di Alfredo Brunocopia-di-dsc_7153

Purtroppo è avvenuto quello che in pochi si aspettavano. Una Frosinone in festa per il suo figliol prodigo ha preso visione di come il risultato in un incontro di boxe è scontato fino ad un certo punto. In giro c’era un certo ottimismo perché Sven si è allenato duramente per due mesi, era carico e determinato, era sceso dai superwelter ai welter, segnale chiaro che aveva vissuto questo periodo in una sorta di quarantena a pane e boxe. Krzysztof Bienias (+37 -3, 15 ko) veniva dai superleggeri e ultimamente aveva infilato una bella serie di risultati positivi, al peso per certi versi ha faticato per arrivarci più lui che Sven.

Anche l’apparenza fisica tra i due ha un po’ illuso i presenti che vedevano nell’idolo di casa il gran favorito, se non altro perché si era formata l’idea che questo Bienas fosse meno difficile del danese Bladt, stoppato per una documentazione non certo nitida sulle sue condizioni fisiche.
copia-di-dsc_72951Dopo una prima ripresa di studio nella seconda un destro “sporco” di Paris era sufficiente per far sbarellare l’avversario tra l’entusiasmo del numeroso pubblico che ha gremito il bel Palazzetto vicino allo Stadio Casaleno, ma la reazione di Bienias non si faceva attendere: finta di sinistro e destro a segno, un classico dell’abc pugilistico. White Warrior pressa il suo avversario e quando lo aggancia alle corde scarica serie al corpo e al volto, non sempre precise. Bello il terzo round con fasi alterne e duri scambi, anche se Sven sente due destri al corpo. Nel quarto round il pugile di casa scarica una bordata, Bienias resiste e oltrettutto replica anche, un suo destro alla tempia provoca una smorfia da parte del “ciociaro”. L’ottimismo sembra svanire d’incanto: Paris non solo rallenta, ma appare affaticato; oltrettutto la sua tattica appare monotona intestardendosi nella media distanza dove i colpi lineari di Bienias hanno buon gioco e un suo destro, arrivato al volto, suona come un campanello d’allarme. Nella sesta e settima ripresa l’iniziativa di Paris ha i classici connotati della sterilità e oltrettutto questo Bienias ha sette vite come i gatti, tra l’altro rifila una bella capocciata al pugile di casa nell’ottavo round, un gesto che il pubblico dimostra di non gradire. La serata è molto fredda, ma il Palazzetto pieno sembra aprire un suo personale riscaldamento con il tifo, che forse Paris comincia a sentire come un ronzio all’orecchio. Troppa gente che grida dall’angolo di Sven, il giovane appare frastornato anche perché questo Bienias carica sempre di più i suoi colpi, che sembrano affilati come spade. Le sorti del match si sono decisamente capovolte e Paris non nasconde certo di trovarsi in difficoltà. Il nono round diventa un calvario per il pugile di casa e la gente comincia a gridare di gettare una spugna salvatrice. Una serie di Bienias sembra attratta da Paris come il ferro dalla calamita, il giovane sbarella  e sbatte contro l’angolo neutro che ne ferma la caduta, ma non può evitare certo il conteggio dell’arbitro. Forse l’incontro avrebbe dovuto terminare qui per evitare ad un Sven demoralizzato e scosso di prendere altri colpi. Nell’intervallo tra la nona e decima ripresa c’è l’abbandono di Paris, che porterà il giovane a discutere con il suo entourage su quale sarà il suo futuro, mentre dalla sponda di Bienias si festeggia la conquista del Titolo Intercontinentale WBO. Ci sono alcuni nodi da sciogliere: welter o superwelter? La questione sparring…e perché no: un angolo meno affollato, dove a parlare ci deve essere una sola persona.
Un vero peccato perché Sven è un bel personaggio e la piazza di Frosinone è molto attaccata al suo White Warrior, lo ha dimostrato con la sua presenza e il suo tifo. C’erano anche tutte le autorità: dal sindaco ai vari assessori che sono saliti sul ring in compagnia di Giacobbe Fragomeni, campione del mondo, Franco Falcinelli, presidente della Federazione, Marcello Stella, consigliere federale, e il prof. Conte, delegato CONI. Una sconfitta spesso non è determinante in una carriera: serve a far capire gli errori, potrebbe anche diventare una buona cura ricostituente.
Anche stavolta i Conti Cavini, il loro feeling con Frosinone sembra rinsaldarsi sempre di più, hanno fatto centro dal lato organizzativo presentando nel complesso un bello spettacolo dove negli intervalli si sono alternati alcuni giovani con esibizioni di ballo acrobatico hip-hop e la presentazione della nazionale femminile di boxe del futuro, proiettata verso le Olimpiadi del 2012 e allenata dal duo Bergamasco-Renzini.
Se il match tra Paris e Bienias ha offerto uno spettacolo degno di questo nome la stessa cosa non si può dire per quelli che hanno avuto come protagonisti Andrea Di Luisa( +3 per ko) e Suat Laze (+ 8, = 1, -2). Un vero peccato perché si tratta di due pugili interessanti, che però da questi match non hanno acquistato certo esperienza. Di Luisa,supermedio, in pratica ha fatto un’esibizione di 1’42” con Gyula Gaspar, molto propenso al contatto con il tappeto le due volte che è stato colpito, prima di abbandonare come ospite indesiderato. L’albanese Laze ha sciorinato una buona boxe per quattro riprese fino a quando il suo avversario, Csaba Ladanyi, che già aveva subito un conteggio nel terzo round, faceva capire che i colpi al corpo non erano per lui e dopo il conteggio abbandonava.

