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Intervista al c.t delle azzurre Renzini, dopo Londra e i Giochi rinviati al 23 luglio 2021. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Intervista al c.t delle azzurre Renzini, dopo Londra e i Giochi rinviati al 23 luglio 2021.

di Giuliano Orlando
Per la prima volta in assoluto, lo sport mondiale è fermo, incapace di bloccare un nemico invisibile, subdolo e di una ferocia incredibile, in grado di azzerare tutti i sistemi difensivi e colpire gli affetti più cari, con una crudeltà sottile, come mai era accaduto in passato. Privando le famiglie dell’ultimo gesto di affetto, l’ultima lacrima dell’addio, lasciando il proprio caro a morire in una straziante solitudine. Anche le Olimpiadi, la vetrina dal fascino immenso dai tempi più remoti, capace di azzerare le guerre per far posto ad un appuntamento universale, ha dovuto prendere atto che questo corona virus al momento è più maleficamente forte del festival della gioventù e ha chiesto una lunga pausa. Tokyo tornerà la vetrina dell’agonismo solo il 23 luglio 2021. Il pugilato per la prima volta nella storia ha spento le luci, costretto al silenzio per difendere il proprio futuro. A Londra, per le qualificazioni europee, l’Italia si è presentata in largo anticipo, su precisa scelta del CONI, per evitare difficoltà successive, considerato che da noi, il virus era arrivato prima dell’Inghilterra, dove in apparenza le cose sembravano tranquille. Solo in apparenza, senza contare che nel caso dell’Italia, gli atleti erano in contatto con le famiglie e che una Task Force responsabile avrebbe dovuto annullare la manifestazione. E’ stupefacente che il responsabile delegato dal CIO, il presidente della ginnastica, non sia intervenuto, mentre ha bloccato le qualificazioni della sua disciplina! Che senso ha avuto dare il via, per fermarsi dopo tre giorni. Con un comunicato a dir poco sconcertante, spiegando la decisione onde facilitare il rientro. Non perché ormai il virus era arrivato anche a Londra. Peggior figura, la Task Force non poteva farla.
Questo il parere di Emanuele Renzini, il responsabile della nazionale femminile
Da allenatore delle azzurre, come ha vissuto il torneo di Londra (bloccato dopo tre giorni), mentre in tutto il mondo si diffondeva la pandemia del virus Covid19?
“In quei giorni a Londra non si aveva ancora la percezione di ciò che stava accadendo nel mondo, e soprattutto in Italia. La gente girava per le strade tranquilla, sorridente e senza mascherina. La sensazione di stare nel bel mezzo di un’emergenza planetaria l’abbiamo avuta soltanto dopo la dichiarazione della pandemia da parte dell’OMS. nel giro di due giorni tutto si è fermato, compreso il torneo di pugilato”.
La squadra, di questa situazione paradossale, quanto ne ha risentito sul piano psicologico? Pur essendo abbastanza isolati, le atlete erano in contatto con le famiglie e non potevano restare serene. Oppure è filato tutto liscio, lontano dai riflessi del momento?
“Eravamo tutti in contatto costante con le rispettive famiglie, ma nello stesso tempo molto concentrati sull’obbiettivo per cui avevamo lavorato quattro lunghi anni. Devo dire che le prestazioni delle ragazze non ne hanno risentito”.
Quando avete saputo che il torneo si sarebbe fermato, in forma ufficiale?
“Nello stesso momento in cui l’ha saputo il mondo intero. Li nessuno ipotizzava questa opportunità fin quando all’improvviso hanno indetto una riunione straordinaria (il comunicato era un semplice ordine del giorno. ndr) e ci hanno comunicato l’interruzione delle competizioni”.
Al momento dello stop, la squadra femminile era ancora tutta in gara. Addirittura due azzurre, la Sorrentino e la Carini, ad un match dal pass per Tokyo. Non solo loro, anche le altre tre potevano giocarsi l’opportunità. Nei 57 e 60 kg. Irma Testa, Rebecca Nicoli e Flavia Severin, risultavano in gioco per la qualificazione. Al di fuori del fatto che tale torneo non doveva neppure partire, lo stop vi ha penalizzato?”
“Lo stop ci ha penalizzato molto! Tutte le ragazze avevano la possibilità di qualificarsi, sarebbero bastati due giorni in più. La condizione di forma eccellente della squadra e le vittorie schiaccianti ottenute fino a quel momento, ci avevano gasato! In quei giorni, battere l’Italia sarebbe stato difficile per chiunque. Peccato”.
Fermo restando che risultati acquisiti a Londra, non dovrebbero essere in discussione, quale sarebbe a suo giudizio, il periodo migliore del proseguimento?
