di Giuliano Orlando

MILANO. E’ una lotta tosta quella intrapresa dalla famiglia Cherchi contro il Covid 19. Dopo lo stop totale per buona parte del 2020 in Lombardia, la regione che ha pagato il prezzo più drammatico in termini di vittime e ricoveri, la Opi Since 82-Matchroom, con tutte le cautele, nel rispetto delle normative, ha onorato gli impegni presi con Eddie Hearn, tornando all’attività, sia pure rigidamente a porte chiuse. Ritorno all’Allianz Cloud (ex Palalido) di Milano il 23 ottobre, col rientro di Fabio Turchi (18-1) vittorioso sul lettone Nikolajas Grisunins (12-2-1) e la promozione a cosfidante UE dei massimi leggeri. Secondo appuntamento il 17 dicembre, cartellone ricco di un mondiale IBF e un europeo supergallo, oltre ad altri confronti di ottima qualità. Esaurito il programma 2020, il primo appuntamento 2021 è ancora più corposo. Debbo dare atto ai Cherchi di avere il fiuto giusto per allestire confronti stuzzicanti, le sfide che più piacciono. Leggi il programma e fatichi a trovare un confronto squilibrato, come se la serata si svolgesse davanti ad un grande pubblico. Questo non è possibile, anche se l’emittente DAZN offre l’opportunità di seguire pugno su pugno la manifestazione, ma l’alto livello dello spettacolo è un atto di serietà professionale, oltre i limiti della boxe a porte chiuse.  

Il ruolo di primattore spetta a Daniele Scardina (18) – formatosi alla Pugilistica Domino, quartiere di Gratosoglio, zona meridionale della capitale lombarda, dal maestro Pino Caputo – che torna a Milano dopo un’assenza di ben 16 mesi, lungo i quali, ha calcato un palcoscenico diverso da quello consueto. Passando dal quadrato del ring alla più ampia pedana dello spettacolo televisivo. Ottenendo grande successo personale, protagonista nella popolare trasmissione “Ballando con le stelle”, dove è arrivato al vertice della sfida, confermandosi uno dei migliori ballerini, oltre che concedersi ulteriori parentesi sentimentali, dimostrandosi soggetto poliedrico. Evito accuratamente il gossip che trovo abbastanza noioso, ma dò atto a Daniele di aver operato positivamente nell’offrire l’immagine del nostro sport a livello umano e agonistico. Adesso lo attende la prova più importante della sua invitta carriera. L’EBU lo ha indicato cosfidante alla cintura Unione Europea, l’anticamera per puntare all’europeo maggiore.

