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Thai Boxe: Mathias Gallo Cassarino | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Thai Boxe: Mathias Gallo Cassarino

mathias-gallo-cassarino.JPGUn ragazzo italiano,15 anni, 5 match disputati in Thailandia.
Siamo piacevolmente venuti a sapere che la Boxe Tailandese Italiana ci sta regalando un promettente atleta che pur avendo già incrociato i guantoni 5 volte con atleti Tailandesi proprio a casa loro è ancora quasi sconosciuto al grande pubblico Italiano.

Sto parlando di Mathias Gallo Cassarino un ragazzo oggi 14enne noto agli amanti della Muay Thai da quando sul web sono apparsi diversi articoli su di lui dal 15 Agosto del 2005 quando a soli 12 anni ha battuto il Tailandese Petsiwa sul ring del Lamai Stadium di Ko Samui ( Thailand ). Mathias oggi ha alle spalle 5 Match disputati tutti in Tailandia di cui 3 vinti ai punti 1 vinto per K.O. e uno perso ai punti. Ma chi è Mathias Gallo Cassarino ? E da dove arriva ? Cosa lo ha portato alla Muay Thai ? È stato proprio in Thailandia quando aveva solo 2 anni e precisamente a Ko Samui che Mathias Gallo Cassarino ha iniziato a tirare i primi calci. Calci e pugni erano solo un modo di imitare i bambini Thai con cui giocava , visto che dal 1° anno di età la famiglia trascorre un paio di mesi all’anno in Tailandia. Crescendo preferì dedicarsi al calcio e al judo e durante le vacanze e a casa a picchiare il sacco e a giocare a fare il pugile con il padre e con i bambini Thai.

Fu soltanto nel 1998 che Mathias incontrò il Sig. Deng ( oggi purtroppo non sappiamo dove si trova essendo questo maestro a Puket proprio nel Periodo dello Tzunami ) nel SIT-PHU- YAI NAO CAMP di Ko Samui ( Thailand ) . Aveva appena 6 anni e con i pugni se la cavava benino per essere un Italiano ( o meglio un FARANG , è così che i Tailandesi chiamano gli stranieri ) ma nonostante questo i bambini tailandesi della sua età riuscivano a metterlo in seria difficoltà.
Anno per anno continuò ad allenarsi in quella palestra e in altre palestre che iniziarono a nascere sull’isola . Partecipando ad una fiera locale a 10 anni si trovò per caso ad essere invitato sul ring per un gioco tutto tailandese : combattere con gli occhi bendati , una sorta di mosca ceca ma molto più pericolosa se pensate che i bambini sono dei pugili e sferrano calci pugni ginocchiate e gomitate con il massimo della loro forza . Il papà di Mathias durante l’incontro pensò che quella fosse la prima è ultima volta che Mathias salisse sul ring , perché fu un vero castigo per il piccolo bambino Italiano che uscì con le gambe nere di lividi …ma stranamente contento e determinato a riprovarci .

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I genitori e il maestro Mr. Deng decisero che per riprovarci doveva essere ben allenato e li iniziò in maniera più seria ad apprendere la nobile arte della Muay Thai. In Italia serviva trovare un istruttore preparato sulla Muay Thai e sulla Tailandia e che avesse esperienza nell’insegnamento ai bambini…e salta fuori il nome di Remigio Fontana, per gli amici REMO . Inizia così un allenamento sistematico per Mathias ma anche per la mamma di Mathias che deve attraversare la città in orario di punta per portare il figlio agli allenamenti e che finisce anche lei per allenarsi pur odiando questo sport così violento .