copia-di-dsc_7226A controbilanciare lo spettacolo deludente di questi due match ci pensava un Michele Di Rocco (+22 -1 =1, 9 ko), leggermente sovrappeso, ma in discreta forma. L’umbro aveva di fronte l’esperto Janos Petrovics(+15,-22, 7 ko) che ha retto bene il ritmo sostenuto impostogli dall’avversario. Le sei riprese sono volate via piacevoli con una serie per palati fini impostata da Di Rocco nella quarta ripresa, un duro scambio strappa applausi a guardia aperta nel quinto round. Decisamente un buon banco di prova per l’allievo di Gerardo Falcinelli, e non è escluso una sua trattativa per incontrare Krzysztof Bienias, logicamente con il Titolo Intercontinentale WBO in palio.
La serata si è aperta con due match dilettantistici. In pratica si è trattato di un derby tra Frosinone e Isola Liri. Nel primo match  Tkackuk, un guardia destra di 90 kg. ce l’ha messa tutta per prevalere su Persichetti mantenendo l’iniziativa sulle tre riprese, ma non andava oltre il pari per la maggior precisione dell’avversario. Iacovissi in guardia destra è pugile dalla boxe essenziale e precisa, ma questo non è stato sufficiente per frenare l’azione scomposta, ma efficace di Marongiu, a cui è andato il verdetto di misura.   
RISULTATI
Dilettanti
Massimi: Tkackuk (A.P. Frosinone) e Persichetti (F. Valente) pari.
Welter: Marongiu E. (New Generation Boxe) b. Iacovissi (A.P. Frosinone).
Professionisti
Leggeri: Suat Laze (Conti Cavini) b. Csaba Ladanyi kot 4
Supermedi: Andrea Di Luisa (Conti Cavini) b. Gyula Gaspar kot 1.
Welter: Michele Di Rocco (Conti Cavini) b. Janos Petrovics a.p. 6.
Welter: Krzysztof Bienias (Polonia – kg. 65,900) b. Sven Paris (Conti Cavini – kg.65,600) abb.10. Titolo Intercontinentale Wbo
Arbitri: Barrovecchio R. ( C.R.), Manu Maritxalar, Paul Thomas, Andre Van Grootenbruel, Manuel Oliver Palomo, Massimo Barrovecchio, Massimiliano Bianco.
Supervisore Wbo: Edoardo Ceccoli
Medico: dott. Pasquale Tamburrini.

 

Di Alfredo

4 pensiero su “Paris battuto da Bienias”
  1. era meglio quando c’era il buon patrizio parlava solo lui e insieme ottenevano i successi

  2. SVEN NON MOLLARE DALLE BRUTTE SCONFITTE NASCE UN GRANDE PUGILE E TU LO DIMOSTRERAI

  3. Caro Marco la tua analisi e le tue considerazioni sono perfette. Sven era una grande promessa e lo ritengo tutt’ora un atleta forte che può dare molto. ha 28 anni ed è ora che veda chiaro nel suo futuro di pugile. L’allenamento per quanto duro deve essere fatto anche con buoni sparring. Quando parlo di sparring non parlo di uno solo saltuariamente, ma di vari tipi: dal picchiatore, al mancino, dal tecnico, al combattente ecc…Eppoi io ribadisco il concetto dell’angolo: troppe persone a parlare. Il pugile deve essere isolato:lui e il suo maestro. Io stimo molto questo ragazzo e sono convintissimo che ancora non ci ha potuto far vedere il meglio…io mi domando e forse questo se lodeve domandare anche Sven…dov’è quel pugile(che ho visto con Alaggio) che quando ha visto le brutte ha saputo cambiare tattica e vincere? Il nocciolo è tutto qui…l’assalto non sempre è produttivo.

  4. E’SUCCESSO QUELLO CHE NON MI ASPETTAVO!UNA SCONFITTA SENZA ATTENUANTI SECONDO ME DOVUTA MAGARI DAL CAMBIO DELL’ AVVERSARIO.TROPPA STANCHEZZA ACCUMULATA TROPPO TATTICA PRIMA DI SALIRE SUL RING-HO VISTO UNO SVEN PRIVO DI FORZA STANCO TROPPO STANCO E NON AL PIENO DELLE FORZE.I SUOI COLPI NON FACEVANO MALE LA GRINTA ASSENTE.MI DISPIACE TROPPO QUESTA SCONFITTA FA MALE.ORA SI DEVE DECIDERE IL FUTURO DI SVEN.SE IL PESO WELTER LO PORTA A COMBATTERE SENZA ENERGIE PUO OPTARE SULLA CARTA DEI SUPERWELTER.ALTRIMENTI BISOGNA DARCI DENTRO ANCHE NEGLI ALLENAMENTI.MANCAVA LA LUCIDITA ,IL SUO SPETTACOLO TUTTO.MGARI I 4 MESI DI PREPARAZIONE L HANNO TURBATO CHI LO SA.COMUNQUE NON BISOGNA PERDERE UN PERSONAGGIO IMPORTANTE DELLA BOXE ITALIANA.DALLE SCONFITTE SI RIPARTE E SI DIVENTA GRANDI!L’ETA C’E’ E LA MATURITA PURE.FORZA IN BOCCA A L LUPO

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