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Da Manchester a New York, super week end di pugni | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Da Manchester a New York, super week end di pugni

scott-quigg-carl-frampton-tale-of-the-tape_3371970di Giuliano Orlando

Dopo il silenzio agonistico di molti sport negli Usa, nel periodo attinente la finale del Super Bowl 50, che si è disputato il 7 febbraio a Santa Clara in California, vinto dai Denver Broncos sui Carolina Panthers (24-10) con un giro d’affari pazzesco, anche il pugilato ha ripreso la normale attività di vertice. A conferma della vitalità di uno sport che i detrattori si augurano da sempre imbocchi il tramonto irreversibile. Per la verità anche certi (in)esperti di giornata, insistono nell’indicare come ultima spiaggia le sfide che contano, ultima quella tra Mayweather e Pacquiao, definita da costoro, la tappa del non ritorno. A distanza di nove mesi (2 maggio 2014) la noble art è ben lontana dal chiudere bottega. Domani, tra Europa e USA si disputeranno sei sfide iridate, in attesa che salgano sul ring i grossi calibri. Per capire il movimento inglese, nella stessa serata ci sono sei riunioni ad alto livello. A Londra il programma prevede per l’appuntamento alla York Hall di Bethnal Green, 20 incontri pro. A completare l’attività europea di vertice, in Russia ci sono tre riunioni, come in Germania, cinque in Francia, due in Svizzera. A Manchester, nella storica Arena, tutto esaurito (12.000 spettatori) per assistere alla sfida nei supergallo tra il nord irlandese Carl Frampton (21) titolare IBF e l’inglese Scott Quigg (31-0-2) campione WBA, la sigla che più ha inflazionato il mercato con una serie di classificazioni da mal di testa. Per fortuna gli appassionati dimostrando una maturità e una conoscenza specifica, oltre gli interessi della sigle, sanno distinguere molto bene il valore delle sfide. Questa, per il popolo d’Albione è una di qualità. I due protagonisti non si sopportano da tempo, il nordirlandese reputa Quigg un pallone gonfiato, troppo ciarliero e quindi fanfarone, più o meno lo stesso giudizio dell’inglese nei riguardi del rivale. Pugilisticamente sono entrambi molto bravi e la differenza è minima, gli scommettitori li danno quasi alla pari. Frampton leggermente più basso ha boxe più ragionata e impostazione adatta per sfruttare la tendenza di Quigg a gettarsi all’attacco, consapevole di picchiare più duro del rivale. In verità è un match aperto a tutte le soluzioni, su entrambi i fronti. Leggendo gli esiti degli ultimi incontri, Frampton appare più sensibile di Quigg, devastante nelle ultime apparizioni. Peccato che gli italiani non potranno assistere in diretta alla sfida, dovendosi accontentare, grazie a Deejay TV (23.05) della battaglia che si svolge domani sera, ad Halle, ex DDR, tra il serbo Marco Huck (38-3-1) tedesco di passaporto, sposo e padre felice, un po’ meno come protagonista sul ring, dovendo in questa occasione fare la parte dello sfidante, avendo perduto la cintura cruiser WBO, lo scorso agosto, dopo lungo regno (12 difese), costretto alla resa dal polacco Glowacki. Per il rilancio è stato scelto l’inglese di stanza negli USA, il colored Ola Afolabi (22-4-4), 35 anni che detiene la cintura IBO, tolta clamorosamente lo scorso novembre al russo Rakhin Chakhiev (24-2) sul ring di Kazan, finito KO al quinto round. Per la cronaca Chakhiev nel 2007 e nel 2008, fu l’avversario di Clemente Russo in finale, prima ai mondiali di Chicago e poi ai Giochi di Pechino; negli Usa lasciò l’iride al casertano, in Cina si prese l’oro olimpico. Inglese e tedesco si conoscono bene, questo è il quarto scontro e anche se i numeri premiano Huck (2 vittorie e un pari), in realtà l’equilibro è stato il comune denominatore degli incontri. Dalle cronache si evince che l’inglese avrebbe meritato due verdetti su tre. Vedremo come andrà a finire. Spazio alla boxe femminile con Cecilia Braekhus (27), che può vantarsi di essere la regina assoluta nei welter, detenendo tutte le sigle (WBC, WBA, WBO, IBF e IBO). In attività dal 2007, nativa della Colombia, residente in Norvegia dove non si organizza boxe professionistica, anche se riconosciuta, ha svolto quasi tutta l’attività nell’ospitale Germania. Avversaria di turno, l’uruguayana Chris Namus (21-3) di 28 anni, professionista a 21 anni, ha fatto esperienza in Argentina e sicuramente non sfigurerà ad Halle, in quanto a vincere non sarà impresa facile. Negli Usa, ad Anaheim (Usa) il messicano super champion WBA piuma, Leo Santa Cruz (Mes. 31-0-1) riceve la sfida di Kiko Martinez (Spa. 35-6), già campione del mondo e d’Europa. Quasi impossibile il compito di scavalcare il più alto rivale, talento ancora a pieni giri, mentre il coraggioso ispano ha giù subito qualche punizione pesante. Nei supergallo WBC, la sfida-rivincita di campanile tra Julio Ceja (30-1) contro Hugo Ruiz (35-3) entrambi messicani, ha il veleno sulla coda. Nell’agosto 2015, il primo vinse per ko al quinto, ma solo due riprese prima, aveva visto le streghe della sconfitta. Normale che entrambi sentano di potercela fare. A New York (Usa) l’imbattuto Terence Crawford (27), altro talento puro, difende la cintura superleggeri WBO dall’assalto del connazionale Henry Lundy (26-5-1), il cui record non esprime il suo reale valore. Il campione è largamente favorito.