L’integratore alimentare, un valido aiuto per il nostro benessere

leonardo.jpgIniziamo con queste primo articolo ad affrontare un argomento sempre più spesso alla ribalta delle cronache, sia nel bene che nel male , l’integrazione alimentare.
Quando si parla di integratori alimentari la maggior parte delle persone ha un’ idea confusa del reale significato di queste due parole. Tra l’altro a fare chiarezza certo non ci aiutano neppure gli organi di informazione ( giornali e tv ) che spesso associano l’integratore alimentare al farmaco, oppure, nei casi peggiori, ad una sostanza dopante capace di produrre in chi l’assume quasi l’effetto di una droga eccitante e capace di moltiplicare le prestazioni. Cos’è realmente un integratore?
Semplicemente un componente nutrizionale che serve ad aggiungere alla nostra dieta uno o più principi nutritivi di cui abbiamo carenza o per i quali il nostro organismo richiede maggiori quantità. L’assunzione di un integratore avviene sempre per via orale sotto forma di polveri, compresse, capsule o fialoidi bevibili.
Esso può essere definito in “super alimento” in cui i principi nutritivi sono stati opportunamente selezionati e la cui composizione è dettata dalla mano di un esperto che formula uno specifico integratore per una determinata esigenza nutrizionale.

A questo punto il lettore più attento potrebbe chiedersi perchè sia necessario assumere un integratore quando esso non è altro che un alimento. Perchè negli ultimi cinquanta anni l’alimentazione del mondo occidentale è aumentata in quantità , noi mangiamo di più dei nostri bisnonni, certamente la coltura intensiva e gli allevamenti industrializzati hanno tolto qualità agli alimenti che si sono impoveriti di principi nutritivi. Noi mangiamo tanto, spesso anche troppo, ma tante volte il nostro cibo è ” vuoto” o parzialmente impoverito delle vitamine, dei minerali o degli amminoacidi di cui il corpo umano ha bisogno per vivere in salute.

I primi a pensare ad inserire vitamine e principi nutritivi in una compressa sono stati gli scienziati della NASA, l’ ente spaziale americano, per risolvere il problema della permanenza nello spazio degli astronauti in buona efficienza fisica. Un problema grosso da risolvere era, però, la mancanza di spazio all’interno delle navette per conservare grosse quantità di derrate alimentari, nonchè la conservazione di alimenti freschi per lunghi periodi.Qualcuno pensò ad utilizzare compresse di pricipi nutritivi attentamente formulate. Il problema era risolto, niente di più di quello che serviva e formulazioni che seguivano il fabbisogno giornaliero di un uomo adulto. Erano nati i primi integratori.Per capire bene cos’è un integratore bisogna prima comprendere il concetto di fabbisogno giornaliero raccomandato o, per usare un termine inglese RDA ( Raccomanded Daily Allowance ).Dopo la seconda guerra mondiale si iniziò a studiare la reale necessità di assunzione giornaliera da parte di un essere umano di un determinato principio nutritivo, per evitare che si vada in carenza di questo principio attivo. In effetti il fabbisogno giornaliero di una vitamina o di un qualsiasi altro principio nutritivo, non è uguale per tutti gli individui e dipende dall’età, dall’attività fisica, dalle condizioni climatiche e dallo stato di salute mentre i parametri dettati dalle RDA sono un utile base di partenza per i tecnici nella formulazione dei prodotti.

La legislazione italiana in merito prevede che l’etichetta di un integratore alimentare venga Notificata, in pratica trasmessa al Ministero della Salute,il quale si riserva novanta giorni per verificare che il prodotto sia stato formulato secondo le proprie direttive. In caso contrario lo stesso organo detterà all’azienda produttrice le modifiche nella formula e quindi in etichetta da apportare al prodotto.

