di Giovanni Verrazzano – Foto di Cristiano Spagnoli

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Grazie al lavoro di pubbliche relazioni svolto da Luca Messi ed Omar Gentile, il re degli organizzatori americani Don King è venuto nel nostro paese per una visita d’affari e di piacere.More…Lunedì 19 marzo, nella splendida cornice del Roof Garden presso l’Hotel San Marco di Bergamo, Messi e Gentile hanno organizzato una conferenza stampa che Don King ha subito trasformato in uno show in cui ha parlato di quanto gli siano piaciuti Bergamo ed i suoi abitanti, della bellezza delle donne italiane, di religione, politica, storia, ed ovviamente di pugilato. Alla domanda posta da Luca De Franco su come valuta Nicolay Valuev rispetto ad altri campioni mondiali dei pesi massimi che sono stati suoi clienti, King ha risposto: “Nicolay sta ancora perfezionando il suo modo di combattere, ma è innegabile che abbia fatto grandi progressi rispetto ad un paio di anni fa. Negli ultimi tempi, ha battuto avversari che erano ai primi posti di tutte le classifiche. Sono sicuro che continuerà a vincere e batterà il record di Rocky Marciano (49-0). Anzi, stabilirà un nuovo record che sarà imbattuto per molti anni. Rispetto ad altri campioni, Nicolay ha qualcosa in più: è un personaggio positivo che soccorre le donne in difficoltà facendo scappare i malintenzionati, che aiuta le vecchiette ad attraversare la strada, è il bravo ragazzo su cui si può fare affidamento e che si è costruito una posizione lavorando sodo. Ha tutte le qualità per diventare l’esempio da seguire per tutti i ragazzi del mondo.”

 

Al termine della conferenza stampa, Don King si è fermato a parlare con Luca De Franco riguardo alle conoscenze che hanno in comune negli Stati Uniti. Al giornalista, abbiamo chiesto che impressione gli ha fatto il leggendario organizzatore: “Un’ottima impressione. E’ un grande professionista, con cui si può parlare tranquillamente. Come tutti i grandi personaggi, non si dà arie e rispetta il proprio interlocutore. Lo stesso vale per l’allenatore Al Bonanni, con cui ho chiacchierato a lungo mentre eravamo al ristorante. Con i grandi nomi, è facile lavorare. Sono le mezze calzette a creare sempre problemi.”

Mercoledì 21 marzo, Don King si è recato a Roma per assistere all’udienza generale di Papa Benedetto XVI in Piazza San Pietro. Grazie a Don Alessandro Messi, fratello dell’ex campione italiano dei pesi welter e superwelter, è riuscito ad avere un posto in prima fila ed ha potuto consegnare alcuni regali al segretario del Santo Padre. La foto di Don King vicino a Benedetto XVI ha fatto il giro del mondo, come dimostrano gli articoli apparsi su prestigiosi siti internet in lingua inglese. Insomma, un grande successo per Luca Messi ed Omar Gentile.

Di Massimo

6 pensiero su “La Grande Boxe: Don King in Italia”
  1. Signori miei,
    non so quanto conosciate o abbiate cercato di conoscere lo sport business…bene, io ci sono dentro per passione e lancio una semplice provocazione:
    come tutti gli operatori di sport-show-business o solamente di business Don King sa fare il suo mestiere e non nè meglio nè peggio di molti altri operatori. Però, tutto sommato, a differenza di altri si può permettere forzature in virtù del personaggio anche controverso e contestabile che è. Lui farà i suoi conti con il superiore di Benedetto quando sarà ora…
    Infine, onore a Luca Messi, self -made man, lottatore vero, grande amico, uomo dal grande cuore, ma proprio grande, e dal carattere di merda. Per il resto tutte chiacchiere…

  2. Al di là di tutto. Don King si è fatto fotografare vicino al Papa per utilizzare quet’immagine solo ed unicamente a fini pubblicitari. Lui dice che si vuole mettere d’accordo con la nostra Federazione per organizzare qualcosa a Roma e in Italia. Scusatema io in questo momento mi sento…San Tommaso.

  3. Io invece sono d’accordo con Biulo, e vorrei complimentarmi con lui perchè oltre ad avere opinioni FANTASTICHE è anche un gran bell’uomo.
    Ehm, ho esagerato eh? Occhei occhei, lo ammetto! sono sempre io, l’autore del primo post… E’ che mi sentivo in svantaggio sul numero di opinioni ed ho voluto riequilibrare le cose.
    Torniamo alla serietà: ci credete che non avevo letto le ANSA sul negato incontro tra il Papa e Don King? Grazie ai suggerimenti di Max & Co mi sono documentato e mi ha fatto piacere scoprire che la stampa americana la pensava come me.
    A parte questo, se il presupposto è che Don sia andato in Vaticano per chiedere il perdono al Papa, sono in grave errore. Non potrei certo ergermi io, un ragazzino di soli 25 anni senza grandi esperienze alle spalle, giudice della vita di un ultra-settantenne che ne ha viste di cotte e di crude nell’arco del suo vissuto.
    Il problema è che questo POSTULATO (nel senso stretto della parola) non lo ritengo fondato. Non ho notato nessun particolare pentimento in lui dopo il primo “errore”, tanto che ne ha commesso un secondo. Pur ammettendo che il primo omicidio sia stato commesso per leggittima difesa, il secondo è stato bene o male dettato dalla voglia di infierire su un debitore, un altro atto di violenza che ha portato alla morte “casuale” di un secondo uomo per mano sua.
    “Anvedi che sfiga che c’ha Don King”, direbbero a Roma.
    Tra l’altro, l’ ingegner King rimase così scottatto da queste esperienze che divento’ NON un prete o un missionario, bensì il piu’ grande promoter di pugilato della storia. Insomma, non mi è parso troppo pentito o sconvolto dall’accaduto.
    Questa sua visita in Vaticano (spero di sbagliarmi) mi è sembrato un voler ACQUISTARE il perdono, agendo come nelle sue abitudini di trattare solo con capo dei capi, con Benedetto XVI in persona. Tant’è che quando gli è stato negato l’accesso alle Sale Papali, il brizzolato omone di colore si è addirittura inalberato, perchè gli stavano negando forse la sua ultima possibilità di incontrare il Santo Padre. Mi sembra di sentirlo:

