Nostro servizio particolare al C.S.E. della Cecchignola
a cura di Alfredo BRUNO

 

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L’Esercito per il secondo anno consecutivo ha dominato nel Campionato Italiano Cinture Nere Seniores di Taekwondo. Nel 2006 l’impresa avvenne a Brindisi con 8 medaglie d’oro e 1 argento. Quest’anno gli atleti del C.S.E hanno fatto la parte del leone al Mazda Palace di Genova dal 9 all’ 11 marzo con 6 medaglie d’oro (Diego Redina, Carlo Molfetta, Pamela Valente, Daniela Castrignanò, Isabella Colucci e Samira Di Lello) e 1 bronzo (Pacifico Laezza).

Il Taekwondo è un’ antichissima arte marziale nata in Corea , che ha il suo bel rilievo alle Olimpiadi e che nel mondo viene praticata da circa 40milioni di persone. Nel nome c’è già racchiuso il suo significato preciso dove Tae sta per calciare saltando, kwon sta per pugni e do per arte.L’arte di tirare calci in volo e colpire di pugno non è solo combattimento, ma ha anche una sua filosofia che sembra radicarsi bene in quello che è lo spirito dello sport e dell’ Esercito.

 

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Siamo andati a trovare questi supermen e wonderwomen nella sede ufficiale alla Cecchignola. Il Capitano Giuseppe Minissale, coordinatore per il CAGSE degli sport da combattimento, fa gli onori di casa presentandoci gli atleti-soldati di questa disciplina. La prima ad essere intervistata è proprio la mascotte del gruppo, il Caporale Veronica Calabrese, 19 anni ancora da compiere. Quest’anno Veronica non ha partecipato agli Assoluti, che invece ha vinto nel 2006 nella categoria dei -62 kg. Aveva 10 anni quando un noto maestro di Mesagne(Brindisi), dove risiedeva, la vide impennarsi e sgommare su una bicicletta. Il maestro chiese al padre, guardia giurata e suo amico, di portare in prova per una settimana la ragazza nella sua palestra. Qualcuno potrebbe dire “detto e fatto” perché la ragazza e il Taekwondo diventarono quasi una cosa sola, purtroppo anche a scapito dello studio fermatosi al diploma di terza media. La sua bravura e il suo curriculum sono stati determinanti per entrare nell’Esercito come VFP4 in una selezione fatta solo per atleti di un certo rilievo. Parliamo di una ragazza che ha vinto il mondiale juniores nel 2004 e l’anno scorso è stata bronzo agli europei senior.

 

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E’ la volta quindi di Mauro Sarmiento, un giovanottone che gareggia tra i -84 kg.. Anche lui come la Calabrese è stato il grande assente degli Assoluti, ma in compenso ha partecipato insieme alla ragazza agli Open di Corea dove sono state provate per la prima volta le corazze elettroniche. Si tratta di un nuovo sistema per il conteggio dei punti e con un arbitro solo, che dovrebbe andare in vigore dopo le Olimpiadi del 2008: “ Come primo approccio non è stato dei migliori” ci confessa il giovane “Il Taekwondo è uno sport basato molto sulle gambe, infatti se non porti il calcio in forma corretta non guadagni il punto. Oltrettutto ci venivano conteggiati tutti i colpi con le mani.Ci siamo messi a fare pugilato. In pratica ho perso la finale per tre pugni. Purtroppo gli organizzatori lo hanno capito tardi, il giorno dopo hanno tolto i sensori dai guantini e si è tornato un po’ al Taekwondo normale”. Ha 24 anni Sarmiento e un diploma in Ragioneria informatica. Non è certo l’ultimo arrivato in questo sport: tralasciando vari titoli italiani fa spicco nella sua bacheca il titolo mondiale universitario, l’argento nella Coppa del Mondo e l’argento alle Universiadi. E’ nato a Casoria dove il Taekwondo è di casa. Lo shopping in lui si trasforma in hobby soprattutto nella ricerca di prodotti delle grandi marche, tifosissimo del Napoli ascolta la musica partenopea e non è difficile capire che Gigi D’Alessio è il suo cantante preferito.