In commercio si trovano vari tipi di integratori diversificati a seconda delle necessità suppletive richieste.Abbiamo multivitaminici, integratori energetici e di sali minerali, sostitutivi del pasto, proteici, di aminoacidi di acidi grassi ecc.ecc.
Ultimamente sempre più spesso sono presenti sugli scaffali dei negozi specializzati, delle erboristerie e delle farmacie prodotti tendenti a migliorare il benessere dell’organismo che hanno una componente nutrizionale e una componente vegetale.

Sono stati coniati a questo proposito nuovi termini come NUTRACEUTICI oppure NUTRICEUTICI termini nuovi, che identificano un tipo di integratore arricchito con l’aggiunta di piante. Le “erbe” impiegate sono idonee all’uso alimentare e non devono essere incluse nella tabella di quelle commercializzabili solo in farmacia.

Gli integratori sono sicuri?
Certamente si, è più facile morire per la puntura di un’ape che per l’assunzione di un integratore alimentare.Gli effetti collaterali sono relativamente scarsi o inesistenti ai dosaggi consigliati.Ci sono stati numerosi studi statistici sull’utilizzo degli integratori nella prevenzione di numerose patologie ed i risultati sono stati a volte molto positivi.

In conclusione un integratore è qualcosa che può aiutarci a migliorare il nostro stato di benessere, purtroppo la diffidenza riguardo a questi prodotti da parte di una classe medica che ha una cultura incentrata sulla cura e non sulla prevenzione ha creato molte paure nell’opinione pubblica.Sono daccordo che una malattia debba essere curata con i farmaci, ma gli integratori possono coadiuvare l’azione del farmaco, migliorare lo stato di salute e di reattività da parte del paziente.

Ad esempio nei malati di cancro, uno degli effetti collaterali più evidenti è il calo ponderale.Ho visto però, pochissimi specialisti pensare ad integrare il paziente debilitato dalla malattia e dalle cure violentissime che insieme alle cellule tumorali distruggono anche quelle buone (in primo luogo quelle deputate alle difesa dell’organismo). Eppure l’uso di integratori ad azione antiossidante è limitato a terapie di nicchia e i medici che ne fanno uso sono ” mosche bianche”.

Nella mia professione ho visto molte piccole patologie risolversi con l’ausilio degli integratori,ma un caso fra tutti mi ha fatto capire quanto a volte una corretta alimentazione/ integrazione possa fare ” miracoli”.

Circa otto anni fa una mia parente molto anziana, allora aveva 92 anni, aveva avuto una tragica crisi che l’aveva portata sul letto di morte. Il suo medico curante mi aveva annunciato che ormai non c’era più nulla da fare, la donna non si alimentava più già da un paio di giorni e non si poteva far altro che attendere l’irreparabile.In passato avevo avuto esperienza con dei casi di denutrizione di pazienti anziani e decisi di sottoporre al medico una mia formulazione da somministrare all’anziana signora per supplire la sua alimentazione. Siccome poteva solo bere decisi di utilizzare un’integrazione liquida con una miscela bilanciata di proteine e carboidrati, arricchita di vitamine e minerali. Iniziammo la terapia la vigilia di Natale e il giorno di Capodanno l’anziana signora era seduta a tavola con figli e nipoti in ottima forma. Il mio amico medico, molto scettico all’inizio, cominciò ad utilizzare questo tipo di integrazione in molti suoi anziani pazienti. La signora visse fino alla grandiosa età di 100 anni e vi posso assicurare che per tutto quel periodo assunse a giorni alterni, a colazione, una dose stabilita del suo integratore.

Con questo non voglio dire che l’integrazione produce miracoli, la signora certamente aveva una tempra fortissima, ma credo che quell’integratore ebbe un ruolo fondamentale nel superare quella crisi.

Nei prossimi articoli entreremo in maniera più approfondita nel mondo dell’integrazione, andando ad analizzare i vari tipi di integratori ed il loro giusto utilizzo.

Dr. Leonardo Scanzano

Di Massimo

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