    -“Come?! PROPRIO A ME, DON KING, IL BEST DEI BEST???”

    Ebbene si, caro il mio best(ia), non tutto ti è concesso in questo mondo, non tutto puo’ essere acquistato con Mastercard. Sai dove potresti comportarti così, my dear Don? “Only in America”.

    DAJE BENEDE’ !!!

  4. Mi trovopienamente d’accordo con Max , ma tendo a precisare che sicuramente il Papa avra di meglio da fare che incntrare Don King. Ha sicurmenteproblemipiu gravi da risolvere a livello religioso e no.Da sentitodire Messi aveva ciesto ed ottenuto di poter accedere all’area riservata per consegnre dei doni e uesto gli e’ stato concesso.

  5. Don King….. in effetti basta digitare il suo nome, una piccola ricerca e quello che andiamo a leggere come prima notizia un omicidio durante una rapina subita, ed un’altro uomo ucciso a percosse, per il primo, i tribunali americani hanno decciso che si trattasse di legittima difesa, per il secondo, di omicidio preterintenzionale per il quale Don king a scontato 3 anni circa di carcere.
    Ora vai a vedere come sono andate veramente le cose…..
    Un omicidio su rapina, beh considerando quello che è facilmente visibile nei filmati che girano su internet….. sembra che da quelle parti qualche spiccio vale più di una vita umana a volte muoiono i rapinatotori a volte i gestori……
    Chi di noi nella sua vita non si è trovato, almeno una volta, per caso, volutamente a fare una scazzottata e quante ne abbiamo sentite di persone che muiono per uno schiaffo…….
    Ho voluto fare “l’avvocato del diavolo” ma non voglio giustificare nessun atto di violenza, la mia considerazione, su un uomo di 76 anni, che 40 anni prima ha avuto dei trascorsi poco chiari, chiede il perdono alla chiesa e gli viene rifiutato l’incontro con il Papa, 12 ore prima, a quanto sembra solo per la stampa americana, bigotti, che hanno attaccato duramente l’incontro previsto, tra Don King e il Papa.

  6. Beh, che Don King sia stato il più grande manager di boxe è la certezza.
    Che sia un oratore, un trascinatore di masse, è innegabile.
    Che sia un uomo che possa esser ritratto accanto al Papa, scusatemi, ma proprio non lo concepisco.
    Lo ammiro tanto come uomo DA spettacolo, lo ammiro troppo poco come UOMO.
    Sono entusiasta che la sua presenza abbia portato l’attenzione sul pugilato nostrano, e ammiro e lodo l’iniziativa per quanto riguarda l’argomento sport.
    Però, leggere frasi come (quoto):

    “Grazie a Don Alessandro Messi, […] , è riuscito ad avere un posto in prima fila ed ha potuto consegnare alcuni regali al segretario del Santo Padre.”

    mi creano solo tanto dispiacere. Sapere che proprio LUI si faccia fare le foto accanto al Santo Padre mi sà davvero tanto di un’altra sua operazione di propaganda, come se stesse vendendo i biglietti per l’incontro del secolo: D.King VS Papa Ratzinger.
    Perchè tanto accanimento? Beh, forse non tutti sanno che il caro Don “mi-pettino-ad-anni-alterni” King è un pluriomicida. In gioventù fù assolto (motivazione: autodifesa) per aver sparato e ucciso uno dei tre giovani che tentarono di rapinare la sua sala scommesse (illegale – ndr). Qualche anno dopo uccise per mezzo di percosse un uomo che gli doveva dei soldi, ma con dei buoni avvocati arrivo’ ad essere condannato per omicidio colposo con una pena di 3 anni e mezzo.
    Poi comincio’ la sua carriera da IMMENSO manager. Un genio della boxe a cui tutti noi dobbiamo qualcosa per averci fatto assistere ai combattimenti di Alì, Holyfield, Duran e ovviamente Tyson.
    Personalmente lo ringrazio per aver fatto crescere anche il mio fighter preferito: Jerome Le Banner, che prima di diventare uno dei più ammirevoli campioni del K1, era definito da King in persona “La promessa bianca della boxe mondiale”.
    Mi scuso per aver gettato un po’ di ombra sullo scintillio prodotto dalle paillettate giacche del caro vecchio Don, ma adoro dipingere un quadro completo dei personaggi, onde evitare la creazione di falsi (falsissimi!) miti nei giovani lettori, e magari incitarli ad ammirare molto di più il loro allenatore, forse poco conosciuto e forse relegato in qualche vecchia palestra sgangherata, ma sicuramente più ONESTO e più PETTINATO di altri cosiddetti VIP.

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