AdinolfiDomenico Adinolfi aveva da pochi mesi conquistato il titolo italiano dei mediomassimi, togliendolo ad un Giulio Rinaldi sul viale del tramonto. Il giovane pugile di Ceccano, all’epoca aveva 25 anni, era chiamato ad un’insidiosa verifica del suo valore affrontando lo sfidante Gianfranco Macchia, pugile di Ferrara che già era stato titolare della categoria, detronizzato successivamente per squalifica proprio da Giulio Rinaldi. Una ruota che si era fermata nel Palasport romano, tempio della boxe che conta. Il match non tradì le aspettative e fu seguito con attenzione dal numeroso pubblico. Adinolfi si dimostrò all’altezza della situazione sciorinando alla perfezione il jab sinistro e il montante destro. Macchia non era tipo da tirarsi indietro e rispose per le rime. Nonostante la strenua resistenza dello sfidante Adinolfi aveva accumulato un bel vantaggio nei primi nove rounds. Ma dal decimo le cose cambiarono ed uno scatenato Macchia mise in difficoltà il campione. La situazione non cambiò nelle ultime due riprese. Due giudici optarono per Adinolfi, mentre il cartellino dell’arbitro, il signor Cecchi, vedeva chiaramente in vantaggio Macchia. Adinolfi vinse quindi per split decision, ma la stampa optò decisamente per lui, considerato la grande promessa del pugilato italiano. I due si rincontreranno l’anno dopo, sempre titolo in palio a Roma, e stavolta ad ottenere il verdetto sarà Macchia. Il ferrarese pur essendo considerato fra i migliori d’Europa non andò oltre il titolo italiano, mentre Adinolfi diventerà campione d’Europa nel 1974 con la fulminea vittoria sul tedesco Klein.

Record di Domenico Adinolfi: + 51, 26 per ko, – 9, = 3.

Record di Gianfranco Macchia: + 23, 13 per ko, – 9, =5.

Di Alfredo

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