Pian piano migliora l’impostazione tecnica ma non basta Mathias deve iniziare a fare i primi sacrifici . I calci sono ben dati ma non c’è quella potenza esplosiva che hanno i tailandesi . Allora il padre si procura un copertone usato di un camion e alla maniera tailandese Mathias ogni giorno , compresi sabato e domenica , salta sulla gomma per 15/20 minuti per irrobustire i polpacci e conferire la dovuta “potenza esplosiva “ . Certo è un bel sacrificio per un bambino di 12 anni che oltretutto è molto attento e dedito allo studio , ma lo fa con grande determinazione . Lo stesso vale per la palestra , deve partire da un paesino di montagna scendere a Torino attraversare la città , 40 minuti di auto con la mamma Nicasia , due ore di allenamento duro e poi il rientro a casa .

La cosa che a volte scoraggia Mathias e che nessuno dei suo amici e compagni di scuola conosce questo sport e quando ne parla gli amici ridono dicendo “sei un nano e vuoi fare la box , ma smettila che ti picchiano!!” . Passando circa 3 mesi all’anno in Tailandia però ritrova il suo equilibrio e l’amore per questo sport. Mathias inizia ad essere elogiato un po’ da tutti per le sue qualità già dall’inizio del 2004 , in Italia purtroppo non ha bambini pari livello con cui misurarsi in palestra e quindi il papà Roberto inizia a portarlo in giro per diversi CAMP (palestre) di Pattaya , Bangkok e soprattutto Ko Samui dove è di casa . Mathias fa da sparring a diversi bambini pugili professionisti molto bravi che lo mettono in seria difficoltà .

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Dai 10 anni in su Mathias riceve molti inviti a salire sul ring con un Ragazzino Thai ma non se la sente e il padre non vede ancora in lui quella grinta e quella determinazione necessaria.

Mathias cresce tecnicamente moltissimo al punto che in Italia riesce a mettere in difficoltà anche ragazzi di età e peso superiore a lui , in Tailandia ci sono altri ragazzi europei che si allenano di tanto in tanto e quando incrocia i guanti con qualcuno di loro anche se bravo e più pesante riesce a metterlo in difficoltà . Quando però si trova davanti ad una furia tailandese che spesso è solo un bimbetto molto più piccolo di lui a volte meno preparato tecnicamente , non riesce a spuntarla . Mathias pare abbia un limite psicologico: crede di non poter affrontare un tailandese ad armi pari . Ogni volta che dietro consiglio del maestro , colpisce duro un bambino tailandese ne patisce psicologicamente la sua reazione.

In Tailandia si racconta che sin da piccoli gli elefanti del circo vengono legati ad un picchetto in modo da non farli scappare. La prima volta che vengono legati provano disperatamente a staccare il picchetto ma non ci riescono perché sono troppo piccoli e perché il picchetto e grosso e ben fissato al terreno. Dopo alcuni giorni in cui tentano di scappare si rassegnano e a quel punto i guardiani del circo non fissano più il picchetto così bene lo lasciano semplicemente piantato nella terra . Gli elefanti non provano neppure una volta a scappare e dopo anni orami il picchetto e così esile rispetto alla loro struttura ma nessun elefante prova a staccarlo perché sa che non ci riuscirà.

Questa è una storia che è piaciuta molto a Mathias e a volte quello che non succede in una vita succede in un attimo ed è a Pattaya che Mathias in uno dei primi allenamenti di fine luglio 2005, appena arrivato per le solite vacanze estive di due mesi in Tailandia , incontra un bambino che combatte da 5 anni e ha oltre 100 incontri al suo attivo.

Succede qualcosa tra i due durante lo sparring in allenamento e il maestro ( Nuh) lascia che i due si affrontino un po’ duramente. Tutto il camp si ferma e inizia a guardare Mathias che affronta con grande grinta uno dei mini-pugili più forti del camp. Era già successo in altre palestre che tra bambini nascesse uno scontro oltre il limiti dell’allenamento ma questa volta Mathias non sembra riconoscere che di fronte ha un Tailandese e lo affronta come se lui stesso fosse un tailandese accanendosi su di lui come se fosse veramente un match . La tensione tra i due viene smorzata abilmente da Nuh che simula un incontro vero con un arbitraggio scherzoso e assegnando punti e penalità e alla fine dichiara uno scherzoso verdetto di parità per questo incontro improvvisato . Mathias ha finalmente quello sguardo e quella grinta necessaria a salire sul ring.

