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A Cardiff: il mondiale massimi Joshua-Parker, sarà la sfida dell’anno? | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

A Cardiff: il mondiale massimi Joshua-Parker, sarà la sfida dell’anno?

Joshua Parker Immagine1di Giuliano Orlando
E’ tutto pronto a Cardiff, la capitale del Galles che con la boxe ha un feeling antico, il primo appuntamento in guantoni reca la data del 1898, e non è si è mai esaurito. Quello del 31 marzo è uno dei più prestigiosi, almeno sulla carta e nelle speranze della Matchroome della famiglia Hearn, padre e figlio, che tornano al Principality Stadium a distanza di cinque mesi. Il 28 ottobre 2017, impianto quasi esaurito, Anthony Joshua (20) detto Aj, affrontò Carlos Tekam, il franco-camerunense guidato dai Cherchi, in sostituzione del bulgaro Pulev, infortunatosi in allenamento. Sembrava una difesa da sbrigare in poche battute e invece non fu certo una passeggiata. Lo stop al 10° round, concluse la sfida a favore del campione, ma mise in luce gli attuali limiti del gigante londinese dalle radici africane. Ovvero la fragilità come incassatore al viso. Tecnicamente ha compiuto miglioramenti quasi incredibili, muscolarmente è una statua d’ebano, impressionante. Gli inglesi stravedono, gli organizzatori sanno di avere nel pollaio la gallina dalle uova d’oro, ma sanno pure che debbono dosare il rischio, evitando i picchiatori dal pugno devastante. Sul mercato il pericolo numero uno è Deontay Wilder (Usa) 32 anni, titolare WBC dal 2015, sette difese, gigante come lui, con più allungo ma minore tasso tecnico, difesa abbastanza approssimativa come ha dimostrato nella recente sfida del 3 marzo a New York, contro il cubano Luis Ortiz (28-1): un solo incontro nel 2017, problemi di doping e 38 anni sulla possenti spalle. Wilder ha vinto per KO al decimo round, ma ha corso parecchi rischi e al momento dello stop, i tre giudici avevano un solo punto: 85-84 a suo favore. Ma Wilder possiede la castagna come dimostrano i 39 KO su 40 incontri. Prima o poi i due si troveranno di fronte perché il business vale la candela e Joshua ha più numeri e anche lui grande potenza, visto che ha vinto tutti i match (20) per KO. In attesa dell’evento, che pensiamo non prima del 2019, “Aj” prosegue con sfide ragionevoli. Sabato prossimo trova il neo zelandese Joseph Parker (24), 26 anni, titolare WBO, cintura che detiene dal dicembre 2016 a spese di Andy Ruiz jr. (29-1), un californiano cresciuto all’ombra di casa, attività di medio cabotaggio. Eppure ha rischiato di vincere in casa di Parker. Il verdetto per MD, ha fatto storcere il naso al clan di Ruiz. Rientrato sul ring il 10 marzo scorso, dopo due anni. Anche Parker ha pugno pesante, 21 KO, ma negli gli ultimi tre match è arrivato alla distanza, compreso il romeno Cojanu che definire di valore mondiale è improprio. Pure Fury Hughie, il cugino di Tyson, ha concluso ai punti e pure lui battuto per MD. Con tutta la buona volontà, il pronostico è largamente per Joshua. La valutazione riguarda in che modo otterrà la vittoria. L’attesa comunque è altissima, in fin dei conti affronta un altro campione del mondo. Joshua mette in palio le cinture IBO, IBF e WBA, mentre Parker rischia il WBO. Lo stadio di Cardiff, aperto nel 1999, solitamente dedicato a rugby e calcio nel centro della città, in questa occasione ha allargato la disponibilità fino ad 80.000 posti a sedere. Una serata corposa, con un sottoclou di richiamo e anche emblematico. All’ex iridato Alexander Povetkin (33-1), dal passato plurititolato, attuale titolare intercontinentale WBA e WBO, che nonostante i 38 anni, ha ambizioni notevoli, è stato proposto il locale David Price (22-4), spilungone bianco, destinato a finire KO e aprire una nuova strada per il pugile di Kursk. Un mondiale a Mosca contro Joshua potrebbe essere ipotesi non tanto campata in aria. Serata corposa, con tante sfide; gallo: Ryan Burnett (18) c. Yonfrez Parejo (21-2-1); welter: Josh Kelly (5-0) c. Carlos Molina (28-8-2); leggeri: Joe Cordina (6) c. Andy Towned (21-4); supermedi: Morgan Jones (12) c. Mose Auimatagi jr. (9-1-2); leggeri: Anthony Crolla (32-6-3) c. Edson Ramirez (18-2-1); oltre al gallo: Sean McGoldrick (4) e al mediomassimo Joshua Buatsi (4) in attesa degli avversari. Diretta dalle 20.30 su FoxSportsPlus (canale 204 di Sky). Telecronaca affidata a Mario Giambuzzi e Alex Duran. Questa la parte tecnico-agonistica. A parte ci sono anche voci e sussurri. Tra queste la presenza a bordo ring di Wilder e fin qui niente di straordinario. Intenzionato dopo il verdetto a salire sul ring per sfidare di fronte agli spettatori, il campione. Hearns jr. ha allertato la sicurezza per evitare l’intrusione. Salvo un accordo. Lo stesso Eddie Hearns ha confermato che la successiva sfida del suo protetto è prevista tra luglio e agosto a New York contro Jarrel Miller (Usa 20-0-1), una specie di Michelin umano, più largo che alto, ma pericoloso. Dopo questa difesa, potrebbe toccare a Povetkin. E se Parker dovesse vincere? Eddie ci ha pensato eccome. Nel contratto è specificato che in tal caso, Parker dovrà concedere la rivincita prima di qualsiasi altro impegno. Per il neo zelandese l’aspetto positivo è che avrà diritto al 50% della borsa globale. Stavolta incassa la ‘miseria’ di circa otto milioni di dollari, mentre Paperon Joshua più del doppio. Particolare non secondario. Nella stessa serata in Inghilterra si terranno altre tre riunioni internazionali a Lancashire, Liverpool e Nottingham. Alla faccia della crisi, ventilata dai soliti pessimisti.