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Solo due bronzi per la giovane Italia al Bocskai in Ungheria. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Solo due bronzi per la giovane Italia al Bocskai in Ungheria.

Screenshot-2018-02-11-13di Giuliano Orlando
La prima uscita dell’Italia nel classico torneo ungherese Bocskai a Debrecen, giunto alla 62° edizione, con una squadra giovane, si è conclusa con un bilancio inferiore alle attese. Solo due bronzi col superleggero siculo Iozia e il medio romano Sarchioto, in un contesto di buona qualità, ma composto dalle squadre più importanti come Russia, Ucraina, Inghilterra, Kazakistan, Bielorussia, Polonia e Croazia, salvo poche eccezioni, con elementi di seconda fascia. Cinque degli otto azzurri presenti sono usciti all’esordio: il mosca sassarese Zara ad opera del locale Martin Virban, fratello di Gabor vincitore nel 2017 nei 49 kg. quest’anno non prevista nel torneo. Verdetto stretto e il 3-2 per l’ungherese è molto discutibile. Il gallo toscano Erylmaz, famiglia turca, 19 anni, che bene aveva impressionato agli assoluti, non è stato fortunato nel sorteggio: al primo esame trova Suleimanov neo campione del Kazakistan, uno dei migliori asiatici, oltre 100 incontri all’attivo e vincitore del torneo. Una sconfitta più che onorevole e tanta esperienza nel carniere. A sprazzi ha mostrato belle combinazioni e ottimo gioco di gambe. Il leggero siculo Canonico e il welter pugliese Magrì, entrambi all’esordio nel torneo sono arrivati alla pari dei rivali, l’inglese Hodgson e il polacco Holka, ma quando la situazione è in equilibrio i giudici assegnano quasi sempre la vittoria agli avversari, come dimostra la percentuale di cinque sconfitte su sei 3-2. Purtroppo contiamo come il due di picche. Soprattutto i verdetti che hanno punito sia il medio Sarchioto in semifinale contro il locale Cservenka, premiato oltre i meriti e il +91 Mouhiidine, di fronte al croato Milun, campione nazionale ma non certo superiore al nostro, più veloce e preciso, anche se privo di potenza. Per Aziz si è ripetuto il risultato del 2017, vincitore del ceko Salek e sconfitto (3-2) dal vecchio moldavo Zavatin. Il mediomassimo Antonaci si è lasciato prendere dal nervosismo contro il locale Pal Kovacs, più furbo anche se modesto, rimediando la squalifica al terzo tempo. Per Federico è necessario che l’istinto non prevalga sul ragionamento. Diversamente i suoi buoni mezzi, si annullano. Il ragusano Iozia è stato la nota lieta del gruppo. Il ventenne superleggero sta Screenshot-2018-02-12-09crescendo, lo scorso anno era uscito ai quarti, stavolta è giunto in semifinale, sconfitto dall’ucraino Bekyak, campione nazionale 2015, argento 2016, bronzo 2015, come i gamberi, ma sufficiente per vincere il torneo. La prima uscita del 2017, al momento, conferma la difficoltà dell’Italia a trovare elementi vincenti appena l’impegno sale di qualità. Gli otto presenti in Ungheria, abbastanza giovani, ma non tanto da ritenersi alla prime armi, restano ancora ai margini degli elite europei. Gianfranco Rosi e il cubano Geraldo Bicet hanno accompagnato il team azzurro, che in rapporto al 2017, dove erano rientrati senza medaglie, ha migliorato ma ci vuole altro, per ritenersi soddisfatti. Anche perché questa edizione era qualitativamente inferiore alla volta scorso. Mancavano Cina, Armenia, Georgia e Turchia e La Russia si era presentata con un taem più forte. I presenti: 118 maschi e 18 donne in rappresentanza di 22 nazioni mantenevano la media. A sorpresa nessun oro per la Russia, tre per il Kazakistan, che ha vinto oltre che con Suleymanov (56), con Toltayev bronzo nazionale e il welter Shymbergenov che dopo aver vinto il titolo nel 2014 e 2015, si era fermato per infortunio, toccando il tris lo scorso novembre agli assoluti svoltisi a Shymkent. A Debrecen ha dominato il torneo. Un altro kazako da segnare sul taccuino è il gigante Ayboldy Daurenuly, 19 anni, argento, vincitore in avvio del russo Suslenkov, testa pelata e masse muscolari da culturista, campione nazionale 2016, terzo nel 2015, eliminato nei quarti a novembre. Tra i due è stata battaglia tosta, il kazako ha passato qualche brutto momento ma alla fine la sua boxe potente e veloce ha avuto la meglio. Ha battuto il romeno Raznau Filip che non è niente male, ha saltato la semifinale: il croato Milun si era infortunato contro Mouhiidine. In finale ha ceduto alla possanza dell’ucraino Shevadzutskiv, che domina in patria da due anni, degno sostituto di Vikhrist il campione europeo in carica e nazionale per un triennio (2013-14-15). Non è il nuovo Klitschko, ma sarà un avversario difficile per tutti. La Bielorussia ha portato i migliori e più esperti, raccogliendo due vittorie con Bondarenko (75) e Dauhaliavets (81) che ai mondiali di Amburgo eliminò il nostro Manfredonia negli ottavi. Due guerrieri molto muscolari, che conoscono solo la marcia in avanti. Bravo e fortunato il romeno Aradoaie, che ricordiamo vincitore a Brasov nell’europeo U.22, negli 81 ai danni del favorito russo Gadzhimagomedov (3-2). Ha vinto nei massimi, con due soli incontri, prima col russo Mansurov, bronzo nazionale in carica, poi in semifinale col locale Hamori. In finale lo slovacco Michalek ha dato forfait. Nei medi, l’altro vincitore è l’inglese Whittaker. In due categorie medi e superleggeri, sono stati disputati due tornei distinti. Prima uscita anche per le azzurre. Impegnate nel torneo Strandja in Bulgaria, che inizierà il 19 febbraio. Prima di allora sosterranno uno stage accompagnate dai tecnici Maurizio Stecca e Laura Tosti. Sono 11 le atlete, convocate: Bonatti (48), Gioia (51), Lamagna (54), la Marchese e la Testa (57), Martusciello (60), la Nicoli e la Salerno (64), Floridia e Carini (69) e l’inedita Paoletti (81). Renzini ha fatto una prima scelta, per valutare le condizioni di una parte della squadra, lasciando ad Assisi, la Mostarda, la Delaurenti, la Mesiano e la Alberti, oltre ad altre chiamate per i prossimi impegni, con gli europei youth e jr, fissati a Roseto della Abruzzi. Evento principale in Italia.