di Alfredo Bruno

copia-di-dsc_8903Per certi versi all’Acqua Acetosa poteva essere una tranquilla riunione di routine, ideale per tastare il terreno sulle condizioni di alcuni atleti della Unicorner; si è rivelata invece una sorta di bomba ad orologeria con qualche campanello d’allarme di troppo, seppure a guadagnarne sia stato lo spettacolo quando lo scenario si trasforma in un thrilling ad alta tensione. La Unicorner di Marcello Paciucci e Lamberto Petrecca non è stata certo bagnata dalla dea bendata quando è venuto a mancare il clou in cui Emiliano Salvini avrebbe dovuto affrontare Antonio Cossu per la difesa del titolo italiano dei gallo. Dopo una via tortuosa si è arrivati ad ingaggiare come avversario del romano sulle 8 riprese Bismarck Alfano, pugile giramondo del Nicaragua, dal destro saporifero, che in precedenza aveva dato filo da torcere a un campione del calibro di Simone Maludrottu.

Le premesse dello spettacolo erano garantite non solo per il pubblico, ma anche per la RaiSportSat con la telecronaca di Mario Mattioli trasmessa in differita. Emiliano Salvini, che aveva di nuovo all’angolo Cesare Rossi e Fabio Ceccardi, è pugile che dialoga bene con la boxe, porta belle serie, i suoi colpi hanno traiettorie solide e precise. Dall’altra parte Alfano ha confermato tutto quello che di bene si dice su di lui: colpi come frustate, un destro lungo molto insidioso. Dopo una prima ripresa di buona accademia nel secondo round Salvini rassicura tutti sulle sue condizioni di forma anticipando di una frazione di secondo le intenzioni dell’avversario. Gli applausi si sprecano, quando l’accoppiamento del match è azzeccato anche i caratteristi diventano primattori. Nella terza ripresa Salvini confonde le acque con la quantità di serie inefficaci quanto scenografiche, ma pur sempre utili per il punteggio. Il pugile di Casalbruciato presenta anche un sinistro sporco che arriva ugualmente a segno.

copia-di-dsc_89061Alfano è sempre pericoloso nelle sue reazioni furiose e Ceccardi si sgola nel suggerire al suo pugile di tenere le braccia alzate. Nel quinto round una bella serie di tre colpi infastidisce non poco Alfano. Quest’ultimo cerca di prendere il centro del ring ma al settimo round si ritrova chiuso all’angolo da un destro a cui fa seguito una gragnuola di colpi non esemplari dal punto di vista estetico. L’ultimo round diventa di fuoco con il sudamericano alla ricerca del colpo risolutore, Salvini vigila, incassa e vince al termine di un match che lascia tutti soddisfatti.
Pasquale Di Silvio faceva la sua rentrèe dopo il drammatico incontro con Simone Califano e la scelta del suo avversario è caduta sul croato Almin Kovacevic, campione di Muay Thai, che sembra aver preso la sua decisione a favore del pugilato. La scelta dell’Unicorner si è rivelata simile allo scartavetrare l’involucro di una dinamite. Il sentore di una potenza non trascurabile si è avuta già qualche mese fa quando il buon Almin ha costretto al kot in un round il siciliano Natoli. Probabilmente si pensava che “El puma”, dall’alto di un pugilato di buona fattura, avrebbe messo il bavaglio all’avversario senza pensare alla possibilità del classico “becco a gas”, situazione che ci ha fatto ritornare indietro con la memoria ad episodi accaduti a Nino Benvenuti e Bruno Arcari di fronte ad avversari insospettabili, che pure avevano nascosto il tritolo dentro i guantoni.