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Da li a poco si arriva a Ko Samui l’isola e Mathias si allena in diverse palestre come THAI PINYO Boxing di Lamai , NATURE GYM di Mae Nam ma il primo amore non si scorda mai ed è al SIT-PHU- YAI NAO CAMP di Ko Samui che Mathias incontra il BOSS delle palestra , il classico ciccione con l’aria da mafioso e magari non solo l’aria . Il BOSS sta parlando con il papà di Mathias di come la boxe tailandese nell’isola sia diventata un grande business , infatti ci sono 3 stadi e ogni sera in uno dei tre stadi ci sono incontri e sono sempre pieni di turisti occasionali e di tailandesi che scommettono sui pugili . Mathias a fine allenamento li raggiunge al tavolo e dice la fatidica frase che il BOSS aspetta da 7 anni per ripagarsi di tutti gli allenamenti gratuiti che ha fatto fare a Mathias e che ha fatto anche personalmente : “ I want fight !!”.

Mathias viene invitato a scrivere il suo nome e il suo peso ( 88 libre = 40 Kg. ) con il numero di cellulare tailandese del padre sulla lavagna dei fighters . Trovato l’avversario e fissato un incontro Mathias combatte il 15 Agosto allo stadio Lamai di Ko Samui con un avversario Tailandese pari peso e nel giro di poco tempo l’isola viene tappezzata di poster con la foto di “Mathias from Italy” . Mathias è l’unico tranquillo i genitori e gli amici Italiani arrivati appositamente per l’evento sono preoccupatissimi.

Il BOSS indica la tabella di marcia a Mathias : La mattina minimo 5 km di corsa che significa 35-40 minuti di corsa sotto il sole cocente e l’umidità di agosto con 43° all’ombra , il pomeriggio alle 16:00 da casa alla palestra di corsa ( circa 1,5 km ) e 2 ore di allenamento con gli altri bambini e i pugili adulti . Mathias ha la vittoria in testa ma sa che nessun Italiano di 12 anni è mai salito sul ring contro un tailandese e per questo la filosofia con cui si decide di affrontare il match è “ comunque vada per te sarà un successo”.

Il 15 Agosto avviene il primo dei miracoli che Mathias ci ha regalato e dopo la ½ notte alla fine di 5 combattutissime riprese Mathias porta a casa la sua prima grande vittoria Tailandese.

Mathias continua ad allenarsi e per riprovare a salire sul ring e da settembre 2006 si sceglie di proseguire gli studi proprio in Tailandia.

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I primi giorni di Ottobre 2006 Mathias approda al Pattaya Kombat Village e quel giorno ad accoglierlo c’era proprio il padrone di casa: Christian Daghio. Tutti sapete il valore di un atleta come Christian che ormai da 10 anni domina la scena della Muay Thai proprio in Thailandia e pochi giorni dopo il suo arrivo al Camp, Mathias ha affrontato in un BOXing BAR un altro pugile Tailandese perdendo orgogliosamente ai punti.

L’incontro si è svolto il 21 Ottobre 2006 e doveva essere tassativamente un incontro facile di preparazione e per questo si iniziava dal Boxing BAR. Mathias era arrivato al Camp proprio da pochi giorni e Christian aveva bisogno di vederlo in azione perché le immagini del 15 agosto 2005 erano ormai datate per un ragazzo in pieno sviluppo che cresce di peso di anno in anno. Invece per uno strano scherzo del destino , che tutto sommato oggi riteniamo fortuito, l’avversario che ha affrontato Mathias era di peso ed esperienza di gran lunga superiore.