Sedici mesi di inattività sono molti, in qualsiasi sport, nel pugilato più di altri. Gli allenamenti servono eccome, ma l’impegno agonistico richiede condizioni che si perfezionano solo combattendo. Dopo la lunga parentesi artistica è tornato nel suo nido di Miami Beach in Florida, nel gym della 5th Street, sotto la guida di Dino Spencer che lo segue dall’esordio pro, avvenuto nel settembre 2015 a Santo Domingo dove ha disputato i primi cinque incontri. A fine dicembre ha ripreso ad allenarsi, dovendo anche smaltire i chili in più della sosta. Al rientro a Milano, ha assicurato di essere tornato in buona forma. D’obbligo dimostrare sul ring che sia così. Lo spagnolo Cesar Nunez, l’avversario di turno non è un fenomeno ma neppure una scartina. Lo dimostra il suo record (17-2-1), anche se ne specchia i limiti a certi livelli. Professionista dal 2015, nativo di Pamplona, città della Navarra, nel Nord Est della Spagna, non lontana dal confine francese. Lo spagnolo ha 35 anni, una carriera all’ombra di casa, dove non ha mai conosciuto sconfitte. Attaccante molto frontale, mobile sul tronco anche se si abbassa spesso. Usa colpi larghi e ha notevoli doti di incassatore, anche se la difesa non è la dote migliore. I montanti entrano con facilità, ma sa replicare. Per tenerlo a bada occorre sapersi muovere lateralmente. Due sconfitte nel record, arrivate nelle due uniche trasferte, nel 2019. La prima il 17 agosto in Germania, messo KO dal tedesco Vincent Feigenbutz, – già avversario del nostro Giovanni De Carolis – all’ottavo round per l’Internazionale IBF supermedi. A metà dicembre accetta l’ingaggio per battersi con il giovane bomber Edgar Berlanga (23 anni) sul ring di New York, finendo KO al primo round, dopo essere stato contato tre volte. Dominato sul piano tattico dal pugile di Brooklyn che ha battuto tutti e sedici avversari incontrati come ha fatto con lo spagnolo. Tornato a Pamplona, risale sul ring il 29 febbraio 2020, battendo il modesto e non più verde Alejandro Mostazo (4-6-2), 41 anni, KO al secondo tempo. Un anno dopo è chiamato alla prova più impegnativa e titolata della carriera. Il navarrino si è allenato senza interruzione, e si proclama fiducioso di portare in Spagna il titolo dell’UE. “Col mio maestro abbiamo studiato Scardina e il suo stile si adatta bene alla mia boxe. So come poterlo battere”. La prima schermaglia di routine, anche se la speranza di vincere è reale. Scardina ha replicato senza troppa enfasi, consapevole che le parole non fanno punti, delegate ai pugni. “Se è convinto di battermi, dovrà confermarlo sul ring”. Daniele, 28 anni, non ha mai tradito le attese, ma costantemente migliorato sul piano tecnico e tattico. Il miglior match lo ha disputato proprio il 25 ottobre 2019 contro il belga Ilias Achergui (17-5-1), un guerriero dalla resistenza incredibile, che ha costretto l’italiano a tenere il ritmo sempre alto, per non rischiare un capovolgimento della situazione. C’è anche un altro aspetto che va tenuto in considerazione. Nelle ultime esibizioni la mano destra di Daniele gli creava problema, per alcuni infortuni precedenti e finiva ogni volta con i tendini infiammati. Tra i tanti guai della pandemia, il lungo riposo dovrebbe aver affievolito il guaio. Personalmente propendo per un successo netto di Scardina ai punti, dopo un avvio molto equilibrato. Accanto al clou, altre due sfide titolate, una più interessante ed equilibrata dell’altra. Il welter Tobia Loriga (32-8-3) è l’esempio del pugilatore senza tempo, a 43 anni mostra l’entusiasmo di un ventenne e una resistenza incredibile alla fatica. Attivo dal 2003, il crotonese si gioca il titolo italiano, contro uno dei giovani più promettenti, quale Nicholas Esposito (13), cremonese di 26 anni, allenato dal padre, al primo esame tricolore. Da una parte esperienza e anche abilità, oltre ad un temperamento battagliero, dall’altra il ritmo offensivo asfissiante dello sfidante, oltre ad un pizzico di potenza nel destro. Comunque vada a finire, la certezza che la parte spettacolare sarà la protagonista della sfida. Maxim Prodan (18-0-1) ucraino di nascita, adottato da Milano, mette in palio l’Internazionale welter IBF contro l’ex tricolore Nicola Cristofori (11-2-2) pugile longilineo di Ferrara, impostato in guardia mancina, da non sottovalutare, capace di esaltarsi contro fighter come Prodan, che prediligono l’attacco frontale, mentre Cristofori ha buon gioco di gambe e veloci rientri laterali. Saltato per colpa del Covid, l’internazionale piuma IBF, tra il mancino toscano Davide Tassi (11), attuale campione d’Italia, e il piemontese Francesco Grandelli (14-1-1) ex tricolore, che non ha superato la prova del tampone. Un vero peccato, che rientra nelle percentuali di rischio in un momento decisamente delicato per tutti. Gli organizzatori hanno preso atto, assicurando che si tratta di un rinvio e non un annullamento. Grandelli e Tassi si troveranno di fronte in una delle prossime riunioni targate Matchroom Italy. In apertura il possente superwelter romano Mirko Natalizi (9) sugli otto round, affronta l’esperto belga, tunisino di nascita Islam Teffahi (22-8-2), 38 anni, attivo dal 2008, soggetto scaltro e quindi per nulla facile da gestire. E’ il miglior medio belga, e nella parte inziale della carriera si è tolto parecchie soddisfazioni. Nel 2016, sceglie di praticare la MMA, senza successo e nel 2018 torna al pugilato, alternando vittorie e sconfitte. L’ultima in Francia contro il quotato Moughit El Moutaoua (13-1) per la cintura francofona WBC dei medi. Battuto solo ai punti. Natalizi dovrà boxare con intelligenza e pazienza, senza farsi prendere dalla fretta. Vincendo bene, avrà compiuto un ulteriore passo per puntare al titolo italiano, recentemente conquistato da Damiano Falcinelli, romano a sua volta. Sfidarlo, sarebbe un derby capitolino molto stuzzicante. Inedito per la piazza milanese il supergallo Vincenzo La Femina (6), 26 anni, salernitano Scafati, sul quale i Cherchi puntano decisi. Lo affronta l’ennesimo nativo del Nicaragua, residente in Spagna a Pamplona, come parecchie di decine di connazionali. Si tratta di Pablo Narvaez (9-21-7), 36 anni, collaudatore a tempo pieno, l’ultimo avversario affrontato è stato il sardo Cristian Zara, lo scorso dicembre a Brescia, battuto ai punti sui sei round. Gli stessi che sosterrà contro La Femina. Vedremo con quale differenza di vantaggio. Inizio alle 19,30.

Di Alfredo

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