Alì Ndiaye campione e un Petrucci super entusiasmano al Lagrange

di Alfredo Bruno

Muhammad Alì Ndiaye ha conquistato il Titolo Internazionale IBF dei supermedi, ma quello che più conta è che lo ha fatto contro un avversario duro e pericoloso come il bielorusso Sergey Khomitsky.

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Sono state 12 riprese, quelle viste al Lagrange per l’organizzazione di Davide Buccioni, molto difficili dove il minimo errore poteva essere fatale all’imbattuto pugile di colore (+11, 7 per ko). Khomitsky, …

buccioni-e-benvenuti.JPG fisico solido e roccioso, sembrava impostato in guardia normale, ma con grande sorpresa di tutti e soprattutto di Ndiaye, aveva nel sinistro l’arma più efficace con cui chiudeva ogni sua azione, composta quasi sempre da tre-quattro colpi, efficaci e precisi nel trovare varchi scoperti. Dalla quinta ripresa per fortuna il bielorusso rallentava il ritmo per riprendere fiato, anche se rimaneva sempre pericoloso, dando modo ad un Alì sempre più tonico di imporre la sua boxe, meno pregevole tecnicamente, ma senz’altro più efficace. Ndiaye ha sciolto con la vittoria di venerdì due ipotetici dubbi: incassa molto bene ed ha fiato da vendere anche per le 12 riprese. Parte ancora coi colpi troppo da lontano, ma quando trova le distanze giuste sono dolori, come ha fatto capire soprattutto nell’ultima ripresa in cui Khomitsky ha strabuzzato gli occhi sotto l’effetto di un gancio destro al volto, che gli ha fatto piegare le gambe. La vittoria del giovane senegalese è stata meritata, ma ottenuta di misura come ha sanzionato il punteggio dei tre giudici, tutti a favore del nostro pugile: Montella jr. con 115 a 113, Fratini con 116 a 112 e Tagliamonti con 115 a 113.

Nel match finale della serata Daniele Petrucci (+ 17) ha compiuto un altro passo in avanti in attesa della sua sfida europea con il formidabile picchiatore Osei Bonsu, sfida destinata a svolgersi al Palalottomatica il 18 maggio dove si prevede il pienone di “vecchia memoria” per lo storico impianto dell’Eur con il costo simbolico di 1 euro a biglietto. “Bucetto” è pugile intelligente e completo, ma quello che più conta sembra essere diventato più incisivo per la velocità e secchezza dei suoi colpi. Un gancio destro fulmineo e preciso alla punta del mento ha steso il malcapitato serbo, crollato ko dopo un round d’assaggio per parecchi secondi in più dei fatidici 10. Entusiasmo alle stelle per i tifosi di San Basilio presenti in gran numero al Lagrange.

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La serata, che ha avuto il solito pienone “con posti in piedi”, ormai una consuetudine doc per le riunioni targate B.B.T., negli altri incontri di professionisti ha visto il successo di Simone Califano e la prima battuta d’arresto per Vittorio Oi. Il primo, allievo di Franco Piatti, ha ottenuto un importante successo per ko al I round inflitto a Bogdan Mutu, pugile chiamato a sostituire il bulgaro Vassilev. Questo Mutu, che nella riunione di Grosseto, dove Di Rocco aveva battuto Marinelli, aveva strapazzato Pagliara, si è presentato in maniera provocatoria combattendo a mani basse, ma con ripartenze fulminee e pericolose soprattutto nel sinistro. Califano non si è fatto impressionare e con incredibile freddezza ha piazzato un micidiale destro al corpo che ha fatto accasciare dolorante al tappeto il rumeno, dichiarato ineluttabilmente ko.

Per Vittorio Oi c’è da fare un discorso a parte. Il pugile di Pomezia con postumi febbrili dell’influenza si è presentato sul ring per onore di firma, avendo tra l’altro il destro infortunatosi in allenamento. Gheorghe Lungu lo ha subito attaccato e costretto a duri scambi. Oi ha cercato di girare al largo e di frenare con il sinistro l’azione aggressiva dell’avversario, ma logicamente ciò comportava di lasciare iniziativa e verdetto al rumeno. Un incidente di percorso, ne siamo certi, ma attendiamo da Oi un pronto riscatto magari contro lo stesso avversario.

La serata era aperta da due match dilettantistici. Il medio Ganino( Body&Kick) ha faticato, senza trovare soluzioni, a tenere a freno la boxe aggressiva di Centi (San Basilio), che lo ha costretto pure ad ascoltare un conteggio nel secondo round. Vittoria chiara per il pugile di Maggi, ma applausi anche al coraggioso avversario. L’esperto Lentini (Laima Team) si aggiudicava la prima ripresa grazie ad una maggiore iniziativa, ma nella successiva le cose cambiavano: Felli (Talenti Boxe) lo pescava con un tremendo sinistro al volto e lo assaliva con una serie furiosa. Da questo duro impatto Lentini usciva con una ferita che non gli permetteva di continuare.

La serata oltre che dalle bellissime ring girl era allietata anche dal gruppo dei “Power Drums Ensamble” noto complesso percussionista, che dimostrava come con semplici e improvvisati prodotti che noi vediamo in strada senza più farci caso si possa fare musica con ritmo trascinante.

Di Massimo

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