Mathias ha fatto 3 riprese da 3 minuti sempre all’attacco e solo calato un po’ la 3a ripresa alla fine …ma non era allenato al 100% e ha preso una serie di middle kick sulla schiena che lo hanno segnato. Mathias ha però continuato sempre composto con orgoglio ha fatto godere il pubblico Italiano in un paio di occasioni con il diretto destro in pieno volto e poi facendo cadere l’avversario grazie una presa su un calcio bloccato. Ha perso ma ha perso veramente per poca differenza e consideriamo che con questo stesso avversario oggi potrebbe essere un match veramente interessante. Ha concluso con la schiena tatuata dai calci , qualche bollo qui e la …ma ne è uscito meglio che mai …infatti 3 giorni dopo era presente al consueto allenamento al Pattaya Kombat Village.

Il 26 Gennaio 2007 si è presentata una nuova occasione per Mathias , ottima per far superare la precedente sconfitta ed è così che è andata . Sul ring dello stesso boxing bar Mathias Gallo Cassarino ,quel ragazzino ormai diventato la mascotte porta fortuna del Camp più frequentato di Pattaya a messo K.O. alla 3° ripresa un avversario Thai di 22 anni con grande esperienza ma molto poco allenato, con grande sorpresa di tutti tra i low kick e alcune serie di pugni a due mani , Mathias ha portato a casa il suo primo K.O.

Una bella soddisfazione e un match dal quale Mathias esce stupendamente bene, infatti il giorno successivo riprende immediatamente gli allenamenti al camp. Ci si rende però subito conto di aver incontrato un avversario che non paga la sete di crescita e miglioramento di Mathias, quindi si decide immediamente di fissare il successivo incontro a circa tre settimane. Infatti il 17 febbraio 2007 Mathias incrocia i guanti con un ragazzo pari peso ma come sempre di maggiore esperienza. Ne viene fuori un match di notevole contenuto tecnico ed agonistico, perché Mathias a sorpresa mette KO l’avversario alla prima ripresa con un preciso gancio destro. Il Thai con grande coraggio si rialza e viene salvato dalla campanella. Il resto del match si presenta tutto in salita per Mathias, perchè il Thai risponde ad ogni attacco portando Mathias in clinch, unico terreno in cui ha un’evidente superiorità, e realizzando un punteggio che però risulta insufficiente e per questo Mathias porta a casa una bella e combattuta vittoria.

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L’occasione fa riflettere sulla necessità di lavorare sul clinch ed è così che si torna al camp e si riprendono gli allenamenti aggiungendo al solito allenamento 20 minuti extra di sparring in clinch con gli allenatori Tailandesi . La fortuna di Mathias è anche quella di avere un coach che è considerato uno dei maggiori esperti di Clinch a Pattaya , quindi Christian mette subito a lavoro Mathias in questo senso.

Mathias è pronto per debuttare allo stadio di Pattaya sulle 5 riprese e sono prossime le vacanze scolastiche per cui il periodo si presta all’inizio di un allenamento migliore con l’aggiunta di 5 km di corsa al mattino. Come per tutti gli atleti agonisti anche Mathias incontra un periodo di crisi. In Tailandia marzo è un periodo caldissimo e nei locali chiusi, compresa la scuola, l’aria condizionata è decisamente glaciale. Questo provoca a Mathias una prima settimana di febbre altissima che unita ai problemi respiratori ( allergia ) portano ad una cura di antibiotici e blocco allenamenti. Non basta una settimana perché appena sembra guarito riprende gli allenamenti ma la ricaduta riporta febbre alta e si ricomincia da capo. È in questo momento che proprio il primo giorno di ripresa allenamenti si presenta il promoter per proporre il primo match allo stadio. Mathias non vorrebbe accettare, non ha ripreso la forma al 100% e la settimana in cui dovrebbe combattere ha gli esami di fine trimestre a scuola. Si decide di prendere tempo e iniziare intanto ad allenarsi, infatti l’occasione è ottima ed è quella che Mathias aspettava per cui dopo qualche giorno, su suggerimento di Christian si decide di accettare l’incontro con la filosofia giusta : “facciamo esperienza e comunque vada va bene”.

