di Giuliano Orlando

Firenze. Leo Bundu, ovvero il coraggio di riprovare a 41 anni, dopo un decennio di ring da professionista, a tornare sul trono europeo welter, del quale è stato titolare dal 4 novembre 2011 alla fine del 2014, con un bilancio di sei difese tutte vittoriose, le ultime due in Inghilterra, battendo i quotati Lee Purdy e FranKie Gavin che si era presentato imbattuto e favorito. Dopo quel confronto il manager Mario Loreni, inizia i contatti per ottenere l’opportunità mondiale. Il 13 dicembre 2014 a Las Vegas, è sfida per l’interim WBA, detenuto da Keith Thurman uno dei talenti più concreti dei welter, da molti pronosticato come il successore di Floyd Mayweather jr. al momento ex campione. Bundu di fronte ad un pugile più giovane e dotato tecnicamente svolge una tattica troppo attendistica e pur arrivando senza danni ai 12 round, esclude ogni possibilità di successo. Da quel momento tutto quanto aveva costruito scompare, nel senso che le varie sigle a cominciare dalla WBA, lo declassano dai top ten. Così, nonostante abbia combattuto e vinto contro il messicano Pablo Munguia, discreto elemento, il 26 giugno scorso a Shelton nello stato di Washington, la situazione non è cambiata. Necessario provare a ripartire dal titolo che aveva lasciato volontariamente. “Dopo la sconfitta di Las Vegas, non soltanto la WBA, ma anche le altre sigle mi hanno cancellato dai primi dieci, non avevo altra scelta per risalire che ritornare in cima alla vetta europea. Se come spero batterò il finlandese Koivula, riproverò a tentare la strada per l’aggancio ad un mondiale. So benissimo di non essere più di primo pelo, ma confesso di sentirmi ancora molto bene sul piano atletico, mantenendo l’entusiasmo dei primi anni. Questo dovuto anche al fatto di essere passato professionista a 31 anni, quindi le energie bruciate sono meno di altri che quando io ho iniziato, loro erano sul viale del tramonto. Forse impiego qualche round in più a scaldarmi e dare il meglio. Ma è solo un dettaglio”. Non è un dettaglio quello di tornare sullo stesso ring del Nelson Mandela di Firenze, come avvenne il 4 novembre 2011, allorché conquista lo scettro continentale ai danni del romano Daniele Petrucci, un rivale col quale aveva già combattuto a Roma qualche mese addietro, concluso con un pari tecnico all’8 tempo per ferita. “Ricordo benissimo il calore dei fiorentini, con Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze che mi appluadì e dopo la vittoria venne a complimentarsi. Dopo oltre quattro anni, torno davanti ai miei amici fiorentini e non voglio deluderli, anche se l’avversario non è da sottovalutare”. Il finnico Jussi Koivula, lo sovrasta in altezza e allungo di circa 10 cm. Problema che non turba più di tanto l’italiano: “Difficile trovare avversari più bassi del sottoscritto. L’unico quasi alla pari di statura era Keith Thurman, che mi ha tolto l’illusione del mondiale a Las Vegas. Rivale molto bravo oltre che più giovane di 14 anni e nell’occasione ebbi il torto di non rischiare. Stavolta il gap dell’età è meno forte, ma al di fuori di questo, reputo di poter lottare per vincere. Ho visto un filmato, ma il match lo costruito round per round”. Avresti dovuto affrontare Gianluca Branco, che ha dato forfait, situazione che molti ritenevano scontata. Il tuo parere? “Domanda trabocchetto, da evitare. Visto che Gianluca ha rinunciato ad un borsa pattuita e i professionisti combattono per quello, ritengo sia stato costretto dalla situazione”. Come affronterai il finlandese che nel febbraio 2015 a Ferrara, creò non pochi problemi a Matano, anche se dovette cedere alla distanza? “Intanto nell’occasione militava nei superwelter, concedendo qualcosa all’avversario, stavolta è nella sua categoria naturale. La tattica è unica: debbo andarlo a cercare costringendolo alla corta distanza. Il resto dovrebbe arrivare quando troverò la misura”. Kuovala, che dopo Matano ha combattuto altre tre volte (due vittorie e un pari), in Finlandia è diventato popolare, con l’uscita del film “Papà Loves You”, che racconta la storia della sua vita. Dopo un’infanzia difficile, la famiglia allo sfascio, alcool e droga, l’allora ragazzino, trovò nella boxe il riscatto e nell’unione con una connazionale che capì il giovane, la realizzazione di ciò che gli era mancato. Oggi è marito e padre felice, con un solo desiderio: diventare campione d’Europa. Ma Leo Bundu farà il possibile per il rinvio del sogno. Il match in diretta su Sportitalia dalle 21.45, con replica domani sabato. Giuliano Orlando

Programma: Europeo welter vacante. Leo Bundu (32-1-2) c. Jussi Koivula (Fin. 19-2-1), 12 t.; massimi leggeri: Turchi (4) c. Visic (Cro. 19-19-1) 8 t.; superwelter: Fiordigiglio (23-1) c. Abaiyan (Geo. 31-25-1); mosca: Obbadi (8) c. Kvaratskhelia (Geo. 11-16); superpiuma: Ardito (8-5-2) c. Balestri (10-1); massimi: Indaco (2-1) c. Sirci (5-5); piuma: Zaman (Pak. 3-1) c. Tiganas (Mol. 5-1) 6 t.

 

Di Alfredo

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