hpim0039Sven Paris è uno dei grandi talenti della boxe italiana. Dopo una carriera già coronata da grandi soddisfazioni nonostante una condotta professionale non sempre inappuntabile, dopo l’esperienza americana ha raggiunto la maturità per poter pensare in concreto ai grandi obiettivi che la sua classe e la sua potenza gli possono riservare. Venerdì 20 febbraio, davanti al suo pubblico che certamente riempirà il nuovo palazzetto dello sport di Frosinone anche grazie all’ingresso gratuito e al capolavoro organizzativo di Rosanna Conti Cavini e degli Enti che con lei hanno collaborato, Sven salirà sul ring per conquistare il vacante titolo Intercontinentale Wbo dei pesi welter contro l’esperto polacco Bienias.

Come stai e come sono la condizione atletica e quella psicologica?

Per iniziare la mia condizione fisica è ottima. Non sono mai stato più bene di così in tutta la mia carriera, ma soprattutto mi sento bene, anzi benissimo, a livello psicologico. Forse è proprio per questo se sto così bene a livello fisico. Mi sono allenato duramente sia per il 30 gennaio che per il 20 febbraio, facendo anche tante sessioni di guanti con Petrovics, Langella e Nespro. Salirò sul ring tirato al massimo.

Quanto sarà importante il pubblico per il tuo match? Come è l’attesa di Frosinone?

La presenza del mio pubblico sarà sicuramente una marcia in più. Vincerò anche grazie a loro. Sono tutti in fibrillazione per questo evento, quindi ti lascio capire di come sia l’attesa…

Che tattica userai sul ring?

Con mio padre ci eravamo originariamente preparati visionando alcuni video di Bladt, il mio precedente avversario. Poi ci sono stati i problemi che sappiamo e ci era stato detto che era probabile incontrare Bienias. Allora ci siamo preparati sulla boxe del polacco. Nonostante tutto non ho nessuna tattica particolare: salirò sul ring preparatissimo fisicamente e forte mentalmente. Non mi cambia niente se davanti avrò Bienias al posto di Bladt: io voglio il titolo.

Due mesi di preparazione massacrante: come ti sei trovato?

Inizialmente la preparazione è stata dura, anzi durissima. Mio padre Dheni è molto esigente e non concede sconti a nessuno, nemmeno a me. Dopo un po’ di tempo mi sono abituato a lavorare duro e soffrire, ed ero io a chiedere a mio padre di fare qualcosina in più!

Umberto e Rosanna Conti Cavini ti hanno accolto a braccia aperte al tuo ritorno dagli Stati Uniti e subito ti mettono nelle condizioni di lottare per un titolo internazionale di grande importanza: cosa ti senti di dire loro?

Umberto e Rosanna sono un po’ i miei secondi genitori. Anche quando ero all’estero mi chiamavano spesso e si interessavano di come stessi e che cosa facessi. Si preoccupavano per me. L’unica cosa che voglio dire loro è: grazie per tutto quello che fate per me.

Dove vuole arrivare Sven Paris?

Da bambino mi sono innamorato del film “Rocky 2”, quando lui diventava campione del mondo. Ecco dove voglio arrivare io…

Ufficio stampa Rosanna Conti Cavini

Di Alfredo

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