di Giuliano Orlando

Buon avvio degli azzurri al Boxam, uno dei più classici tornei di Spagna, con poche nazioni al via, ma di altissima qualità. Scelta strategica in vista dei restanti appuntamenti che assegnano i posti per i Giochi di Tokyo. A parte i padroni di casa che hanno iscritto il meglio a disposizione, la Russia femminile, l’India, gli USA e l’Italia hanno portato a Castellon de la Plana, in Catalogna nella comunità autonoma Valenciana, le migliori formazioni. Per questo motivo assisteremo a confronti che potrebbero anticipare quelli previsti sia al torneo europeo che a quello di Buenos Aires. La Russia in rosa è presente con Soluianova (51) europea 2018 e titolare nazionale in carica, che potrebbe incrociare i guantoni con la Sorrentino in finale, mentre la Vorontsova (57) 22 anni, sembra in rotta di collisione con Irma in semifinale, se l’azzurra supera l’indiana Manisha, da non sottovalutare. Tra le due c’è il precedente del 2018 e in quell’occasione Irma battè la russa. La Dynnik (60) è una mina vagante, molto forte ma dal rendimento alterno, mentre la Dalgatova (69), 32 anni, è ad un passo da Tokyo e al Boxam, c’è la possibilità di affrontare la nostra Carini in finale. Per la plurititolata (europei e mondiali) Magomedalieva (75), 33 anni, sulla carta si tratta di un allenamento. Debutta con la panamense Bylon, antica iridata nel 2014, titolo voluto dall’AIBA, di Kim e Wu, con vittorie inventate.  Dopo la Bylon c’è la Canfora o l’indiana Pooja per l’ingresso in finale.  Queste le cinque titolari russe presenti al Boxam, che si sono presentate a Londra lo scorso anno. La campionessa italiana Bustamante (60), avendo doppio passaporto, ha optato per il Cile, dove è nato il padre. Avendo aperto anche alle categorie non olimpiche dei 48 e +81, la Bonatti e la Severin sono iscritte. La prima debutta venerdì contro la locale Navarro, la migliore delle ispaniche, mentre la seconda combatterà solo in finale (2 iscritte) contro la spagnola Paraiso.  Manca Rebecca Nicoli nei 60 kg. che ha ripreso da poco gli allenamenti dopo l’intervento dovuto alla frattura traumatica del labbro acetabolare all’anca a novembre. La milanese è in netta ripresa e non vede il momento di tornare a combattere e tentare la non facile impresa della qualificazione, trovando sulla sua strada, dopo la giovane slovacca Triebelova, 19 anni, titolata nelle categorie giovanili, se la batte, dovrà affrontare quasi certamente la finlandese Potkonen, 40 anni, forte come un uomo, duplice campionessa europea, bronzo mondiale e vincitrice nel recente torneo di Debrecen in Ungheria, ma battuta a Sofia in quello successivo dello Strandja, superata nettamente dalla brasiliana Ferreira, iridata 2019. Gli otto azzurri sono Serra (52), che ha debuttato ottimamente superando il romeno Girleanu, già promosso a Tokyo, con un 3-2 bugiardo, avendo fatto meglio in almeno due round su tre. Giovedì trova l’ecuadoreno Delgado, 21 anni, già presente ai mondiali 2019 in Russia, uno dei giovani emergenti. Nella categoria presenti il campione europeo Escobar, l’indiano Amit già qualificato per Tokyo, l’ottimo Herrera (Usa), oltre al kazako Sabyrkhan. A seguire Simone Spada (57), Vincenzo Mangiacapre (69) che giovedì affronta l’indiano Vikas, già promosso ai Giochi, due medi: Giovanni Sarchioto e Remo Salvati, il secondo azzurro sul ring, vincitore dello spagnolo Serrano, e giovedì tenta contro il favorito indiano Ashish, già qualificato a Tokyo, la grande impresa. Assente il campione in carica, Salvatore Cavallaro, dalla grande esperienza. Negli 81, il romano Simone Fiori, oro a Debrecen, uno dei due azzurri ancora in lizza per Tokyo, troverà in semifinale il kazako Nurdaletov, 23 anni, campione del mondo in carica, vincitore delle qualificazioni asiatiche. Nei 91 kg. è stato fatto scendere il fiorentino Matteo Girolami, argento ad Avellino nei +91, mentre è assente Mouhiidine titolare della categoria. Nei +91 è iscritto il campione ad Avellino, Clemente Russo (38 anni), che debutta contro il locale Drissi.

Si è concluso lo Strandja a Sofia, che ha toccato la 72° edizione, con presenze di qualità assoluta, dove si sono rivisti alcuni dei favoriti per i Giochi. Nei medi, l’ucraino Khhyzhniak, campione d’Europa e del mondo, ha dominato e vinto, con poca fatica, stesso discorso per l’uzbeko Jalalov, professionista imbattuto dal 2018, che dopo aver vinto il mondiale a Ekaterinburg, qualificato per Tokyo, ha vinto pure a Sofia nei +91. La Bulgaria ha centrato tre ori femminili e altrettanti nei maschi, un buona parte frutto di verdetti sfacciatamente casalinghi, come avviene normalmente.

Di Alfredo

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