di Alfredo Bruno

pileggi-mattiaMattia Pileggi (+ 6, – 1, = 2), 24 anni, è una delle ultime scoperte del pugilato romano, sostenuto oltrettutto da un nutrito gruppo di fans che non manca mai quando combatte. Mattia non nasconde le sue intenzioni mirate al ko, proprio come un navigato professionista. La sua pressione è asfissiante ed è condensata da pochi colpi che sembrano quasi martellate scagliate contro l’avversario. A Montesacro e dintorni è universalmente noto come “Cacetta” e nell’intervista che gli rivolgiamo alla Talenti Boxe la prima domanda logicamente tende a esaudire la curiosità su un simile nickname.


“ Da piccolo ero molto espansivo, creavo un po’ di disordine nei quartieri e nelle comitive, e da lì nacque Cacetta  che in pratica era un diminutivo o vezzeggiativo di caciara”.

Quando hai iniziato con la boxe?
“Ho iniziato a 13 anni facendo prepugilistica da Amatore. Dopo qualche anno un mio amico ha aperto una palestra. Visto che io mi allenavo molto mi ha proposto  di fare l’istruttore. Più mi addentravo in questo mondo e più mi piaceva. Quattro anni fa mi sono iscritto alla Talenti con l’intenzione di combattere”.

Hai intenzione di passare al professionismo?
“Sono uno con i piedi per terra. Credo che la mia boxe sia più adatta per il professionismo. Certo sono ancora grezzo e devo migliorare, a me piace picchiare, piace il contatto. Io nei Tornei con le macchinette sarò penalizzato anche se vi dovrò partecipare per acquistare il punteggio”.

Secondo te è reale questo boom della boxe?
“ Indubbiamente è reale ed è anche merito del professionismo che si è mosso bene. Davide Buccioni e la Unicorner stanno organizzando grandi cose e quindi i ragazzi vedono nel professionismo qualcosa da imitare e ci vogliono provare. Si creano piccoli idoli e capiscono di avere la possibilità di diventarlo. Il pugilato è bello perché ti dà varie possibilità anche da Amatore”.

Che cosa ti dà il pugilato?
“ A me il pugilato dà tutto. A 12 anni ho perso mia madre e sono rimasto solo con mio padre. Probabilmente se non mi fossi dedicato alla boxe adesso forse starei in carcere o in qualcosa a delinquere. Come vedi ho una mano infortunata, che ci sto quindi a fare qui in palestra? Però sento sempre in me il desiderio di allenarmi in qualche maniera. La boxe per me è uno sfogo,poi mi rilasso e sto tranquillo”.

E’ sugli interessi che scopriamo un “Cacetta” inedito…
“Io mi sono diplomato all’Accademia di Teatro di Roma dopo averla frequentata tre anni. Logicamente la mia passione oltre al teatro è anche il cinema. In teatro ho già fatto qualche lavoro e al cinema qualche piccola parte”.

La passione per la recitazione viene condensata da altre due…
“Veramente sono anche un tifoso accanito, ahimè, della Lazio. Il mio lavoro si svolge per quattro ore al giorno in palestra, come non definirlo anche questo una passione?”.

Pileggi sul ring è un duro che picchia, qual è stato l’avversario più difficile?
“Finora per me l’avversario più difficile non è esistito. Posso parlare del match più duro: il primo che ho disputato con Zaccagno, uno tosto, è stata una faticaccia”.

Non c’è spazio per un’altra domanda e la conclusione è di “Cacetta”…
“Ringrazio tutti i ragazzi del “Colle Salario”, il mio quartiere, che mi seguono ovunque sempre numerosi. GRAZIE MILLE!!!… glielo devo”.

Di Alfredo

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