copia-di-dsc_7402di Alfredo Bruno

Indubbiamente l’attesa del match di stasera sta diventando spasmodica. Questo lo diciamo per gli appassionati e per le due schiere di tifosi che mancheranno di sostenere Pasquale Di Silvio ( + 9, 4 per ko) e Simone Califano (+12, 6 per ko, -1). Per certi versi si tratta di un vero e proprio derby, dove oltre alla città si mescolano l’attesa di due quartieri come San Giovanni-Arco di Travertino e il Tufello-Montesacro, ma soprattutto dove ancora una volta saranno due stili di boxe diversi, due modi di concepire la strategia da adottare sul quadrato completamente opposta. Speranza, vendetta e rabbia stasera si mescoleranno in un mix fragoroso che la televisione manderà in onda in diretta alle 22,20 su Rai SportSat e in differita su Rai2 all’ 1,00.

Un bel successo per il lavoro svolto dagli organizzatori dell’Unicorner e anche un successo per la Televisione che ne guadagnerà in share e in spettacolo, perché la boxe, quella vera e incerta tira e come…
Dei due giovani si è detto a iosa in questi giorni. Il loro modo di combattere è ormai un libro aperto, quello che ancora non si riesce a definire è il risultato, perché il match è equilibratissimo e legato all’imponderabile che sul ring può succedere da un momento all’altro. Le dichiarazioni dei due in conferenza stampa sono state improntate alla massima sportività e alla stima reciproca. E’ stato domandato a Marcello Paciucci, a Lamberto Petrecca, a Davide Buccioni se dopo questo match ci possono essere mire europee per uno dei due, la risposta è stata quasi data all’unisono. E’ vero che sia Di Silvio che Califano hanno bruciato le tappe, ma devono ancora acquistare esperienza a livello internazionale.
Il coraggio dei manager di riproporre un match, che un anno fa entusiasmò, in un era dove si cura il proprio orticello, è stato grande e gli fa onore. Nel passato ci sono state sfide importanti come Mazzinghi-Benvenuti, Loi-Visintin, Tamagnini-Abbruciati, Proietti-Bisterzo, Palermo-Peyre, Galvano-Nardiello, Piccirillo-Duran, senza che la carriera dello sconfitto abbia subito scossoni, anzi per certi versi se ne è avvantaggiata. Il segreto è tutto qui, quando è abolita la paura della sconfitta ne guadagna lo spettacolo e lo sport.
Scenario della bella serata con inizio alle 21 sarà il Palazzetto Polivalente dell’Acqua Acetosa, che sembra nato per la boxe e che contiene all’incirca 2000 persone, un pienone che visto l’andamento sembra già garantito. Anche il contorno è di prima qualità a cominciare dalla finale di Coppa Italia che vedrà di fronte i massimi leggeri Gianluca Cima (+ 1 per ko) e l’albanese, residente ad Alba Adriatica nelle Marche, Kadri Xhulaj (+4, 3 per ko, – 1). Il romano viene simpaticamente chiamato Imperatore dagli amici un po’ per la sua altezza non indifferente, un po’ per il suo modo imperturbabile in ogni circostanza, anche le più difficili. Avrà all’angolo Marcello Testasecca, suo amico fraterno ed anche suo maestro nella bella palestra “Valle dell’Inferno” nella zona di valle Aurelia. Per Gianluca l’impegno è da prendere con le molle perché Xhulaj, sebbene più giovane di Cima, ha già disputato 5 incontri. E’ un pugile potente e aggressivo come ha potuto constatare in Germania l’idolo locale, l’imbattuto, Martin Kempf quando ha visto i sorci verdi nelle due ultime due riprese. Anche questo è un match aperto: da una parte il maggiore allungo e velocità di Cima e dall’altra l’aggressività e la potenza di Xhulaj. La Coppa Italia probabilmente verrà consegnata al vincitore da Serena Grandi, la bellissima attrice da sempre appassionata di boxe.
Non sfugge come importanza l’incontro tra Sergey Demchenko (+ 12, 10 per ko, -2) e  il veterano croato Josip Jalusic( + 10, 7 per ko, – 13, = 1) nei massimi leggeri. Demchenko è forse uno dei più forti picchiatori in circolazione sui ring europei: finora solo due pugili contro di lui hanno avuto, oltre ai suoi due vincitori, la soddisfazione di terminare le riprese concordate. Uno di questi è proprio Jalusic: il match avvenne a Roma nel sottoclou di Giorgio Marinelli contro Stephane Benito, e in quell’occasione il croato non fu certo un avversario facile e remissivo. Tra l’altro l’avversario di Sergey conta nella sua carriera una vittoria per ko su Giovanni Alvarez, l’italiano residente in Svezia, e un’onorevole sconfitta ai punti subita da Tomasz Adamek.
In apertura c’è anche posto per due esordienti. Alessio Domarin è giovane ed ha una boxe fantasiosa, anche se a tratti si assenta e se ne dimentica, predilige gli avversari che attaccano e i suoi colpi d’incontro spesso trovano la soluzione e la strada per arrivare a segno. Per lui sulle 4 riprese è stato scelto il bulgaro Roumen Kostov (+1 -18 =1). Desta anche molta curiosità l’esordio di Sonja Mirabelli che ai recenti assoluti ha fatto terra bruciata nella categoria dei leggeri. Se mantiene le aspettative create non  solo dai suoi match di pugilato, ma anche dalle sue epiche sfide in Kick Boxing e Muay Thai, difficilmente non centrerà gli obiettivi più ambiziosi. Suzana Radovanovic (+0 -6) è chiamata a tastarne la validità sulle sei riprese, e a farne già un termine di paragone con le campionesse del mondo Pantani e Tavecchio, vincitrici dell’atleta proveniente dalla Serbia.
Intanto ieri sera sono state effettuate le operazioni di peso con la presenza dei dottori e del Commissario di Riunione Rolando Barrovecchio:

Simone Califano – kg. 59,600
Pasquale Di Silvio – kg. 61,000

Sergey Demchenko – kg. 89,000
Josip Jalusic – kg. 81,350

Alessio Domarin – kg. 69,450
Roumen Kostov – kg. 69,200

Gianluca Cima – kg. 89,800
Kadri Xhulaj – kg. 90, 200

Sonja Mirabelli – kg. 60,800
Suzana Radovanovic – kg. 61,300.

Di Alfredo

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