 

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Carlo Molfetta, 23 anni, è il più famoso del gruppo. Il primo posto agli Assoluti nei -78 kg. può quasi essere considerato un optional di fronte alla vittoria in Coppa del Mondo(2002), all’argento nel mondiale (2001), all’argento e al bronzo ai Campionati Europei (2004-2005); mentre tra gli juniores ha vinto le Universiadi e i Mondiali (2000). Nel 2004 era considerato l’asso nella manica per le Olimpiadi, ma vi arrivò dopo un infortunio e per giunta in una categoria che non era la sua perdendo nei quarti di finale. A livello agonistico ha iniziato a 14 anni, ma in palestra vi è entrato a cinque anni, considerata l’età ottimale per iniziare questo sport. Per lui è stata una cosa quasi automatica essendo il padre un cultore di questo sport. Molfetta sta nel gruppo sportivo dell’Esercito dal 2003, ha il diploma di maturità scientifica, biliardo e musica sono i suoi hobbies. Un campione come lui in pratica sta sempre in viaggio ed è impossibile che non vada incontro a qualche disavventura come ci racconta: “Nel 2002 prima di vincere la Coppa del Mondo eravamo stati un mese in Corea e nessuno si era accorto che avevo il passaporto scaduto. Dovevamo partire per il Giappone e all’aeroporto di Seul mi bloccarono mentre tutti i componenti della Nazionale erano costretti a partire per fare fede all’impegno. Io sono rimasto in Corea tre giorni da solo alla disperata ricerca dell’Ambasciata e cercando di risolvere il problema. Alla fine ce l’ho fatta e sono arrivato in Giappone il giorno prima delle operazioni di peso, per il rotto della cuffia. Vinsi nella mia categoria e non nego di aver combattuto con un pizzico di rabbia in più”.

 

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Leonardo Basile insieme con Molfetta è il più titolato del gruppo. Compirà 24 anni a maggio e milita nella massima categoria, quella degli 84 kg.. Nel recente Open coreano ha conquistato l’oro dopo aver battuto 4 avversari, ma si è infortuntato e per questo non ha partecipato poi agli Assoluti. Nato a Pozzuoli aveva 8 anni quando la sua maestra consigliò alla madre di portarlo a fare un po’ di sport in palestra. Basile si è subito innamorato di questo sport e ci enumera i lati positivi: “Mi ha dato dei valori che in altri sport non vedo proprio. Il rispetto dell’avversario è molto più sentito. Molte persone dicono che questo sport sia violento. Per me il concetto di violenza è diverso:per esempio quando uno senza un motivo dà un cazzotto ad un altro, oppure quando viene fatto entrare un motorino allo stadio e buttato giù. Qui sai di poter essere colpito, ma con ferree regole”. Precisi e chiari i concetti di questo campione diplomato al Liceo Artistico, bravissimo nel disegnare ritratti. Giustifica e abbina così il suo diploma allo sport: “Serve a dare più fantasia”.

 

Anche Isabella Colucci, 27 anni, di Benevento, ha iniziato da bambina sotto la guida del padre maestro di Taekwondo, ma per quanto riguarda l’agonismo invece il suo debutto è avvenuto tardi, a 16 anni, essendo i genitori premurosi e protettivi. Quest’anno ha vinto gli Assoluti nei + 67 kg., ed è il suo terzo titolo, ma l’exploit maggiore rimane per ora la vittoria nel 2001 al Campionato Europeo di Grenoble. Lo sport le lascia poco tempo libero per la lettura, sua passione. Ha intenzione di iscriversi all’ Università a Scienze Motorie, oppure alla Facoltà Linguistica visto che nella sua infanzia all’estero(in Germania) ha avuto la possibilità di imparare il tedesco, l’inglese e il francese. E’ stata convocata di recente in Nazionale e ci rilascia un suo autoritratto di atleta: “Lo sport in generale fatto come hobby è bello, ma fatto agonisticamente diventa una professione dove c’è sacrificio e tensione. Sono una ragazza emotiva e prima del combattimento mi scarico convincendomi di potercela fare, ma soprattutto non devo aver dubbi di aver fatto tutto il possibile in allenamento”. Anche la sorella Loredana, di 4 anni più giovane, fa il Taekwondo ed è arruolata come spiega il Capitano Minissale: “Le sorelle Colucci sono quasi sempre vissute separate e grazie all’Esercito si sono riunite”.

