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Cammarelle dopo 21 anni di ring, dice addio stasera a Milano | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Cammarelle dopo 21 anni di ring, dice addio stasera a Milano

di Giuliano Orlandountitled come oggetto avanzato-1 untitled2 come oggetto avanzato-1 untitled3 come oggetto avanzato-1 untitled4 come oggetto avanzato-1

Stavolta non ci saranno ripensamenti. Roberto Cammarelle, il più grande dilettante italiano, 36 anni il 30 luglio, una bacheca che comprende oro, argento e bronzo olimpici, due ori mondiali e podi a non finire, nel corso di una carriera iniziata il 9 aprile 1995 non ancora quindicenne, proveniente dai Giochi della Gioventù nel 1991, allievo della Rocky Marciano, il gym di Cinisello Balsamo fondato nel 1970 dal maestro Biagio Pierri, dopo 21 anni di attività a livelli altissimi, ha detto stop. Venerdì sera, nella sua Milano, dove è cresciuto e tirato i primi pugni, disputa l’incontro dell’addio al Palabgminton di Via Cimabue, zona Nord Ovest della città, affrontando Ahmed El Gazi, un pugile francese, che potrà raccontare di essersi battuto contro il campione olimpico di Pechino 2008. Cammarelle nell’occasione chiude il programma allestito da Massimo Bugada, giovane organizzatore bergamasco, che sta riportando in Lombardia l’attività dilettantistica con bella continuità e qualità. A dicembre allestirà gli assoluti dilettanti elite riportando la manifestazione in regione dopo otto anni. Cammarelle è stato per oltre un decennio il capitano della Nazionale, portando il nostro tricolore ai vertici nel mondo. Gli azzurri tra il 2003 e il 2012 hanno lasciato il segno del loro valore vincendo medaglie senza soluzione di continuità e il gigante di Cinisello è stato l’esempio costante ed esaltante. Non solo quando la condizione atletica ne faceva lo spauracchio di tutti gli avversari, ma ancora più quando l’età e i problemi fisici rendevano più difficoltoso il rendimento sul ring. Proprio in quelle occasioni ha dimostrato di quale acciaio era costruito. Dopo il furto clamoroso nella finale olimpica di Londra 2012, il comportamento del dopo ring, ha fatto capire la grandezza del campione e dell’uomo. Di fronte ad una palese ingiustizia ha reagito con un’eleganza che ha messo in imbarazzo gli autori dell’ingiustizia. L’anno dopo ha partecipato ai mondiali ad Almaty in Kazakistan, arrivando al bronzo. Una vera impresa, viste le condizioni fisiche. Stavolta sarà passerella in suo onore, con la squadra italiana che affronta quella transalpina, rivale tradizionale. Nove incontri da non perdere. Il c.t. Lello Bergamasco ha fatto scelte strategiche, dando spazio ad alcuni ragazzi lombardi, per cui gli appassionati di casa potranno vedere in maglia azzurra il gallo Leonardo Faretina dell’Apot 1928 dei fratelli Nico e Teo Pasqualetti, opposto a Medi, c’è molto interesse per la prova di Donatello Perrulli, allievo di Pierri della “Rocky Marciano”, che contro il quotato Kebe, nei 64 kg., dovrebbe dare l’addio al dilettantismo, mentre il mediomassimo Minorini di Segrate, se la vedrà con Lele Sadjo, roccioso francese di colore. Infine, il bergamasco Alessio Spahiu, campione italiano 2014 e argento 2015 nei +91 incontra Rany. I non lombardi sono Fabio Reitano nei leggeri, opposto a Ndiaye, il toscano Simone Giorgetti nei welter, trova Boufoudi, mentre nei medi, il siciliano Cavallaro concede la rivincita al francese Bamba che venne sconfitto lo scorso anno e farà il possibile per capovolgere il risultato. Il longilineo perugino Amin Ettesani, massimo di 1,93 all’esordio in azzurro, contro Averland. Verso le 22.40 toccherà a Roberto Cammarelle al 234° incontro, quello del commiato, che il pubblico seguirà con un pizzico di commozione, perché l’ultima volta dopo 21 anni di combattimenti è sempre un momento da non dimenticare. L’avversario di origine magrebina, El Gazi, dieci anni meno e lo stesso peso di 114 kg., spera in un miracolo, che Cammarelle è deciso a non concedere. Una serata da non perdere e l’occasione di poter salutare i molti azzurri che hanno voluto applaudire il loro capitano da pugile e poi ritrovarlo da dirigente sempre nel mondo che lo ha visto protagonista e continuerà a seguirlo nel nuovo ruolo. Si inizia alle ore 20,30. I prezzi. Tribuna 10 euro (tesserati 5), bordo ring 15 euro (tesserati 10). Sportitalia in diretta dalle 21.

Sabato 30 aprile, ancora pugilato, stavolta al Crowne Plaza di San Donato Milanese, con inizio alle 19, per assistere alla sfida tra la squadra dell’APOT 1928, rinforzata da elementi di altre regioni, contro la selezione tedesca composta da diversi nazionali. E’ la conclusione del Trofeo Ottavio Tazzi, il grande maestro milanese che allenò sia i grandi campioni che i ragazzini nella mitica palestra Doria in San Babila. Per ricordarlo, i tratelli Nico e Teo Pasqualetti, suoi allievi, hanno allestito il trofeo a suo nome, giunto alla seconda edizione. Stavolta sono usciti dai confini italiani, programmando una conclusione a livello europeo. I vincitori del torneo interregionale svoltosi in tre tappe, troveranno i tedeschi a contendergli l’ambito Trofeo. Questi i confronti diretti da non perdere. Kg. 60: Jonescu-Geier; 64: Benkorichi-Kasem; 69: Quarneti-Maher; 75: Esposito-Spomer; 81: Luongo-Kazakis; 91: Leonetti-Teziev. Nell’occasione i fratelli Pasqualetti hanno voluto premiare campioni di ieri e di oggi, per i meriti acquisiti sul ring. Cosimo Pinto oro ai Giochi di Tokyo 1964, Giacobbe Fragomeni campione del mondo, Franco Cherchi campione d’Europa, Aristide Pizzo campione d’Italia e Michele Di Rocco campione d’Europa e sfidante al mondiale superleggeri WBA, gli invitati.

Foto per gentile concessione di Fabio Bozzani