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Identikit di un dilettante: Luca D’Ortenzi | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Identikit di un dilettante: Luca D’Ortenzi

di Alfredo Bruno

ortenziCon Luca D’Ortenzi (+ 7, -2)  concludiamo le interviste fatte ad alcune giovani promesse dell’ A.S. Sport Club Setteville. Luca ha 20 anni, è un II serie e milita nella categoria dei massimi leggeri. Ha partecipato al Torneo regionale e ha perso in finale con D’Auria per squalifica. La giovane età e la prestanza fisica, 1,85 d’altezza per 90 kg, lo fanno rientrare d’ufficio tra le promesse.

Quando hai iniziato e perché?
“Ho iniziato un paio d’anni fa. Devo dire la verità l’ho fatto anche per conoscere uno sport nuovo, mi è piaciuto ed eccomi qua”.

Tu militi in una categoria molto seguita dove i pugni si sentono…
“E’ normale, è un fatto a cui bisogna abituarsi anche con una buona preparazione”.

Per quanto riguarda il pugilato che intenzioni hai?
“Non mi dispiace proseguire. Al professionismo ancora non ci penso, ma non lo escludo del tutto. Lo vedo un po’ lontano. A me piace parecchio il dilettantismo”.

Hai qualche hobbies?
“Ogni tanto mi piace giocare a pallone”.

Ti piacciono gli sport da combattimento, le arti marziali ecc…?
“No a me piace solo la boxe”.

Lo segui il pugilato?
“ Si abbastanza, soprattutto su sky. Lo seguo anche su Internet”.

C’è stato un match in cui hai incontrato più difficoltà?
“Per me il secondo match è stato quello più difficile, per certi versi è stato strano. Venivo da un esordio buono in cui avevo ben impressionato. Pensavo che sarebbe stato più facile e invece ho dovuto fare tutte e quattro le riprese, ce le siamo date di santa ragione. E’ quello in cui ho sofferto di più anche se ho vinto”.

Vai a scuola o lavori?
“Mi sono diplomato in ragioneria. Lavoro al bar a Guidonia”.

In famiglia che dicono?
“Non è che sono molto contenti. Mio padre mi segue, rispetta la mia scelta, però se smetto è più contento”.

Cosa dicono i tuoi amici e i clienti del bar?
“La cosa li incuriosisce. Mi chiedono sempre quando combatto o come è andata. Poi ogni tanto vedono i segni e capiscono che ho combattuto”.