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Scelti i 13 azzurri per le qualificazioni a Tokyo – Inizio il 14 marzo a Londra. Il parere dei due responsabili tecnici. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Scelti i 13 azzurri per le qualificazioni a Tokyo – Inizio il 14 marzo a Londra. Il parere dei due responsabili tecnici.

  di Giuliano Orlando

Come ha fatto conoscere il comunicato della FPI è stata ufficializzata la squadra azzurra di pugilato, che prenderà parte al torneo di qualificazione per accedere ai Giochi di Tokyo, fissati a Londra dal 14 al 23 marzo. I responsabili delle due squadre, Giulio Coletta per gli uomini ed Emanuele Renzini per le donne, hanno trasmesso alla FPI le loro scelte, dirottate all’ufficio stampa, quindi pubblicate sul sito federale. Nel rispetto della prassi, venuta meno in occasione della partenza anticipata delle due squadre, verso Londra. Tale informativa era stata pubblicata sul nostro sito in anticipo sul comunicato federale, creando un pericoloso precedente. Per evitare si ripeta tale fatto, ai responsabili tecnici, è pervenuto un comunicato riservato a non dare informazioni esterne, se prima non vi sia il placet dell’ufficio stampa. Rimesse le cose a posto, possiamo informare i lettori sulle scelte per il torneo di Londra. Dunque, la squadra maschile sarà composta nei 52 kg, da Manuel Cappai (FFOO), 57 kg.: Francesco Maietta (Ese); 63 kg.: Paolo Di Lernia (Ese); 69 kg.: Vincenzo Mangiacapre (Fiamme Azzurre); 75 kg.: Salvatore Cavallaro (FFOO); 81kg.: Simone Fiori (FFOO); 91 kg. Abbes Mouhidiine (FFOO); +91 kg.: Clemente Russo (Fiamme Azzurre. La squadra femminile ha indicato le cinque titolari: 51 kg. Giordana Sorrentino (Carabinieri); 57 kg. Irma Testa (FFOO); 60kg.: Rebecca Nicoli (FFOO), 69 kg. Angela Carini (FFOO); 75 kg. Flavia Severin (Treviso).  I quadri tecnici oltre che dei due responsabili comprendono Roberto Cammarelle per gli uomini, Maurizio Stecca e Riccardo D’Andrea per le donne, oltre al fisioterapista Marcello Giulietti. Avendo mantenuto il più assoluto silenzio, mi rifaccio alle interviste con Coletta e Renzini, precedenti alle dispositive federali. “L’ossatura della squadra – spiegava Coletta – ha preso corpo dopo le trasferte negli Usa e in Colombia, dove la squadra ha iniziato la crescita di condizione. A Medelin ho visto crescere Mouhidiine e pure Cavallaro e Russo, che avevano vinto tutti i confronti anche se i giudici erano stati di parere opposto. Cavallaro spero abbia più fortuna che in passato, in particolare nelle qualificazioni per Rio. Il periodo trascorso ad Assisi, è servito a completare la condizione della squadra. Purtroppo non abbiamo molti ricambi, almeno a tempi brevi, quindi dobbiamo fare di necessità virtù”.

Tra le possibili alternative, citiamo Serra e Malanga, senza successo a quanto pare.

“Per Federico Serra la lotta con Cappai è stata molto equilibrata, ha prevalso la maggiore esperienza di Manuel che è cresciuto parecchio anche nella convinzione in sè stesso. Per lui potrebbe essere la terza presenza dopo Londra e Rio. L’ho visto molto bene in allenamento specie nelle ultime sedute. Per Serra non è da escludere l’opportunità di Parigi, qualora dovesse fallire Cappai. Personalmente ho fiducia, anche se in questa categoria i campioni sono davvero molti, comunque ci sono otto posti. Per Malanga ho provato a testarlo dopo gli assoluti, in un torneo, ma l’esito è stato negativo. Ancora immaturo e il problema che si ferisce facilmente. Peccato perché avrebbe qualità. Altri non ne vedo. Gli altri mi auguro diano il meglio. Di Lernia e in particolare Maietta possono provarci, Mangiacapre ha esperienza e qualche problema fisico, Fiori sta bene ed è motivato, sapendo che questa è l’occasione della carriera, Mouhidiine spero che non si lasci prendere dall’emozione e faccia quello che mostra in allenamento. Russo è una scommessa, la può perdere ma anche vincere. E’ migliorato molto sul piano fisico e ha tanta esperienza. Come sempre dipende dal sorteggio, se ti è amico arrivi alla qualificazione, diversamente devi scalare l’Everest con le scarpe da jogging. Una volta c’era lo stellone italiano che manca da tempo. Speriamo torni ad accompagnarci”.

Il quintetto al femminile ha risolto i due dubbi, in realtà solo sulla carta, anche se Renzini, mi assicurava che sia nei 60 che nei 69 kg. era tutto da vedere. “Sceglierò quella che al momento sta meglio – assicurava tempo addietro – le altre tre hanno conquistato il posto per meriti, compresa la Severin che ha mantenuto la promessa di scendere a 75 kg. cercando di non perdere in velocità e resistenza. Ha preso parte a diversi tornei perdendo peso con criterio. La Sorrentino (52) è sempre migliorata, ha una volontà di ferro e mano pesante, non facile batterla per nessuna. Con Testa e Nicoli ha preso parte a numerosi tornei tenendo testa ad avversarie più quotate. Irma è la nostra capitana, ha talento e grande personalità. Dopo Rio è solo cresciuta e ha classe da vendere. Ci conto moltissimo. Rebecca è alla prima prova di tale portata, ha solo 20 anni e può solo crescere. La sua boxe è un capolavoro di semplicità e perfezione. Gli manca l’esperienza di certe trentenni, ma ha carattere di ferro e la lucidità di una veterana. Non chiedo nulla, ma spero molto. Angela si è meritata il posto per la tenacia unita alla classe. Boxa in una categoria che aveva lasciato, quindi regala qualcosa alle avversarie, ma questo non significa che lotterà per qualificarsi, Anzi darà il 200%. Flavia sale sul ring con la rabbia dei sacrifici che ha fatto per scendere nei medi. Con un pizzico di buona sorte potrebbe fare il miracolo”.

Le escluse?

“Ho detto subito che avrebbero sostituito le titolari di Londra nella seconda prova di Parigi. Quindi Mesiano e Canfora, se avranno l’opportunità combatteranno nel torneo francese. Non solo, per Parigi, se fosse il caso potrebbe esserci anche Martina Lapiana, che dopo le difficoltà iniziali, nell’inserimento tra le èlite, si sta riprendendo ottimamente, e quindi non è da escludere si apra una possibilità per la siciliana”.   

Il torneo scatta il 14 marzo, il 13 ci saranno i sorteggi dove speriamo che finalmente per l’Italia la dea bendata ci strizzi l’occhio.