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I pugni degli Eroi secondo Torromeo ed Esposito | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

I pugni degli Eroi secondo Torromeo ed Esposito

Tortro(Alfredo Bruno) – Una profonda amicizia lega da tempo Franco Esposito e Dario Torromeo, un’amicizia nata dentro le mura del Corriere dello Sport tanti anni fa. I due giornalisti-scrittori, da tempo, si fa per dire, pensionati, sono legati da una passione comune, che li ha visti protagonisti come inviati per il giornale negli anni in cui la boxe non aveva rivali e non conosceva termini di paragone con le altre discipline sportive. I due hanno messo insieme le loro esperienze non indifferenti ed hanno partorito quest’opera particolare intitolata I pugni degli Eroi. I pugni hanno una doppia interpretazione: si danno e si prendono. Addentrandoci in questo libro viene spesso a galla la domanda: pugili o eroi ?. Qualcuno potrebbe agganciare queste due parole con una semplice equazione, pugili=eroi, ma non necessariamente eroi=pugili. Un gioco di parole che simboleggia la vita di tutti i giorni che trova nella boxe la sua metafora ideale. La presentazione del libro è stata fatta per la seconda volta a Roma: la prima ebbe, qualche mese fa, una straordinaria location nella famosa Sala Gigli dell’ Audace, la seconda effettuata poco prima di Pasqua ha avuto una sede più tradizionale dentro la sala della libreria Arion Monti in via Cavour. Il tavolo dei relatori oltre ai due scrittori, presentava due partner, che stanno diventando abituali, come Federico Zamboni, brillante giornalista radiofonico, che ha fatto da moderatore, e Giuseppe Ippoliti, attore/cantante, che ha prestato la sua voce ad alcune pagine significative del libro. Logicamente non mancano le firme del giornalismo romano come il “leggendario” Rodolfo Galdi, Mario Viggiani, Tiziana Bottazzo, Antonio Creti, e quel Renato D’Ulisse che fece da trait d’union proprio nel Corriere dello Sport tra Franco Dominici e un rampante Dario Torromeo, prelevato di forza dal calcio. Ma è Novella Calligaris a calamitare su di se le maggiori attenzioni nella sua doppia veste di giornalista ed ex medaglia d’oro e primatista mondiale nel nuoto. Ci sono personaggi del boxing romano come Roberto Sabbatini e Giulio Spagnoli, organizzatori che avevano raccolto il testimone dai rispettivi padri Rodolfo e Renzo, c’è Renzo Frisardi, ex procuratore e attualmente Consigliere del Comitato Laziale, ci sono Cesare e Gabriele Venturini, passato e presente dell’Audace, c’è anche Carlo Nori, nel suo ruolo epocale di trasferire il professionismo tradizionale nella Lega Pro Boxe. Ho lasciato per ultimo l’ospite d’onore Tommaso Galli, ruolo adatto per un campione degli anni ’70, romano de Roma, anzi di Villa Gordiani, l’ unico capace di diventare campione europeo in tre categorie diverse, uno degli allievi prediletti di Gigi Proietti.  

“I pugni degli Eroi”, edito dalla Absolutely Free, racconta 46 episodi legati ad altrettanti protagonisti. Torromeo ed Esposito si addentrano nei particolari cominciando dal famoso orecchio di Evander Holyfield staccato a morsi da Mike Tyson, dove forse ci sarebbe da rivedere a chi appartenesse veramente il ruolo del buono e del cattivo, il lupo e l’agnello. La boxe ha avuto la sua notevole importanza anche dal lato politico quando Max Schmeling distrusse un Joe Louis, forse il più grande di tutti, che si presentò con il piglio del castigatore. L’ incredibile e fatale storia d’amore tra Edith Piaf e Marcel Cerdan, conclusasi con la tragica caduta dell’aereo che avrebbe dovuto trasportare il campione francese a riprendere quel titolo che gli fu strappato da Jack La Motta, contro il quale combattè con una mano sola. Nel sottotitolo del libro ci sono due righe fondamentali che servono a spiegare la motivazione di quest’opera con le sue 428 pagine: Con loro saliva sul ring una Nazione. Il lettore avrà modo di rispolverare i suoi ricordi su personaggi universalmente noti per le loro imprese, per una spiccata personalità, e qualche volta per un destino tragico: difficile non ricordarsi, o almeno di non aver sentito parlare di Mouhammed Alì, Ray Robinson, Mike Tyson, Joe Louis, il nostro Primo Carnera, divenuto all’epoca, negli anni ’30, simbolo di forza, Marcel Cerdan, Carlos Monzon. Quasi ogni nazione ha avuto il suo idolo, l’uomo capace di trascinarla nell’entusiasmo diventando termine di paragone, vicino alla leggenda. Da noi in Italia oltre a Carnera nessuno forse ha mai avuto un seguito come Nino Benvenuti, Sandro Mazzinghi e Duilio Loi. Alcuni campioni sono stati importanti anche politicamente parlando come Alex Arguello (Nicaragua), Teofilo Stevenson (Cuba), Barry McGuigan (Irlanda), Dick Tiger (Biafra). C’è anche posto per chi non è diventato campione del mondo: la storia dell’aborigeno Dave Sands, morto in un incidente stradale, ad un passo dal titolo, allora detenuto da Robinson, fece scalpore passando in quell’elenco particolare di “re senza corona”. La bravura dei due autori, con uno stile accattivante, è quella di aver trasformato i loro pugili in eroi protagonisti del romanzo della boxe, un romanzo nato con l’uomo e che non avrà mai fine…

Torro

Foto di Roberto Tedeschi