“Mi auguro che venga rinviato al prossimo anno. Oramai tutto si è allentato, il forte stress, la paura di essere contagiati (che esce fuori soltanto dopo, quando realizzi a quali rischi ti sei esposto), la delusione procurata da questo interruzione, ci ha costretto a fare un reset e ricominciare un nuovo percorso. Nel breve periodo la squadra non sarebbe più la stessa!”
Anche a Londra, come nei due tornei di qualificazione (Africa, Asia e Oceania) disputati, il problema arbitri e giudici ha confermato la confusione nella lettura dei match. L’AIBA, estromessa per la nota squalifica, è stata sostituita dalla Task Force, organizzazione creata dal CIO. Come tecnico ha visto cambiamenti sostanziali dalla precedente conduzione?
“Onestamente mi è piaciuto molto il fatto che i risultati fossero in chiaro. Mi da molta serenità poter vedere l’andamento del match, round per round, questo permette all’angolo di elaborare strategie o cambiare radicalmente marcia se necessario. Non ho notato verdetti scandalosi, come in altri tornei, ma questo dipende anche dal fatto che il torneo in questione era anche per i giudici un momento di selezione. Erano tutti molto concentrati, e prima di schiacciare quel pulsante ci pensavano bene, a parte qualche rara eccezione, tipo i due giudici che hanno visto la Sorrentino perdere il secondo round contro l’armena, dopo averla picchiata per 3 minuti e messa al tappeto con un gancio straordinario. Quando ho visto il monitor sono scoppiato a ridere, ho pensato che quei due poveracci, in un secondo si erano giocati la possibilità di andare a Tokyo”.
Anche fra le donne, sta prendendo spazio una boxe muscolare, salvo pochi casi di pugilato tecnico, basato sulla scherma. Ai mondiali di Ulan Ude in Russia, lo scorso ottobre la filippina Petecio ha vinto il titolo nei 57 kg., offrendo un pugilato da strada, inguardabile con sventole e colpi irregolari. Eppure i giudici e gli arbitri hanno ignorato tutto, promuovendola all’oro iridato. Per fortuna alle qualificazioni per Tokyo è stata eliminata nei quarti dalla giapponese Irie, che l’ha dominata. Eppure un giudice, l’austriaco Josef Cser, ha visto la filippina vincitrice. Uno così non sarebbe da rimandare subito a casa?
“Tutti i Giudici incompetenti e disonesti sarebbero da mandare a casa! Il problema è che non si riesce a fare, soprattutto in periodi di elezioni, dove la prima preoccupazione è quella di non perdere quel voto! Penso che l’unica soluzione efficace sarebbe quella di creare una federazione Arbitri Giudici politicamente indipendente e con fondi sufficienti per professionalizzare al massimo i propri affiliati”.
A Londra la nostra Irma Testa, campionessa d’Europa e protagonista a tutti i tornei ai quali ha preso parte, non è stata designata testa di serie, per cui al secondo incontro, dopo aver battuto la svizzera Brugger, dovrà affrontare la russa Vorontsova, testa di serie numero uno, mentre altre con meno risultati, andranno avanti affrontando rivali più morbide. L’Italia a livello politico non ha nessuna opportunità di intervento per difendere posizioni acquisite? Non solo, l’assurdo è che l’AIBA ha designato nella Commissione Atleti, con tanto di diritto al voto, l’ucraino Oleksandr Khyzhniak e l’italiana Irma Testa, che rischia di non essere presente a Tokyo nel 2021. Non è incredibile tutto questo?
“Non è questione di peso politico. I criteri adottati dalla Task Force per la stesura del Ranking, e quindi delle teste di serie, non ha tenuto conto dei risultati dei Campionati Continentali, ma solo dei mondiali e delle manifestazioni organizzate dal CIO. Per questo si è generata questa situazione assurda: Irma Testa, Campionessa Europea, fuori dalle teste di serie al torneo di qualificazione europeo. Il punto è che sia Irma che la russa Vorontsova (argento mondiale 2019) meriterebbero di essere sul podio, invece a causa di questo assurdo meccanismo, ne vedremo qualificarsi soltanto una delle due”.
Con lo slittamento di un anno dei Giochi, come pensa verrà programmato il calendario dei campionati. L’EUBC aveva già deliberato gli europei delle varie categorie tra maggio e ottobre. Subiranno solo un posticipo a suo giudizio? Gli europei e i mondiali, previsti per il 2021, in passato stagione vuota, cambieranno l’anno o altro?
“In questo momento è difficile fare previsioni, si naviga a vista, dipende tutto da cosa succederà con questo nostro ospite indesiderato”.