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L’allenamento è spesso interrotto dai problemi respiratori di Mathias e per migliorare la situazione capita anche che giocando con gli allenatori Thai Mathias si stira un tendine del gomito. Un infortunio banale ma ovviamente non per chi deve salire sul ring a brevissimo.

Il dubbio a questo punto è di mollare , la crisi è al suo apice .Ma si decide invece di affidarsi ai massaggi di un esperta fisioterapista Thai. L’incontro è fissato per il 12 aprile ’07 ma il problema al gomito preoccupa il promoter che a sorpresa toglie Mathias dal programma di quella serata. Mathias lo viene a sapere nel peggiore dei modi , quando esce la locandina che viene appesa per tutta Pattaya si accorge che non c’è la sua foto come previsto e non c’è il suo incontro in programma. I Sacrifici fatti ,l’allenamento e il desiderio di combattere fanno si che il promoter si convinca che Mathias ha recuperato il problema al gomito e gli offre di combattere allo stadio il giorno 16 aprile. La data è infelice perché Christian Daghio non potrà essere all’angolo di Mathias trovandosi a Milano per Oktagon.

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Ci siamo il 16 Aprile 2007 Mathias sale sul ring dello stadio Fairtex di Pattaya e realizza un altro dei miracoli a cui ci ha abituato portando a casa una schiacciante vittoria ai punti contro un ragazzo Thai di maggiore esperienza (10 incontri dichiarati ) anche se più leggero. Mathias potrebbe osare di più ma gli allenatori Thai all’angolo indicano di andare piano e portare a casa una vittoria sicura piuttosto che spingere e stravincere. All’angolo si sente la mancanza del coach Italiano (che si trova in Italia per accompagnare un suo pugile Tailandese a Oktagon) ma d’altronde questo incontro è stato contraddistinto da una serie di eventi , insoliti e sfortunati che lo hanno caratterizzato fino al momento in cui è suonato il gong della prima ripresa , da li in avanti Mathias ha preso nuovamente in mano le redini del Match , ha messo da parte tutto e si è divertito dando,come sempre , il massimo per se e per il pubblico.

Mathias è un fan di Valentino Rossi ed è venuto naturale dire alla fine : “ e se non ci avessi provato?”

Abbiamo chiesto a Mathias la scheda del suo allenamento al CAMP di Christian Daghio www.kombatgroup.com.

Dal Lunedì al Sabato

Mattino :
5 Km di corsa ( 3 settimane prima del Match)

Pomeriggio :
– 5 Km di corsa
– 10 di corda Thai ( senza pause )
– 5 minuti di saltelli sulla gomma Thai ( senza pause)
– 3 riprese di PAO con l’allenatore Thai
– 2 serie x 50 middle kick al sacco in velocità
– 50 middle kick al sacco di potenza
– 2 serie x 50 frontali al sacco
– 2 serie x 50 ginocchiate al sacco
– 3 riprese di sacco libero
– 20 minuti di clinch
– Sparring con allenatori Thai
– 3 serie x 50 addominali “colpiti”
– 3 serie x 20 di flessioni
– 3 serie x 10 di tirate alla sbarra
– Stretching e bagno in piscina

Una volta alla settimana Mathias visita altri CAMP per fare 6-7 riprese di Sparring
In genere va al Sityodtong dove ci sono moltissimi ragazzini circa del peso di Mathias e che si trova a soli 500 mt. da casa.

68 Responses to Thai Boxe: Mathias Gallo Cassarino

  1. chi sa dirmi come si chiama la palestra dove insegna remigio fontana?