 

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Indubbiamente il Centro-sud ha un suo predominio in questa disciplina, le palestre più forti sembrano aver trovato la sede ideale soprattutto nella Campania e in Puglia. Daniela Castrignanò, 26 anni, è nata a Lecce ed ha iniziato a 5 anni quando era uscita la serie di film con Bruce Lee. Daniela era un “maschiaccio” a cui piaceva tirare calci e pugni, proprio come Bruce Lee. Fu così che il padre la portò in palestra da un maestro che conosceva. La ragazza ha partecipato alle Olimpiadi di Atene dove è stata eliminata nei quarti, ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati europei del 2000 e la medaglia di bronzo alla Coppa del Mondo nel 2002. Quest’anno ha vinto i Campionati Italiani nei + 72 kg., la massima categoria femminile. Nel tempo libero Daniela, diploma di ragioniere, legge soprattutto gialli con una certa predilezione per Dan Brown. Le domandiamo il positivo e il negativo del Taekwondo: “Ti forma caratterialmente, ti porta ad avere esperienze nuove, a visitare il mondo, conosci culture diverse. Il lato negativo sono i traumi. E’ uno sport di contatto ed è naturale che ciò avvenga”.

 

Diego Redina, anche lui diploma in ragioneria, sembra scalpitante come i suoi 20 anni. Da un anno è entrato nell’Esercito. Ha partecipato agli Open di Corea con la nuova corazza elettronica: “Ho ricevuto 5 pugni nel fianco e sono andati 5 punti al mio avversario che ha vinto”. Si è rifatto con gli interessi agli Assoluti dove ha vinto nei 58 kg.. E’ nato a Napoli dove ci sono società molto forti in questa disciplina. Aveva appena 5 anni quando ha cominciato in una palestra di Caivano, ma la palestra da dove ha spiccato il volo si trovava a Casoria. Da sette anni vince regolarmente gli Assoluti, prima come junior e adesso come senior, quasi sempre nei -58 kg.. Agli europei si è fermato, si fa per dire, due volte al terzo posto. Spirito vulcanico tiene fede al suo carattere con la passione per i film d’azione: un cult particolare per Russell Crowe e Jet Li.

 

Dal più giovane, Redina, passiamo al più anziano, Fabio Moretti, 27 anni, di Torre Annunziata, patria di alcuni campioni di boxe come Pietro Aurino, di cui Fabio è grande amico ed estimatore. Laureato ISEF da piccolo ha frequentato la palestra a corrente alternata, ma ha cominciato sul serio a 13 anni. E’ stato perno fisso della Nazionale dal 1997 al 2002. Dopo è stato fermo per una serie di infortuni. Ha vinto nella sua carriera 4 Titoli Italiani. Per la verità anche quest’anno si era iscritto agli Assoluti che ha dovuto abbandonare per un infortunio alla clavicola. Adesso è tutto okay e Moretti ha ripreso ad allenarsi con buona lena, toccando ferro affinchè la sfortuna lo abbandoni, ma soprattutto cercando di riprendere quel posto in Nazionale che di diritto era suo.

 

Pacifico Laezza, napoletano di 26 anni, è entrato in palestra a 5 anni e a 13 anni ha iniziato l’agonismo a Casoria nella palestra dove insegnava il padre. E’ un vantaggio allenarsi sotto la guida di un genitore? Ci pensa poco il giovane prima di rispondere: “E’ difficile da spiegare a prescindere dal fatto che il mio è severo sia come padre che come maestro. Quando sbagliavo qualcosa in palestra diventava maestro. Poi a casa si trasformava in padre. Solo dopo i 17 anni ho cominciato a capire che ciò era normale. Il giovane ha la passione per le moto da corsa. L’altr’anno è stato fermo per un infortunio alla spalla. Da gennaio ha ripreso ad allenarsi e si è piazzato al terzo posto agli Assoluti nonostante uno strappo muscolare. Il suo grande exploit lo ha avuto con il bronzo ai Mondiali Militari. Non nega di essere stato influenzato a casa nella sua scelta. Da piccolo gli piaceva il Taekwondo ma anche ballare. Più tardi per un anno aveva abbandonato tutto per dedicarsi al rugby. Ma poi la sua scelta definitiva fu per il Taekwondo: “ A me piaceva lo scontro fisico, mi piaceva fare a botte. Napoli è una città in cui devi saperti difendere. E poi mi piace perché è uno sport elegante, acrobatico e spettacolare”.

 

Termina così la nostra giornata e la nostra conoscenza con il formidabile gruppo del Centro Sportivo Esercito, dove tra gli assenti, in licenza, c’erano due campionesse del calibro di Pamela Valente e Samira Di Lello, vincitrici agli Assoluti. Un vero peccato perché con loro il Lazio- la prima è di Nettuno, la seconda di Terracina- avrebbe potuto alleggerire la leadership campana e pugliese.

