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Ad Asti, Oliha batte nettamente De Novellis e conquista il tricolore medi | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Ad Asti, Oliha batte nettamente De Novellis e conquista il tricolore medi

di Giuliano Orlando

Tutto secondo pronostico sul ring di Asti, dove la Loreni Boxe ha allestito una corposa riunione, imperniata sulla sfida tricolore dei medi, tra il beniamino di casa, Etinosa Oliha (11), 22 anni a giugno e il non più verde napoletano Carlo De Novellis (7-4-1), che sempre a giugno, spegnerà 40 candeline. Il match ha seguito la linea prevedibile alla vigilia. Oliha ha tenuto l’iniziativa per otto riprese su dieci, le due rimanenti (5 e 6) si possono assegnarsi a De Novellis, che ha raggiunto il suo scopo: perdere ai punti, evitando il temuto KO. Oliha, presentatosi in condizioni atletiche perfette, ha scelto a sua volta di non puntare al risultato sensazionale, ma di assicurarsi un largo margine al termine del match, evitando assalti scriteriati, col rischio di ricevere qualche colpo vagante del rivale. De Novellis, che possiede una base tecnica superiore, non supportata causa l’età e la scarsa attività dalla resistenza, è uscito raramente fuori dal guscio difensivo e i pochi tentativi erano un tocca e fuggi. Atleticamente il divario è subito apparso a favore al pugile astigiano e col passare dei round, l’iniziativa di Oliha ha fatto la netta differenza, come hanno sentenziato i tre giudici (97-93, 97-93, 98-92) lungo riprese speculari. Per un giovanotto di non ancora 22 anni, cingere il tricolore di una prestigiosa cintura come quella dei medi, è un bel traguardo, anche se per salire ancora più in alto, occorre un miglioramento tecnico e tattico notevole. Oliha fisicamente ha fiato da vendere e quindi può mantenere a lungo l’iniziativa, ma per quanto riguarda il mestiere e ancor più precisione e diversificazione offensiva, come la difesa, i suoi mentori hanno parecchio da lavorare. In rapporto all’esordio è cresciuto assai, quindi è sulla buona strada, ma le carenze tecnico tattico sono ancora notevoli. Per quanto riguarda De Novellis, una volta onorato il ruolo di cosfidante, pensiamo che la decisione più saggia sia quella di proseguite nel compito di tecnico, che già sta percorrendo con ottimi risultati. Decisione obbligatoria, scattando la normativa federale di appendere i guantoni a 40 anni, salvo detenere titoli ufficiali. Ben diverso il discorso del neo campione italiano. Come giustamente ha fatto sapere: “Questo è il primo passo verso traguardi più prestigiosi. Importante era conquistare la vittoria e quindi la cintura tricolore, che in passato l’hanno detenuta italiani che sono poi diventati campioni del mondo, come Benvenuti, Mazzinghi e Kalambay e anche d’Europa tra cui Mitri, Duran, Salvemini, Sanavia e Blandamura, oltre a Matteo Signani che è il titolare in carica. So bene che debbo migliorare parecchio, ma aver superato il primo scalino è stato importante. Confesso di essere salito sul ring molto emozionato e sono dovute trascorre diverse riprese per sciogliermi. Ho seguito i consigli all’angolo, evitando di gettarmi all’assalto per ottenere il KO. Sapevo di essere in vantaggio dopo metà match e non volevo gettare via la situazione favorevole. Tanto più che non sentivo la fatica”.

Tornerai negli USA, per migliorare la parte tecnica?

“Sicuramente ci tornerò, non tanto per la parte tecnica, che il mio maestro Davide Greguoldo della Skull Boxe di Asti, mi insegna benissimo, quanto per farmi le ossa con sparring impegnativi che non  trovo in Italia. Da quelle parti i guanti sono veri e propri scontri, ma servono a crescere e rinforzati sia nella difesa che nell’offesa”.

Il resto della serata ha visto le vittorie dei pugili della colonia di Mario Loreni a cominciare da Mirco Valentino (9-1) che rientrava dopo la discussa sconfitta europea contro Patera. Il napoletano non ha avuto problemi a battere l’inedito   Nestor Maradiaga (8-6-1) del Nicaragua, solo 18 anni, al debutto in Europa, ma professionista dal 2017, acquisendo mestiere che gli permette di uscire da ogni situazione pericolosa. Valentino non era al top e quindi il rendimento per un pugile privo di potenza a 35 anni, richiedeva pause che Nestor sfruttava per proiettarsi in attacco. Vittoria netta per Valentino, ma più faticata del previsto. Non meno ha faticato il superleggero Gianluca Picardi (7), 28 anni, di fronte al serbo Nikola Vlatkov (5-3-1), dieci anni più giovane, che ha gettato sul ring ogni energia per capovolgere il risultato, orientato netto per il campano. Match molto battagliato, applaudito dal pubblico. Ai punti ha vinto anche il leggero Hassan Nourdine (11-5), nato in Marocco, cresciuto ad Asti, che lo scorso ottobre aveva invano tentato a Bologna di scalzare Ablin Kaba (12) dal trono dei superleggeri. Il suo avversario, lo spagnolo Lester Castillano (4-36) ha svolto il suo onesto compito di collaudatore, mostrando abilità difensiva.  Per contro hanno risolto molto sbrigativamente le loro sfide gli altri tre protagonisti della serata. Il gallo sassarese Cristian Zara (4) ha imposto un ritmo di colpi intenso al giovane serbo Rade Joksimovic (1-2), incapace di replicare. La sfida si è conclusa al terzo round, col serbo incapace di difendersi. Si è confermato elemento interessante il supermedio Fernando Vargas Velasquez (3), residente a Grugliasco (To) 25 anni, costringendo l’esperto George Ortiz (7-70-5), 39 anni, del Nicaragua, residente in Spagna, alla resa alla seconda ripresa. Il medio Samuel Nmomah (14), 23 anni, nigeriano di stanza a Novara, della OPI 82, si è disfatto del pavese Alberto Rizzi (1-3-1), passato pro nel 2019 a 30 anni, al terzo round, colpito preciso dal destro di Samuel, partito deciso, per dimostrare di non aver perduto la potenza che sembrava dimenticata. I Cherchi lo hanno già inserito nel programma della serata del 27 marzo a Verona, imperniata sul mondiale ad interim leggeri tra Francesco Patera e Devis Boschiero e la difesa europea supergallo di Luca Rigoldi contro il quotato inglese Gamal Yafai (17-1). Per Samuel è stato scelto il dominicano Arvelo Segura (12-4), 36 anni, professionista dal 2011, residente a Settimo Torinese, elemento di tutto rispetto, capace di spedire KO il chietino Emanuele Cavallucci nel 2016, che tre anni dopo conquistava il titolo italiano welter. Si tratta del match più impegnativo per Nmomah, quello che dirà se lo statuario atleta, può ambire a traguardi importanti, oppure è destinato al piccolo cabotaggio.