copia-di-dsc_88461Dopo un prevedibile primo round di studio il gancio destro di Kovacevic deflagrava contro la mascella del romano che crollava al tappeto. Il pubblico ammutolisce e l’arbitro Zannoni diventa il centro focale. Il conteggio viene scandito come il rinvio di una palla a tempo scaduto. All’8 Di Silvio sputa la dentiera, Zannoni la raccoglie lo ammonisce prima verbalmente e poi ufficializza il richiamo. Di tempo ne passa e quando riprende il match il gitano non sembra in “buona salute” visto che non vede in chiusura un altro destro pericoloso. Nella seconda ripresa senz’altro tra richiamo e conteggio sono andati al croato un bel patrimonio di tre punti da gestire. Dal terzo round il jab sinistro diventa per Di Silvio la chiave di volta per risolvere una situazione non facile su un avversario che fa leva sulla potenza del colpo isolato. Il match diventa cattivo, per certi versi tattico, e nella quarta ripresa Kovacevic riceve il suo bel richiamo. Nella quinta ripresa il pubblico sussulta dopo una bella serie di tre colpi a segno e poco dopo Di Silvio riceve una bella “capocciata” in bocca, che da modo di perdere altro tempo per la verifica dei danni. Durante l’ultimo round D’Elia raccomanda al suo pugile “sinistro e gambe”, una saggia decisione perché il destro di Kovacevic fa davvero paura. Il verdetto premia Di Silvio che viene sollevato sportivamente dal suo avversario. Verdetto giusto?…Ai posteri l’ardua sentenza.
copia-di-dsc_89461La storia ci ricorda che se Sparta piange Atene non ride. Se ne accorge Alessio Domarin di fronte al croato di turno Marijan Markovic, buoni trascorsi dilettantistici, all’esordio tra i professionisti. Per il bravo pugile della Laima Team il match si trasforma in salita impervia. Markovic appare solido e determinato. Domarin vive sulle iniziative dell’avversario contrandolo con il suo maggiore allungo. E’ troppo poco e se ne accorge nel secondo round quando una “sventolaccia” lo scaraventa a terra. Sembra una fotocopia del match di Di Silvio, solo che questo ha una soluzione scontata come avviene nel round seguente. Markovic fiuta aria di trionfo e lo dimostra con una serie che smantella la resistenza di Domarin, che viene salvato dal getto dell’asciugamano.
La serata si è avvalsa del conforto iniziale di 4 incontri tra dilettanti. Tra Squicquero e Taborro dopo un round tranquillo si accende la scintilla nel secondo round con il primo più deciso e incisivo.Taborro temporeggia e in pratica lascia il verdetto in mano all’avversario, nonostante abbia dimostrato  di avere qualche possibilità coi colpi dritti. Grillo ha un fisico poderoso, passa sotto i colpi di Deidda e rientra al corpo con il destro pesante. Deidda aggiusta la mira del suo smisurato allungo ma deve sempre guardarsi dalla maggior potenza dell’allievo di Centini. Il match è abbastanza equilibrato ma i colpi d’incontro di Deidda raccolgono i consensi per il verdetto. Pesce e Cappuccio non hanno mezze misure: la boxe per loro significa attaccare. Il primo non appare in giornata di luna piena e Cappuccio lo infila con maggiore rapidità. Pesce appare quasi subito in debito d’ossigeno. Il suo paradenti che vola per terra diventa lo specchio delle sue difficoltà. L’arbitro Barrovecchio lo richiama 2 volte e l’allievo di Paciucci s’intestardisce nello scambio dove Cappuccio appare più incisivo. Nel corso della serata facciamo la conoscenza con Guajardo Rios, parenti sudamericani, e facciamo fatica a credere che questo sia il suo esordio. Fronteddu le prova tutte, ma vediamo un campionario da parte dell’avversario di colpi al corpo doppiati al viso quasi con la cadenza del professionista. Fronteddu prova il montante per fermarlo ma viene chiuso all’angolo dove una scarica lo costringe al conteggio. Match a senso unico con un nuovo protagonista per i ring romani. 
RISULTATI
Dilettanti
Welter: Deidda (Champion Club) b. Grillo (A.S. Universo).
Welter: Squicquero (Boxe Roma Casalbruciato) b. Taborro (Body Evolution).
Superwelter: Guajardo (ASD MMA Boxing Center) b. Fronteddu (Champion Club).
Medi: Cappuccio ( The Champion) b. Pesce (Champion Club).
Professionisti
Welter: Mrijan Markovic (Croazia)b. Alessio Domarin (Unicorner)  kot 3.
Superleggeri: Pasquale Di Silvio (Unicorner) b. Almin Kovacevic (Croazia) a.p. 6r.
Supergallo: Emiliano Salvini (Unicorner) b. Bismarck Alfano (Nicaragua) a.p. 8r.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Barrovecchio M., Zannoni, Lamusta.
Medico: dott. Italo Guido Ricagni.

Di Alfredo

2 pensiero su “30 aprile di fuoco all’Acqua Acetosa”
  1. Grazie a Luigi che ha deciso di andare al cinema invece di vedere il pugilato. Un incompetente in meno. Ma grazie soprattutto (e questa non è ironia!) al superlativo Alfredo Bruno che riesce a redigere un incontro di pugilato come nessuno riesce. Professionalità d’altri tempi, cultura generale a 360 gradi, stile personale come quadro d’autore. Complimenti Alfredo e alla prossima riunione.
    Il pugilato italiano ti deve sempre tanto.

  2. e questi me li chiamate pugili diciamo la verta hanno perso anche gli altri due e a volte si fa piu bella figura ad accettare una sconfitta che una vittoria immeritata le vittorie imeritate non fanno bene a questo sport e tantomeno al pubblico ho pagato per vedere vincere dei pigili immeritatamente penso che non andro piu a vedere una riunione di pugilato meglio il cinema per la finzione

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