l’oro, nonostante fosse atleticamente poco formato a confronto di avversati muscolarmente più sviluppati. In particolare l’uzbeko Kholmurodov e l’indiano Kettiman. In finale superò il favorito inglese Price, lasciando prevedere un buon futuro. Non riuscì a ottenere il pass per Rio, superato da Adrian Alvarado, a sua volta sconfitto da Antonio Vargas ai trials. Al debutto ha battuto il messicano Francisco Bonilla (6-9-3), buon avversario. Stevens “Watanabe” ha firmato un contratto con la Split-T Management di David McWater e di Tim Vannehouse, che operano con De La Hoya. Nei cruiser prosegue la striscia vincente di Tristan Kalkreuth (USA 7) classe 2001 (19 anni), vincitore di Armando Martinez, 29 anni, (Usa 4-6), ko1. Il gigante texano, è stato campione USA jr. (2016 e 2017) e U19 a 16 anni, ha preso parte ai mondiali youth a Budapest nel 2018 a 17 anni, battuto dal russo Bixhamov, che vincerà l’oro. Conferma la potenza anche il medio messicano Raul Curiel (9), 25 anni, vincitore su Ramses Agaton (Mex 22-13-3) 30 anni, KO 2. Nei superwelter, Alex Rincon (8) 25 anni del Texas, batte Sergio Lucio Gonzalez   (6-8-1). Nei supermedi la campionessa WBC-WBO Franchon Crews Dezurn (USA 7-1) passeggia contro l’esperta Ashleigh Curry (8-14-4) sugli otto tempi. In occasione della serata di Dallas, Oscar De La Hoya ha informato che sono a buon punto le trattative per la sfida tra il suo amministrato, Jaime Munguia (36) 24 anni, ex titolare superwelter WBO e il kazako Gennady Golovkin,  titolare IBF medi, che la DAZN sollecita. Altra strada per Munguia, quella del titolo WBA, lasciato vacante da Saul Alvarez.

Mi ha mandato gli auguri di fine anno, il chietino Danilo Creati, da anni residente nelle vicinanze di Sydney, che a Napoli nel 2010 a vent’anni, divenne campione italiano nei welter, titolo che bissò l’anno dopo a Reggio Calabria, diventando titolare in nazionale. Tentò invano di ottenere il pass per i Giochi di Londra, ma fallì sia ai mondiali di Baku (Azerbajan) nel 2011, che alla preolimpica a Trabazon in Turchia l’anno dopo. A quel punto decise di trasferirsi in Australia dove aveva parenti. Sistematosi col lavoro, nel 2018 a 28 anni, chiede e ottiene la licenza da professionista come australiano, la sua nuova nazionalità. Debutta il 3 agosto a Eveleigh, nei sobborghi di Sydney, dove abita, battendo Salih Ozdemir, un turco a sua volta nazionalizzato. Il mese successivo torna in Italia per una vacanza e combatte a Lanciano superando Luigi Mantegna sui sei round. Al momento, il suo record è di 6 vittorie, la più importante delle quali è l’ultima, ottenuta in Corea del Sud, a Jeonju, il 18 gennaio 2020, sul locale Hyun Min Yang (9-4) con otto successi per KO. Nell’occasione Creati ha disputato un match di grande intelligenza tattica, muovendosi molto con precisi rientri, superando anche il KD subito nel sesto round, portando a casa un successo importante, valido per la cintura Asia WBA. Il prossimo impegno è previsto il 27 marzo alla Gunnedah Town Hall di Gunnedah nel South Wales, dove affronterà il beniamino di casa, il grintoso Wade Ryan (17-9), suo coetaneo, professionista dal 2012, già rivale di Tim Tszyu, Michael Zerafa, Daniel Lewis ed Emanuel Carlos. Avversario difficile ma non impossibile. In palio il titolo australiano superwelter e la cintura Internazionale IBO                                                                                                                               L’Inghilterra, nonostante sia stata tra le prime nazioni a vaccinare la popolazione contro il virus del Covid 19, non riesce a far diminuire i contagi e lo sport ne sta pagando le conseguenze con pesanti restrizioni.  La federazione britannica (BBBC) ha sospeso tutta l’attività a data da definirsi. Annullati per il momento i tornei dilettantistici e l’attività pro. In particolare i due europei previsti a gennaio. Quello dei gallo tra il campione francese Karim Guerfi (29-4) e lo sfidante scozzese Lee Mc Gregor (9) fissato il 22 gennaio al Park Studio di Kirby South nello Yorkshire. Quello dei welter tra il russo David Avanesyan (26-3-1) e lo sfidante inglese Josh Kelly (10-0-1). A questo punto, ci si chiede se il proseguo delle qualificazioni per Tokyo, interrotte a marzo 2020, fissate a Londra in aprile, non rischiano un nuovo rinvio?

Per i prossimi appuntamenti importanti’ occorre attendere il 16 gennaio, dove a San Juan in Costarica, si disputa un mondiale femminile tra Yokasta Valle (20-2), 28 anni, nata in Nicaragua, residente in Costa Rica, pro dal 2014, titolare IBF pesi paglia e la bionda coetanea tedesca Tina Rupprecht (10-0-1), pro dal 2013, in possesso della sigla WBC, in palio una terza cintura, quella IBO vacante. Per la tedesca si tratta della prima vera trasferta, nel 2016 ha combattuto in Russia contro la modesta Yana Denisova (0-3) un semplice allenamento. La sfida è molto sentita, trattandosi di una rivincita. Nel 2018 la tedesca superò la Valle sul ring di Monaco per il titolo WBC, che ancora detiene e metterà in palio a casa della costaricana acquisita. Il prossimo mondiale maschile è fissato il 23 gennaio a Uncasville (Connecticut), tra il fresco campione supergallo WBO, Angelo Leo (20) di Las Vegas, 26 anni, pro dal 2012, che ha conquistato titolo vacante il primo agosto scorso a spese del connazionale Tramaine Williams (19-1), sempre a Uncasville, con largo margine. Ben più impegnativo sarà lo sfidante Stephan Fulton (18), a sua volta imbattuto, con notevole esperienza nei dilettanti, comprese le World Series. Nel 2014 a Castel Morrone, batté il nostro Michele Crudetti, passato a sua volta professionista tra il 2010 e 2016, conquistando il tricolore nel 2013 tra i supergallo.  

 

 

Di Alfredo

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