Di Massimo

11 pensiero su “Taekwondo: un Esercito di Campioni”
  1. mi kiamo matteo e ho 17 anni pratico taekwondo da 6 mesi e voglio diventare bravo, se mi impegnerò so ke ce la farò. questo sport è il migliore e lo pratikerò fino a quando sarò diventato vekkio. in questo sport ci vuole tanto sacrificio e forza di volonta ma è davvero bello.ciao a tutti i campioni.

  2. ciao pacifico, sono rossella vinciguerra e pratico il taekwondo nella palestra a.s.condor casoria,ti ringrazio molto per quello che fino adesso mi hai potuto imparare tu e il mio caro maestro domenico laezza spero che anche io potrò arrivare nell’ esercito fin e dove sei arrivato tu tanti saluti rossella

  3. ciao, ho 15 anni e pratico il tae-kwon-do da circa 3 anni (6 kup) a imola provincia di bologna. questo sport è stupendo, e fortunatamente ho un allenatore (massimo) che riesce a sopportarmi anche se non mi impegno quasi mai; vorrei poter fare bella figura nelle gare, dei calci spettacolari, ma durante il combattimento non mi viene quasi in mente niente. vabbè saluti da zakaria

  4. SONO ROSSELLA VINCIGUERA, ATLETA DELLA PALESTRA A.S.CONDOR DI CASORIA.SONO CINTURA GIALLA E RINGRAZIO MOLTO IL MIO MAESTRO DOMENICO LAEZZA e PACIFICO LAEZZA CHE A VOLTE QUANDO IL MAESTRO SALTA LA LAZIONE LA FA PACIFICO

  5. ciao pacifico sei sempre stato un grande e lo sarai sempre volevo arrivare anke io ai tuoi livelli ma nn posso per mezzo della mia schiene, spero ke un giorno potrò farlo il taekwoondo.ciao da Francesco

  6. Caro Pacifico,
    ho letto per caso dei tuoi successi sul giornale. Ero sicuro che saresti arrivato in alto. Aspetto con ansia il titolo olimpico. Sono certo che ce la fai!
    Hurra per te
    prof. Massimo Azzoni

  7. salve ho praticato il tae kwon do lasciandolo quando arrivai a cintura nera 1 dan ,circa 10 anni fa,per motivi di lavoro.
    ho praticato nella provincia di brindisi con il maestro kim sung bok e poi con il maestro claudio bianco che ho sempre nel cuore essendo una persona squisita.
    ora …volevo dire che guardando i video di questi atleti mi sono commosso moltissimo in primis per la bravura pensando al fatto che anche non essendo koreani possiamo essere piu forti di loro ,con il cuore grande che abbiamo ce la facciamo quando decidiamo che deve essere cosi.
    anche io ho fatto grandi sacrifici allenandomi 5 ore al di per 6 giorni la settimana non ho mai vinto nulla sinceramente in gare ufficiali…ma cmq ero tremendamente forte e velocissimo credo sia stato per il fatto che avevo paura di far male all’avversario e mi trattenevo…cmq…ha ha è lo spirito che conta perche alla fine è a noi stessi che dimostriamo quanto siamo capaci di fare.vorrei fare un grande saluto a carlo molfetta che …anche se non ci conosciamo stimo moltissimo nelle palestre di mesagne ci sono anche andato da baglivo e cosimino mangiamazzate e di lauro.ciao un inbocca al lupo per tutti voi.

  8. ciau io faccio taekwondo da 1 anno circa. adoro questo sport e adoro moltissimo il mio maestro. sono cintuta mezza verde(7 kup)e grazie alla buona volontà che il mio maestro ha noi cinture mezze verdi, da 1 settimana, sappiamo già la PRIMA e la QUINTA forma.adoro questa disciplina e nn la abbandonerò mai!
    da alice 13 anni taranto(ITALY)

  9. salve ho appena fatto 18 anni faccio la ragioneria e faccio taekwondo stile itf e kickboxing sn cintura 1 kup rosso superiore e un giorno nn lontano voglio entare in un gruppo sportivo ma nn so come fare.ciao sportivi saluti da luigi daniel da catanzaro

  10. salve ho appena fatto 18 anni faccio la ragioneria e faccio taekwondo stile itf e kickboxing sn cintura 1 kup rosso superiore e un giorno nn lontano voglio entare in un gruppo sportivo ma nn so come fare.ciao sportivi saluti da luigi

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