copia-di-floriano_ok.jpgFloriano Pagliara, peso leggero emergente, già è seguito da oltre cento tifosi suoi personali quando combatte fuori casa (Grosseto e Livorno) e qualche “esagitato” non è mancato mai nemmeno quando il ragazzo ha combattuto in Puglia e in Piemonte. Non immaginiamo nemmeno, quindi, la bolgia che lo accoglierà giovedì 24 aprile al suo ingresso sul ring del palasport di via Napoli di Cecina, la cittadina dove vive. Opposto all’ungherese Szabo, pugile dal record positivo, Pagliara deve confermare la bella prova offerta contro il tunisino Gasmi e meritarsi la chance dell’Internazionale Ibf che i suoi manager, Umberto e Rosanna Conti Cavini, gli stanno preparando. Abbiamo parlato di lui con Nicola Parrino, ex professionista e suo maestro.

Nicola, come sta Floriano e che tipo di preparazione avete impostato?
Floriano sta bene, e con lui non abbiamo impostato nessuna preparazione particolare. Stiamo lavorando bene, in previsione anche di questo prossimo match con un titolo in palio. Certo, abbiamo cercato di fare una preparazione ancora più attenta rispetto a quella fatta per Savigliano. Diciamo una preparazione più pignola e attenta ai dettagli. Il tutto, però, condito da grande tranquillità.

Il ragazzo sente particolarmente questo esordio in casa?
Per lui è un grande stimolo, oltre che una grande emozione. Certo, psicologicamente è cresciuto molto dai suoi esordi. Ultimamente ho cercato di parlare molto con lui, gli ho chiesto di liberarsi la mente da paure o timori di sbagliare. A Cecina dovrà combattere con la testa libera, anche perché è chiaro che le sue responsabilità, match dopo match, sono aumentate molto. Naturalmente sente molto questo match e vuole ben figurare anche per ringraziare Rosanna e Umberto Cavini che gli stanno dando queste opportunità.

Il match per il titolo Internazionale Ibf sembra si terrà ancora a Cecina…
Ho preso già contatti con il sindaco per questo. La volontà c’é e sono sicuro che tutto andrà a buon fine. Già con questa riunione l’amministrazione comunale ci ha dato una grandissima mano.

Facciamo un passo indietro: c’é qualcosa da correggere rispetto al match fatto da Pagliara a Savigliano?
In quell’incontro non sono rimasto del tutto soddisfatto non per la prestazione, ma perché poteva dare lui qualcosina di più. Faticò più del previsto a entrare nel match, poi andò molto meglio. Del resto Gasmi è un ottimo pugile. Francamente sono sempre contento di quando uno dei miei ragazzi combatte, altrimenti non dovrei fare l’allenatore. Però di quel match abbiamo molto parlato, e questo di discutere di ciò che si è fatto l’ho imparato da Umberto Cavini, che faceva lo stesso con me quando combattevo. A Savigliano, a parte qualche piccola sfumatura, Pagliara ha convinto anche me che è giusto dargli una buona occasione.

Dove può ancora migliorare il ragazzo?
A livello tecnico ormai ha un bagaglio stabile e consolidato. Però deve migliorare di testa: spesso ha la tendenza a cercare la scazzottata anche quando non ne avrebbe bisogno, perché ha dimostrato di avere occhio per schivare i colpi pesanti e sfuggire dalle corde. Deve però trovare maggiore fiducia nei suoi mezzi, deve ancora maturare un po’, anche se ha fatto passi da gigante sotto questo aspetto. Come dico sempre, il pugilato è uno sport che si tira fuori dal cuore, si elabora nel cervello e in cui le braccia hanno solo la funzione di mezzo. Nasce tutto dentro.

Che rapporto avete, tu e Floriano, con i Cavini?
Non posso fare altro che ringraziarli per l’attenzione che hanno per il ragazzo. Sono sicuro che non se ne pentiranno.

Ufficio stampa RCC boxe

 

Di Alfredo

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