di Alfredo Bruno

copia-di-dsc_73911Ormai la grande sfida romana tra Pasquale Di Silvio e Simone Califano si può ben dire che abbia le ore contate. Domani sera dentro il Palazzetto Polivalente dell’Acqua Acetosa i due si batteranno per il titolo italiano dei leggeri. La tecnica di “El Puma” dovrà sciogliere l’enigma della potenza e della sete di vendetta del “Chico” del Tufello. Un match d’altri tempi in un derby condotto non solo sul ring, ma anche dagli angoli con due maestri del calibro di Eugenio Agnuzzi e Franco Piatti.


I due pugili domani sera spegneranno 107 candeline, tanti sono i match con titolo italiano disputati a Roma, con la categoria dei welter su tutti con ben 21 sfide, seguita dai leggeri con 20 e dai mediomassimi con 14. Vittorio Venturi e Santo Amonti, pugile bresciano, sono quelli che nella Capitale hanno effettuato il maggior numero di incontri valevoli per il titolo: ben 6.
In questi incontri logicamente i pugili della capitale hanno svolto la parte del leone, anche se molti match per il titolo sono stati effettuati da pugili non romani. Ne citiamo alcuni per gli appassionati e i nostalgici del passato: Federico Scarponi contro Mario D’Agata (1962 nei gallo), Ernesto Formenti contro Altidoro Polidori (1951 nei piuma), Michele Palermo contro Egisto Peyre (1943 e 1945 nei welter), Nino Benvenuti contro Tommaso Truppi (1963 nei medi), Piero Del Papa contro Piero Tomasoni ( 1962 nei mediomassimi), Enrico Bertola contro Giovanni Martin (1947 nei massimi) e Santo Amonti contro Mino Bozzano ( nel 1962 tra i massimi). Logicamente questi sono solo alcuni esempi.
La schiera si assottiglia nettamente quando parliamo di derby romano. Ci sono stati dei quasi derby come le famose sfide tra Vittorio Tamagnini (nato a Civitavecchia) e Otello Abbruciati, tra Domenico Adinolfi ( di Ceccano) e Giulio Rinaldi (di Anzio), tra Otello Abbruciati e Luigi Quadrini( di Castel Liri). Nelle sfide derby ci mettiamo anche Enrico Urbinati contro Otello Belardinelli, tenendo presente che il primo, romano di adozione, era nato in un paese delle Marche.
Quando invece parliamo di “romani de Roma” il cerchio si chiude. Per sgombrare il campo da equivoci diciamo subito che nella categoria dei leggeri Pasquale Di Silvio e Simone Califano sono i primi romani veri a contendersi il titolo italiano.
jannilli-e-mancaPassiamo quindi in rassegna le altre categorie. Nei mosca si sono svolte due sfide tra Giovanni Sili e Orlando Magliozzi (1927 e 1929); tra Otello Belardinelli e Benito Fattori (1949). Nei welter le due sfide tra Vittorio Venturi e Vincenzo Rocchi ( 1930 e 1934). Nei medi c’è stato un 1950 particolare che per certi versi assomiglia per l’attesa alla sfida tra Di Silvio e Califano; in quell’anno Fernando Jannilli e Giovanni Manca ( nella foto), il pugile gentleman, attirarono l’attenzione degli appassionati romani e di due quartieri in particolare. Vinse in entrambe le occasioni il più furbo, vale a dire Jannilli.
C’è anche un altro dato da tener presente domani sera i due romani raccoglieranno un’ eredità pesante lasciata da grandi campioni del calibro di Edoardo Piacentini, Romolo Parboni, Enrico Venturi, Otello Abbruciati, Oberdan Romeo, Ascenzo Botta e Roberto Proietti. Scusate se è poco…

Di Alfredo

2 pensiero su “La storia dei titoli italiani a Roma”
  1. se posso continuo……..e lo addomesticarono con altre 500.000 lire e il consenso di poter continuare a combattere in Itala Sono vecchio e i vecchi dicono sempre ….ai miei tempi…..io aggiungo ai miei tempi giravano fior di campioni e bravi maestri I Proietti,Branchini,Golinelli Quelli di adesso sono bravi ma gli manca la materia prima Scusate se ……..Saluto tutti gli appassionati della noble art Giancarlo

  2. Dal ’62 al ’72 al palazzo dello sport dell’Eur penso che siano state 2/3 le riunioni che mi sono perso Organizzava Rino Tommasi uomo alla mano che si attardava negli spogliatoi con noi giovani (allora)appassionati Che livello di pugilato e l’Italia a quei tempi su 11 categorie aveva 9 titoli europei e un paio mondiali Ora vedendo su Sky le riunioni che si fanno in Germania mi vien da ridere Questi al massimo potevano gli sparring ai nostriMazzinghi Benvenuti Loi Arcari Lo Popolo Manca metto anche i meno dotati tecnicamente Rinaldi Tiberia Dall’America veniva gente con le mani pesanti e le gambe veloci il migilore Sugar Ray ma poi Morgan, Archie Moore e nache i “rincalzi” Renato Moraes Freddy Mack, Teddy Wrigte e Charlie Douglas che conobbi personalmente e a Napoli fece piegare le gambe al grande Duilio

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