di Giuliano Orlando

I Giochi Olimpici si avvicinano sempre più, il 25 luglio giorno d’esordio per la noble art, è alle porte. Nel frattempo il pugilato dilettantistico – quello professionistico è una forzatura talmente assurda che mi rifiuto di prendere in considerazione – ha fissato i cinque tornei di qualificazione, così suddivisi. Africa: 20-29 febbraio a Dakar (Senegal); Asia e Oceania: 3-11 marzo ad Amman, (Giordania), Europa: 13-23 marzo a Londra, (Gran Bretagna); America: 26 marzo-3 aprile a Buenos Aires (Argentina). Infine il torneo di Parigi, dal 13 al 24 maggio, sarà riservato a tutti i pugili che, nel loro raggruppamento continentale, non sono riusciti a ottenere il pass olimpico.                                                                                                                                          Come purtroppo è noto a tutti gli appassionati, la gestione dell’AIBA dopo i Giochi di Rio è stata travolta da una bufera che ha costretto il CIO ad intervenire in modo drastico, togliendo all’ente la gestione dei Giochi con conseguenze pesanti. L’EUBC (Europa), presieduta da Franco Falcinelli ha mantenuto la sua autonomia su tutti i fronti, continuando a rafforzare sia l’aspetto promozionale che organizzativo, dando alle nazioni di più recente entrata, l’opportunità di allestire eventi importanti, a cominciare dal Montenegro che a fine aprile allestirà per la prima volta gli europei youth M/F (17-18 anni) nella località balneare di Budua sull’Adriatico. Per ricreare un clima di riavvicinamento tra il CIO e l’AIBA, sono stati programmati Forum nei vari continenti e quello europeo verrà ospitato il 29 febbraio ad Assisi nel perugino, dove è attivo un centro sportivo sede di allenamento delle nazionali azzurre con stage allargati a squadre straniere. Fautore dell’evento ancora una volta Franco Falcinelli, che ha fatto conoscere la situazione attuale in una lettera a tutti gli invitati, di cui stralciamo in sintesi, alcune parti.                                                                                                                                                         

“C’è una comprensibile preoccupazione che deriva dall’insicurezza sulla competenza della boxe della “Task Force” del CIO. Vorrei rassicurare coloro che hanno espresso queste perplessità e trasmettere la mia fiducia e ottimismo. Non condivido le dichiarazioni di Tomas Bach, Presidente del CIO, quando osserva: “Il torneo olimpico di boxe non è” scienza missilistica “, quindi credo che saremo in grado di gestirlo”. Al presidente Bach, che ho sempre ammirato e rispettato, vorrei ricordare che “la boxe è lo sport più duro e complesso tra quelli olimpici”. È proprio perché non è la “scienza missilistica” ma devono essere noti i vari meccanismi delicati e imprevedibili. Resto fiducioso delle effettive capacità della “Task Force IOC” che farà tutto il possibile per garantire il successo della boxe ai Giochi Olimpici. La scelta come leader del presidente della Federginnastica, Morinari Watanabe, è saggia. Abile amministratore, grande manager, come il presidente del judo, Marius Vizer, che ha diretto grandi organismi sportivi e ora gestisce con successo uno sport di combattimento affine col pugilato: arbitro e 2 giudici a dirigere e giudicare l’incontro sul tatami. Un suggerimento essenziale per sostenere la credibilità del Torneo Olimpico: la selezione di arbitri e giudici e la formazione delle giurie. Come e da chi saranno selezionati gli R & J? Chi valuterà le loro prestazioni? Chi garantirà la composizione neutrale delle giurie? Il CIO ha reso obbligatoria la soluzione del dramma ricorrente dei risultati tecnici. Dobbiamo assolutamente evitare la ripetizione degli scandali di Seoul 1988 e Rio 2016, solo per citare i più noti.  L’innovativo esperimento condotto nel torneo di Tokyo Boxing Test Event ha colmato alcune lacune importanti, ma non ha risolto il problema principale: il cambiamento del verdetto quando giudici e arbitri commettono errori anche in buona fede.  Cosa è successo al B.A.R. (Revisione analisi incontro)? L’applicazione è già in atto in altre discipline. Una scrupolosa attenzione alla scelta e alla gestione degli arbitri e dei giudici, insieme all’introduzione della Bout Analysis Review, dovrebbero essere una priorità per garantire l’accesso ai migliori in assoluto. Se vogliamo che l’AIBA torni nella famiglia olimpica, non dobbiamo lasciare nulla di intentato per sconfiggere corruzione e incompetenza. Pugili, tecnici, l’opinione pubblica e la nostra gloriosa tradizione meritano la correttezza dei risultati tecnici. Se la Task Force del CIO, farà le scelte giuste, avrà raggiunto un grande obiettivo.  Il Forum per l’Europa, si terrà ad Assisi (ITA) il 29 febbraio. Ho ricevuto molte richieste di chiarimenti, che spero di poter soddisfare. La creazione di un corso di formazione per manager e promotori delle federazioni nazionali europee è stata inclusa nel programma annuale dell’EUBC. Il Vice Presidente EUBC e membro del Comitato Esecutivo AIBA, Umar Kremlev ha esteso questo processo educativo e innovativo a tutte le Federazioni affiliate all’AIBA. La modifica dello statuto AIBA deve avere come riferimento il buon governo, la democrazia interna, l’etica e la trasparenza conformemente alla Carta olimpica. Vogliamo dimostrare al CIO la correttezza del percorso innovativo per riguadagnare credibilità, fiducia e ruolo olimpico dopo Tokyo 2020. Per raggiungere questo obiettivo, chiedo il contributo di tutti, partecipando attivamente al Forum. Nell’occasione verranno assegnati i premi EUBC 2019, in tutti i settori della boxe”.

 

 

 

Di Alfredo

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