di Alfredo Bruno

candio-danielQuando parliamo di Daniel Candio (+ 16, -5, = 1) dobbiamo cominciare ad accantonare il ruolo di speranza per fare posto a quello di una realtà del pugilato laziale nonostante abbia solo 17 anni. Recentemente è stato sconfitto da Davide Cenciarelli, sul quale sono puntati da tempo gli occhi dei selezionatori della Nazionale, dopo un match entusiasmante nel Torneo riguardante i giovani a Sermoneta.

Daniel rientra nella categoria dei welter ma logicamente data la giovane età tende ad emigrare probabilmente in quelle superiori. Abita nel quartiere di San Basilio, lo stesso di Daniele Petrucci, e Carlo Maggi che lo allena nella sua palestra ci scommette sopra perché lo giudica completo.

Perché ti sei dato al pugilato?
“Era uno sport che mi piaceva”.

A casa che ne pensano?
“A casa sono contenti. Mia madre prima era contraria, ma adesso si sta abituando all’idea. Mio padre e mio nonno sono due grandi appassionati”.

Daniel ha già partecipato a vari Tornei.
“Recentemente ho partecipato al Torneo interregionale a Sermoneta, prima avevo disputato gli Interregionali di Genova, ho vinto i Campionati nazionali a Cantalupa, ho fatto gli Azzurrini e ho perso in finale agli italiani con Cosenza”.

Qual è stato l’avversario più difficile?
“Senz’altro Cosenza. Non è giusto dire che mi ha messo in difficoltà, mi sono bloccato io. Lui comunque è un pugile che si muove molto bene sul ring, è molto bravo”.

Hai qualche interesse?
“Ho interessi normali per la mia età. Mi piace il divertimento e seguo la Roma”.

Conosci il Computer?
“Altrochè sono al quarto anno di Informatica”.

Visiti i siti di pugilato?
“Si abbastanza anche se preferisco vedere i match su video. Vado spesso sul sito della Federazione per vedere le date dei Tornei. Non seguo molto il pugilato a livello di notizie. Certo come si fa a non conoscere determitati pugili come Cotto e De La Hoya? Io preferisco le categorie meno pesanti dove c’è più tecnica e velocità”.

A scuola che dicono i tuoi compagni?
“Vengono a sostenermi quando combatto nelle vicinanze, anche se la maggior parte dei miei match si è svolta fuori Roma”.

 

Di Alfredo

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