  2. Carissimo Ludovico,
    noi non abbiamo nulla in contrario se continui a giocare a calcio… sono circa 30 anni che mi trovo in ambienti di pugilato e kick Boxing.. ti garantisco che riescono, anche a fare delle equazioni…

  3. vabbe va non ti rispondo nemmeo prendi per qialche anno di seguito pugni calci e ginocchiate in testa o in faccia, dipsuta una 30 di incontri da dilettante e poi altrettanti da professionista poi fammi sapere se riesci a fare almeno una divisione.
    nella vita anche tutto cio che c’è di buono puor far male, di solito è il dosaggio quello che conta. sicuramente è meglio prendere colpi durante i match che bucarsi, si questo lo condivido, meglio che mi faccio male sul ring combattendo per un ideale che a suicidarmi con siringhe o droghe è vero sono pienamente d’accordo con questo e con il resto che hai scritto però questo sport, la thai, è un po rischioso, e a mio avviso non tiene conto dell’integrità a lungo tempo di chi la pratica. il bello di una cosa non è il qui ed ora ma è nella prospettiva alungo termine, in buona sostanza la soluzione dell’enigma, sta sempre alla fine e in sport da combattimento come la tha alla fine si presume che l’atleta ci arrvivi che sappia almeno ricordarsi come si risolve almeno un’addizione ciao

  4. Bravo Loris e Massimo..io ho fatto kick e sto facendo thai proprio a torino..caro sig. Panettone fossi in te penserei a stare zitto perchè mi fa molto + schifo mandare un mio ipotetico figlio a giocare a calcio dove potrebbe spaccarsi + facilmente le gambe!! La thai è un arte marziale con i controcoglioni e ti permette di imparare qualcosa..il calcio in vece come molti altri sport (se vuoi fare davvero successo) ti porta al doping e alle VERE malattie ACCERTATE come è successo a molti calciatori!!! Vediamo se fai lo sborone adesso caro sig. “sotttttttuttttto” Panettone….Qualche pugno in faccia con un guantone è meglio o peggio di una siringa di doping nelle vene???? Guarda i ciclisti che hanno il sangue talmente denso che devono svegliarsi di notte e correre per non morire!!!! Sei informato o no??? Semplicemente noi qua abbiamo una cultura diversa da quella thailandese e quindi un incontro è “selvaggio” mentre correre su una bici stradopati con rischio di morire o farsi spaccare una gamba da dei tacchetti di ferro e spappolarsi un polpaccio è “civile” !!!! Ma per favore!!!!! E se provate a dire che sono un ignorante vi dico subito che sono laureato in matematica e abbastanza sveglio da poter dire che chi pensa il contrario è il classico italiano MEDIO della minchia….

    Distinti saluti

  5. ops quest’articolo non l’avevo proprio letto….bene bene…possiamo scritturare il ragazzo per qualche film d’avventura o cartone animato… poi quando avrà 40-50 anni se lo potrà vedere sempre se riuscirà a riconoscersi…poi…cosa mi fai Massimo, mi esalti la thailandia,il metodo e la minore età be per fortuna che sono italiano e in italia roba del genere nemmeno l’ombra… anzi per fortuna esiste solo questo cartoon di 15 anni che si sente thailandese..
    comunque l’importante è che sta bene a lui poi dire che è bravo a fare quello che fa …. be è tutto dire diciamo che se scrivessi su un guiornale qualunque, sportivo o opinionista uno come Cartoon lo spiezzerei in due in buona sostanza non lo riterrei un modello di riferimento valido per altri ragazzi, anzi lo etichetterei come altro da non imitare.
    è incessante questa fase di allontanamento diciamo pure di deriva da quello che una disciplina, uno sport debba rappresentare io dico in italia perchè la thailandia in civiltà contemporanea naviga male.
    lo sport deve essere educazione, etica, morale e non soltanto duro ed estremo allenamento tipo quello che hai riportato sopra…in buona sostanza roky che rincorre la gallina, o che va in siberia per allenarsi sono copioni già interpretati, mi dispiace questo non è sport è l’esaltazione del successore del kimono d’oro.
    ragazzi cambiate copione se no rischiate di ghettizzarvi, corredandovi di un enturage di sostenitori che la pensa solo come voi….un po automi

