akkawydecarolis come oggetto avanzato-1Bilal Akkawy (+ 17, 14 per ko, = 1) ha sconfitto ai punti Giovanni De Carolis (+ 25, 13 per ko, – 9, =1) conservando il Titolo dell’Oceania WBA sul ring del Club Punchbowl di Sydney. La sconfitta del nostro ci può stare ma i punteggi (99-90, 99-90, 100-89) a favore del pugile di casa non rendono giustizia al romano. Partiamo dal vincitore: Akkawy, appena 24 anni, ha confermato di essere un ottimo pugile, una vera promessa della boxe australiana, pronto a scalare i gradini che portano nel gotha mondiale. Bilal ha due doti fondamentali, soprattutto in una categoria come quella dei supermedi, grande solidità e potenza. Ma sono due qualità non isolate, perchè a queste unisce un jab sinistro di prim’ordine, che utilizza come difesa e come “grimaldello”per aprire il varco al suo destro molto pesante. In Australia stravedono per lui e sono pronti a qualsiasi sacrificio economico per lanciarlo, comprese le maggiori cariche istituzionali. Ha svolto una carriera dilettantistica fugace, ma il suo processo di maturazione tra i professionisti è stato costante. De Carolis, nel suo ruolo di uomo-classifica e di ex campione del mondo, doveva far capire se la fiducia è ben riposta. Indubbiamente la risposta è stata positiva, perchè De Carolis doveva servire anche come termine di paragono per arrivare a Groves e al più abbordabile Zeuge. C’è però da aggiungere alla bella prova dell’australiano, che è stata avvalorata da un De Carolis in ottima forma, che lo ha contrastato duramente fino all’ultimo al di là del punteggio, che è apparso troppo severo nei suoi confronti, per non dire casalingo. La vittoria c’era, ma non il divario. Giovanni è apparso rigenerato rispetto a quello deconcentrato visto contro Polyakov, ha dimostrato di esserci e di giustificare ambizioni ancora rivolte a match titolati. Dopo una prima ripresa prudente, si è sciolto immediatamente nel secondo round piazzando un bel destro e accettando lo scambio duro. Ha provato anche a stringere Akkawy alle corde per piazzare i suoi colpi larghi. Molto belle la VI e VII ripresa con scambi furiosi e le smorfie del giovane avversario quando era centrato sono tutto un programma. Nell’VIII e IX round De Carolis è anche più attivo. Nell’ultimo round Akkawy si scaglia come una furia sul nostro pugile, che replica dalla corta distanza contro un avversario che non gli concede più spazi pericolosi. Il romano indubbiamente esce a testa alta da questo match, riconquistando la fiducia nei suoi mezzi. E’ andato “in capo al mondo” per avere risposte e una volta tanto la sconfitta ha sembianze positive.

Fonte boxering.fpi.it

 

 

Di Alfredo

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