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Khalil El Harraz: campione neo pro, un superwelter tutto da scoprire | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Khalil El Harraz: campione neo pro, un superwelter tutto da scoprire

IMG_8426 IMG_6886 - CopiaKhalil El Harraz, 23 anni, ha svolto una buona attività da dilettante disputando 51 match (+25, -13, =13). Da professionista è imbattuto con 4 vittorie e 1 pari. L’anno scorso ha vinto il Campionato Neo Pro battendo in finale Ignazio Crivello. Khalil predilige la corta e media distanza con una boxe essenziale ed efficace. Ha esordito in pratica con l’Audace dove ha svolto gran parte della sua attività, è passato con la MMA Boxing Center dal maestro Aurelio Pili, per poi passare alla Boxing Arcesi sempre con la guida di Pili.

Le tue origini nel mondo del pugilato?

“Ho iniziato a 12 anni perchè ero in sovrappeso, all’epoca facevo 81kg. Logicamente mi volevo rimettere in forma e all’epoca praticavo kick boxing. Dopo un po’ di tempo che stavo in palestra il maestro, che mi aveva visto, mi chiese se volevo provare a fare i guanti, e da lì è nato tutto. Successivamente ho iniziato l’attività agonistica vera e propria”.

Dove hai iniziato?

“Prima ero andato in una piccola palestra di Montespaccato, perchè abitavo in zona. Poi il maestro mi ha indirizzato all’Audace da Gabriele Venturini e Alessandro Vendittelli. Ci sono stato un buon periodo, ma arrivare da dove abitavo al centro di Roma non era certo una cosa agevole, quindi sono andato dal maestro Pili a piazza Igea, dove mi alleno attualmente dopo la fusione con la Boxing Arcesi”.

Quale è stato il motivo del tuo passaggio al professionismo?

“Inizialmente aspiravo, come molti altri pugili, di entrare o in un Gruppo Sportivo o comunque sia di passare professionista. Anche perchè da dilettante dovevo combattere tra i 69 e i 75kg.. Quindi passavo dal soffrire per il peso oppure concedere qualche chilo agli avversari. Invece da pro come superelter riesco a bilanciare bene alimentazione e allenamenti”.

Come vedono la boxe a casa ?

“Sembra strano, ma inizialmente era mamma che voleva che facessi la boxe. Mio padre tergiversava un po’ ritenendolo uno sport duro. Adesso sono tutti contenti, mi seguono dovunque io vada. Loro mi danno molta forza e pure mia madre, nonostante la faccio tribolare un po’,mi segue con l’alimentazione”.

Cosa ha voluto dire per te vincere il Campionato Neo Pro?

“Io rimango sempre quello che sono con i piedi ben piantati a terra. Ognuno di noi sa quanto vale. Certo con il titolo dei neo pro all’esterno hai un’immagine migliore. E’ anche giusto perchè in questo campionato sei vincolato a combattere non con collaudatori, ma con gente che vuole vincere come te; gente che magari da dilettante ha disputato circa 150 match. Questo ti forma, ma soprattutto ti costringe a migliorare sempre. Se tu vinci quattro match facili alla prima ripresa, hai espresso in pratica meno di un match in 4 riprese”.

Cosa fai nella vita?

“Adesso sto aiutando mio padre in officina, ne abbiamo una a Montespaccato. C’è anche una scuderia di macchine da corsa e io sto imparando il mestiere. Logicamente faccio anche dei corsi per migliorare nel lavoro e perfezionarmi come meccanico”.

Riesci a conciliare lavoro e boxe?

“Diciamo di si anche perchè lavoro con mio padre. Oltrettutto anche il maestro è molto disponibile a cambiare i miei turni per seguirmi e allenarmi. Facciamo tutti dei sacrifici”.

Hai degli hobbies?

“Logicamente mi piacciono le macchine, le moto, uscire con gli amici. Mi piace anche la caccia e il tiro al piattello”.

Il pugilato lo segui anche al di fuori?

“Non più di tanto. Navigo su internet più che altro per vedere i metodi di allenamento, le varie scuole all’estero”.

La tua più grande soddisfazione?

“Molte volte quando vinci sei circondato da amici che neanche sapevi che esistessero. Poi magari quando sei in un momento di forma minore o perchè hai dei problemi, molti si distaccano e quasi ti schivano”.

Il pugilato cosa ti dà?

“Mi fa star bene. Per esempio se un giorno non mi alleno sento che mi manca qualcosa, non mi sento completo”.

(al. br.)

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