  6. io contatterei qualche giudice tutelare per togliere la patria potesta a i suoi genitori
    poi costoro devono capire che le arti marziali devono insegnare altri valori il combattimento solo per aduti
    la federazine di thaiboxe italiana deve prendere le distanze da quella thai finchè fa queste cose
    in thailandia per salire sul ring non fanno nessun controllo medico o se ci sono sono molto più scarsi che in italia fuori da uno stadio non ho mai visto un ambulanza
    e noi gi vantiamo di avere stretti rapporti con la federazione tailandese
    li ho parlato con un bimbo che a 12 anni mi ha detto che aveva oltre 60 incontri
    quindi abolirla no ma neppure………
    chi sono gliallenatori di questo ragazzino sia in italia che in tailandia?
    Giuseppe

  7. loris sei un grande condivido in pieno le tue parole, ed invito, se non avete argomentazioni valide per una discussione costruttiva, ad astenervi e tantomeno ad usare termini offensivi, siamo sportivi o no? siamo adulti o no? grazie.
    un saluto a tutti

  8. Loris

    leggitela tu qualche rivista medica, il New England Journal of Medicine (devi sapere l’inglese però) o la pubblicazione dei medici inglesi contro il pugilato.

    A me non interessa se ti offendi, razza di imbecille, io ho espresso la mia opinione e l’ho supportata, tu hai detto che emettiamo un giudizio e non l’hai motivato, hai semplicemente ragione tu e noi siamo degli stronzi.

    Con uno come te è inutile argomentare, bisogna solo darti il rispetto che meriti e quindi mandarti affanculo, anche preventivamente se serve.

  9. Vedo che il BUONISMO contamina anche le arti marziali, ambiente che desidererei il più possibile INTATTO dal punto di vista della morale da 4 soldi. Le arti marziali insegnano RISPETTO e DISCIPLINA, non a giudicare gli altri secondo idee che dovrebbero rimanere strettamente personali (è il contrario del rispetto). Leggo tanti paternalismi di frustrati nella vita che si credono di essere in grado di giudicare dall’alto l’operato delle altre persone, tali soggetti sono da considerarsi TUTTO meno che CULTORI DELLE ARTI MARZIALI in quanto contravvengono alle basilari regole della filosofia di tali pratiche sportive (e non solo).
    Tanti di voi parlano di ALZEHIMER e DANNI DA THAI e PUGILATO UBRICAO…vedo che non siete medici ma parlate solo per sentito dire, questo si evince da quello che scrivete che è SCIENTIFICAMENTE INFONDATO. Mohammed Alì ha una sindrome di Parkinson ? Purtroppo ce l’ha anche mio zio che ha due terzi dei suoi anni e…guardacaso…non ha mai fatto nè Thai nè Boxe! Se non ne capite niente astenetevi dal menzionare malattie e relative eziopatogenesi.
    Vi permettete di giudicare i genitori del ragazzo ed anche la cultura thailandese…state annaspando nella vostra ignoranza e nella vostra superficialità.
    Un certo Panettone indica i thailandesi come MENO civili di noi EUROPEI e li addice come un popolo che non rispetta e prostituisce la propria prole: farebbe MOLTO meglio a tacere. Se non ricordo male è dopo la guerra del Vietnam che si sviluppoò la prostituzione a Pattaya…forse perchè tutto è nato dalla offerta di NOI OCCIDENTALI riguardo alla prostituzione che ha fatto leva sui ceti più bassi della società (e non su tutto il popolo) Thailandese; sono persone di NOI (Europei e Americani) CHE PAGANO I BAMBINI THAILANDESI PER ABUSI SESSUALI, non è loro l’inciviltà ma sopratutto NOSTRA ! Siamo noi che non dovremmo approfittare della FAME di certi popoli per saziare perversioni abominevoli…e questa è la nostra CIVILTA’SUPERIORE ? Ma fammi proprio il piacere !!! La nostra educazione di comprare tutto per soddisfare anche i bisogni più assurdi è ciò che porta alcuni di noi, una volta cresciuti, ad andare a partecipare a quel 2% del PIL Thailandese del quale Panettone parla; se non ci fossero stati gli occidentali a pagare, non ci sarebbe stato il mercato del sesso minorile in Thailandia.
    E poi da noi ci sono migliaia di ragazzini anoressici\bulimici, che si drogano, che rubano per divertimento, che soffrono di depressione per la vita che conducono: questi sono segni di grande civiltà? Pensa ai problemi della gioventù italiana, siamo così superiori a loro (a parte economicamente)? Hai mai visto un bambino thailandese ? E’più felice lui con una vecchia corda per saltare che i nostri figli con Internet e Playstation 3…frignando perchè l’amico ha comprato l’ultimo VIDEOGAME prima di loro !!!
    Tu e gli altri tuoi seguaci vedete tutto dall’alto come se conosceste il BENE e MALE… purtroppo non sapete proprio niente.
    Io educo mio figlio come credo sia giusto (IMHO) ma non mi permetto di giudicare l’operato di un altro genitore solo sapendo che il figlio è un agonista di uno sport di combattimento.
    Mathias è un ragazzo forte, crede nel suo operato, ha un sogno ed è determinato a seguire la sua strada… magari tanti di noi seguissero le proprie ispirazioni così come sta facendo lui.

