Esposito mantiene il titolo per kot su Focosi

ANCONA, 16. 03. 2012 – Che la boxe abbia ripreso a tirare lo si è visto anche ieri sera al Pala Indoor di Ancona, con quasi 4.000 presenze. I titoli italiani hanno ritrovato la loro giusta dimensione e propongono match infuocati e di buon livello, come si sono accorti alcuni giornalisti per i quali nella boxe fino a poco tempo fa esistevano solo i Tyson, gli Hagler e company. Meglio tardi che mai.
Ad Ancona si è svolta un’interessante riunione con in palio  il titolo italiano dei superleggeri, detenuto da Samuele Esposito (+ 10, -1), e organizzato con intelligenza da Elio Cotena a casa dello sfidante Michele Focosi (+ 15, – 1) con l’appoggio incondizionato del Comitato delle Marche, ma soprattutto dell’inesauribile Giorgio Sartini.

Viste le caratteristiche dei due contendenti ci si aspettava un match infuocato, e così e’ stato pur nella sua drammatica brevità, visto che è durato tre rounds. Abbiamo già avuto modo di vedere in azione Esposito, guidato all’angolo dai maestri Pagano e Biagio Zurlo, e non abbiamo difficoltà ad ammettere che il pugile nato a Nocera Inferiore sia uno dei più forti picchiatori oggi in circolazione in Italia, uno dei pochi capaci di risolvere in ogni momento il match per ko. Per la verità anche Focosi era dotato di buona potenza, ma il suo percorso per certi versi risultava facilitato dalla scelta di avversari più malleabili, provenienti per lo più dai paesi dell’est. Esposito invece ha bruciato le tappe nel vero senso della parola pervenendo alla conquista del titolo dopo appena cinque match superando in un duro combattimento un fighter del calibro di Alfredo Di Feto. L’allievo di Pagano e Zurlo ha difeso il suo titolo altre tre volte, accumulando match dopo match più che la sicurezza, dote che possiede in abbondanza, quella esperienza per poter aspirare a traguardi più ambiziosi, che sembrano alla sua portata.
Dopo la presentazione sul ring di sponsor e di personaggi come Gabriele Fradeani, presidente del Comitato delle Marche, di Giorgio Galeazzi, l’ideatore dell’ Oscar del Pugilato, di ex campioni, dove facevano spicco Sumbu Kalambay e Massimo Consolati, lo speaker Bruno Cozzi dava il via all’inno d’Italia, prima di dare fuoco alle polveri. La partenza dei due pugili era incandescente: Focosi aggrediva il campione con un ritmo forsennato anticipandolo nelle intenzioni. Si assisteva a scambi micidiali sottolineati da Mario Mattioli e Nino Benvenuti, commentatori di Rai Sport 1. Per due volte la testa di Focosi nella foga colpiva il viso di Esposito, per fortuna senza danni. Nella seconda ripresa il ritmo non accennava a diminuire e i due si scambiavano vere e proprie mazzate dalla corta distanza. Anche se il ko era nell’aria, forse nessuno pensava che sarebbe arrivato tanto presto. Nel terzo round si consumava il capolavoro di Esposito: si iniziava con un duro destro al fianco di Focosi e nello scambio successivo Esposito pescava l’avversario con un gancio destro tremendo a cui faceva seguito fulmineo il gancio sinistro. Focosi si accasciava al tappeto in croce, si rialzava con molta fatica, all’8 era malfermo in piedi e l’arbitro Montanini senza esitazioni decretava lo stop.
Verrebbe voglia di dire match di altri tempi, ma dobbiamo cominciare ad abituarci nel dire che questi sono match d’oggi, di una nuova epoca, di un nuovo capitolo dell’inesauribile romanzo della boxe.
Nell’altro match di professionisti il leggero Andrea Scarpa veniva dichiarato vincitore ai punti in sei riprese di Gianluca Ceglia. Nella terza ripresa Scarpa andava al tappeto, ma si dimostrava abile nel tenere lontano con il suo maggiore allungo l’avversario, che da parte sua manteneva l’iniziativa per quasi tutto il match. Il verdetto a favore di Scarpa veniva fischiato.