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Libri di Sport: Summits of my Life – Sogni e sfide in montagna – Kilian Jornet – | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Libri di Sport: Summits of my Life – Sogni e sfide in montagna – Kilian Jornet –

di Giuliano Orlando

Il Merckx dello skyrunners, senza confini. La montagna, il suo regno. Dall’Europa all’Australia, dall’Asia alle Americhe, un campione infinito.

Summits of my Life – Sogni e sfide in montagna – Kilian Jornet – Corbaccio editore – Pag.208 – Euro 26.00

Kilian Jornet, semplicemente un fenomeno, raccontato in un libro di grande formato con bellissime foto e parole che lasciano il segno dell’emozione, perché illustrano con la semplicità dei grandi campioni, imprese che fanno uscire e scoprire dalla nicchia del quasi silenzio, panorami di incomparabile bellezza. La bellezza della montagna, che Kilian Jornet, nato a Sabadell nel 1987, in provincia di Barcellona, con i genitori che gestivano un rifugio a quota 2000 metri, ha sempre amato. Il libro racconta l’ultima parte di una carriera iniziata da giovanissimo, spadroneggiando nello skyrunners e nello scialpinismo, facendo incetta di trionfi. “Fin da piccolo, a 5 anni, avevo già toccato vette di 4000 metri. Con mia sorella e i genitori attraversammo i Pirenei e le Alpi, il Monte Bianco, viaggi in Argentina, Turchia e Marocco, salendo sempre sulle montagne”. La biblioteca di casa era piena di libri di Messner, Kurt Diemberger, Frison-Roche e Bonatti. A 13 anni, inizia le gare di scialpinismo e diventa il Merckx delle due specialità. Vince tutto, con una superiorità sconcertante. All’arrivo sorride e sembra aver disputato una passeggiata, quando i concorrenti sono sfiniti. Domina gli europei di skyrunning di corta e lunga distanza, il km. verticale, tutte le tappe del mondiale Skyrunners                       , creatura inventata da Marino Giacometti, in auge negli anni ’90 fino al primo decennio del 2000. Vittorioso allo Zegama nella sua terra, al Giir di Mont e al Sentiero delle Grigne, dove ho modo di conoscerlo e apprezzarne talento e modestia, al Kinabalu in Malesia, al TFN 100 in Australia, centra diverse volte la Table Mountain in Sudafrica e nello scialpinismo il Pierra Menta, il Mezzalama, il campionato del mondo. Tutto e di più e questo lo porta alla saturazione, all’insoddisfazione. Ad un futuro senza sorprese. Fino a quando si ricorda di quel manifesto del Cervino, la montagna dei suoi sogni. E nasce il progetto “Summit of May Life” assieme a Stephane Brosse, scomparso il 17 giugno 2012, nella discesa dell’Aiguille d’Argentiére sul finire del primo impegno, denominato Mont Blanc Crossing: la traversata integrale del massiccio del Bianco, 60 km. con un dislivello di 7500 metri, da Les Contamines in Francia a Champex in Svizzera, salendo fino  ai 4808 del Bianco, toccando otto cime.  Il libro inizia da quel sogno e da quel dolore e si sviluppa in sette sfide, una più eccitante e incredibile dell’altra. Lasciamo al lettore il piacere e le emozioni che il racconto e le foto di incredibile bellezza, assicurano, diciamo soltanto che  dopo il Bianco (4810) si passa dal Cervino (4478) alle cime dell’Elbrus (5642), del Denali (6186), all’Aconcagua (6962) in Argentina, fino all’Everest (8848) raggiunto dal campo base tra il 21 e il 28 maggio 2017. Con relativi record.  Cinque anni indimenticabili, che ogni appassionato di montagna deve conoscere per capire la grandezza di quelle imprese.