  10. Mathias continua così.. Faccio il tifo per te! Lascia perdere quelli che danno contro a te e ai tuoi genitori… il combattimento nobilita l’uomo.. non si è più bambini a 15 anni.. SVEGLIATEVI SIAMO NEL 2008.. ciao

  11. ciao
    grande ti invidio per quello che fai ma nojn per quello che sei…mi dispiace…..comunque PUNGI COME UN APE E VOLA COME UNA FARFALLA….la dovresti conoscere questa frase!!!!ciao

  12. ciao wiktoria sono d’accordo con le tue idee comunque da quando faccio Thai sono molto contento di praticare questo sport e comunque ho fatto anche ju jitsu e karate pero preferisco la thai!!!!!
    ciao ci sentiamo!!!!
    mirko

  13. Ciao Massimo,ti saluto devo scappare!!! Ciaoooo
    Domani ti devo scrivere una cosa impotrante

  14. Ciao Mirko,sono Wiktoria ai molta raggione perchè io ho 13 anni e sono contraria all’Boxe.
    Io facio tipo Arti Marziali e non sò se si scrive così però facio anche Teik Ondò!!!
    Io mi diverto ed e molto diverso dall’Boxe le Arti marziali sono belle invece il boxe e pericoloso!!!
    Comunque ti saluto ciaoooo

  15. non mi pare giusto che un bambino e ribadiamo “BAMBINO” sia messo su un ring a combattere.Io che comunque pratico la thay posso dire che danneggia molto un bambino e comunque nn mi pare il caso!!!

    mirko

  16. non mi pare giusto che un bambino e ribadiamo “BAMBINO” sia messo su un ring a combattere.Io che comunque pratico la thay posso dire che danneggia molto un bambino e comunque nn mi pare il caso!!!

    mirko

  17. Ciao Wictoria, … direi di no, alzare le mani ad un’altra persona non è mai una cosa giusta, abbiamo la possibilità di dialogare e tra persone civili i problemi si risolvono parlando… nella peggiore delle ipotesi evita questo ragazzo, ignoralo. a presto.