Isola del Liri, 08. 02. 2013 – (Al. Br.)- Nella Tendastruttura del Giardino dello Sport si è svolta una bella riunione organizzata dalla De Clemente Promozioni Sportive con la collaborazione della Boxe Luigi Quadrini e della Franco Valente, patrocinata dai Comuni di Isola del Liri e Castelliri, come dimostra la presenza dei due sindaci, Luciano Duro e Francesco Quadrini. Il tutto sotto l’egida della Lega Pro Boxe e l’occhio di riguardo televisivo di Sport Italia 2 con il commento di Fabio Panchetti.

Il match clou era costituito dalla sfida sulle 10 riprese tra Michele Crudetti e Fabrizio Trotta, valevole per il Titolo Italiano dei supergallo, rimasto vacante dopo l’abbandono di Giuseppe Di Micco. L’incontro tra i due ha avuto uno sconto del 50% terminando alla quinta ripresa con verdetto tecnico che ha visto la vittoria di Crudetti, che in pratica prende il posto del suo compagno di palestra, Di Micco. Trotta cerca di imporre subito un ritmo sostenuto con colpi caricati che costringono sulla difensiva il suo avversario. Ma dalla seconda ripresa cambia la musica perché Crudetti non solo replica agli attacchi dell’abruzzese, ma dimostra una maggiore velocità e precisione. Il match è ad alta tensione per il tifo dei sostenitori dei due pugili. Trotta nel terzo tempo piazza un destro efficace che non smonta il pugile di Latina, che replica con una serie e in chiusura sorprende l’abruzzese con un destro preciso e veloce. Il match s’incattivisce perché si cerca la soluzione prima del limite, soprattutto da parte di Trotta, che ha all’angolo Scala e Gabriele. Da un clinch nella quarta ripresa Crudetti esce con una ferita allo zigomo destro e sanguina abbondantemente. Il dottor Bianco, presa visione, accenna che il combattimento può proseguire. Nel quinto round Trotta affonda i suoi colpi, ma l’ultima parola aspetta a Crudetti più veloce. I due cercano la distanza ravvicinata e le teste sono pericolosamente a contatto. Crudetti esce da uno scambio con un taglio sotto la palpebra sinistra. Stavolta il dott. Bianco fa cenno che il match non può continuare. Si prosegue quindi con verdetto ai punti. La vittoria viene assegnata a Crudetti e la Enrico Bertola di Priverno, condotta da Marrocco e Dominioni, centra ancora una volta l’obiettivo del Titolo Nazionale. Arbitro del match: Sauro Di Clementi. Giudici: Gaetano Caso, Marzia Simili e Antonello Paolucci. Supervisore FPI: Massimo Barrovecchio. Commissario di Riunione: Lorenzo Casentini.

La serata, dentro un Tendone gremito da gente che ha sfidato una serata particolarmente gelida, è iniziata con l’esibizione di Andrea Scala e Amedeo Sauli, entrambi figli d’arte. Anche se si tratta di una semplice esibizione ci sono da parte di entrambi tutte le premesse per una carriera dilettantistica da protagonisti. Il primo match vedeva comunque il rientro di Vincenzo Finiello (+ 7, =1), vincitore agli Assoluti del 2009, che da professionista non ha ancora espresso le sue effettive potenzialità. Il leggero di Isola Liri ha scelta di tempo e un bagaglio tecnico di prim’ordine, qualità che sciorina con la bilancia del farmacista. Lo slovacco Ivan Godor, pugile esperto, ha messo a nudo pregi e difetti del suo avversario. I pregi si risolvono in colpi isolati anche se d’autore come il montante sinistro; mentre il difetto maggiore è la mancanza di continuità. Ma Finiello aumentà le sue capacità a seconda dell’avversario e il Titolo della categoria per ora rimane la prima tappa da raggiungere. Quando entra il supergallo Giodi Scala l’applauso diventa boato per l’idolo locale, figlio del maestro Raimondo. L’ungherese Szergej Sztankovics, pur coraggioso, dimostra una certa fragilità e si sgretola sotto i colpi velenosi di un Giodi implacabile. Una serie chiude all’angolo l’ospite che si inginocchia e ascolta il conteggio dell’arbitro Ramacciotti. Il tempo di riprendere, ma solo per  ricevere una valanga di colpi che lo intontiscono al tappeto per un nuovo conteggio e in chiusura di ripresa vola l’asciugamano. Il canonico minuto di riposo serve solo per decretare l’abbandono al secondo round. Scala ha così raggiunto il secondo successo della carriera. Gli avversari per ora son scelti con cura, ma il buongiorno si vede dal mattino: piace di questo ragazzo oltre alla secchezza dei colpi la determinazione con cui aggredisce. Lo attendiamo con curiosità di fronte ad avversari più impegnativi.

Sale sul ring nel terzo match della serata Davide Dieli, ex campione italiano e dell’ Unione Europea dei piuma, per affrontare Luigi Mantegna, recordmen di sconfitte, ma pur sempre avversario da prendere con le molle. L’allievo di Barrale inizia bene e prende sul tempo il romano un po’ lento a carburare. Mantegna si permette anche un suo personale show passeggiando sul ring per poi attaccare l’avversario quando si avvicina. Non c’è da annoiarsi, anzi il match scalda il pubblico infreddolito. Dieli è un rullo compressore e il suo ritmo sfiancante aumenta con il passare dei minuti e dei round. La terza ripresa assume il tono di un piccolo calvario per il ciociaro, in difficoltà per i colpi implacabili dalla corta di “½ Gancio”. Il minuto di riposo lo rimette in carreggiata e trova il fiato per girare al largo e smorzare la pressione dell’avversario. Quinta ripresa durissima per Mantegna di fronte ad uno scatenato Dieli, ma nella sesta il ciociaro sorprende tutti accettando gli scambi e rischiando parecchio. Non c’è bisogno del verdetto e un Dieli sorridente e in buona forma si fa rubare la scena con gli applausi del pubblico rivolti al simpatico Mantegna, protagonista anche nella sconfitta. Un buon match sotto tutti i punti di vista.

Tocca quindi al Titolo Italiano. Il ring si riempie prima dell’inno con ospiti d’ onore elencati dal Ring Announcer Gianni Paris. Salgono per primi i due sindaci, l’organizzatore Armando De Clemente. L’ospite più applaudito non può che essere Domenico Adinolfi, ex campione europeo dei mediomassimi, seguito a ruota dall’attuale sfidante mondiale Domenico Spada. Ci sono in sala altri campioni del passato e del presente come Pasquale Di Silvio, Stefano Castellucci, Remo Tatangelo, Marco Sardellitti e quel Gaetano Caso, ex campione italiano dei welter, nell’occasione giudice per il titolo.  

Di Alfredo

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