(21)%20spoldi%20e%20klaus%20in%20una%20palestra%20americanadi Primiano Michele Schiavone

La lunga affascinante saga della boxe statunitense made in Italy ha avuto nel lombardo Aldo Spoldi uno dei più brillanti protagonisti, dentro e fuori lo scenario pugilistico. Il 4 maggio 1942 a New York l’italiano concesse la rivincita all’americano Ernest Robinson, soprannominato “cat” per l’abilità felina adoperata nell’affrontare i suoi antagonisti. Come nel primo confronto, Spoldi seppe ammansire l’avversario fino alla vittoria ai punti. L’esperienza nordamericana di “Kid Dinamite” Spoldi era iniziata con successo nel novembre 1935, dopo una miriade di trasferte in mezza Europa e Sudafrica; continuò a mietere vittime fino 1937 – perdendo solo contro fuoriclasse come Leo Rodack, Pedro Montanez ed Henry Armstrong, oltre a Joey Costa – anno in cui fece ritorno in Italia. Nel dicembre 1938 conquistò il vacante titolo europeo dei pesi leggeri a Copenaghen, Danimarca, obbligando il locale Carl Andersen alla sconfitta in 15 tempi. Ritornò negli States per una breve tournée l’anno seguente, quando cedette ai punti all’altro asso italo-americano Sammy Angott ed al promettente Carl Guggino, prima di difendere con successo la corona continentale contro il belga Simon Dewinter. Nel 1940 Spoldi lasciò il primato europeo e nuovamente l’Italia per fare ritorno definitivamente negli USA, deciso a continuare i confronti con i migliori nordamericani, fino al limite dei pesi welter, quali Billy Marquat, Dave Castilloux, Irwin Kay Kaplan, Willie Joyce, ed ancora Leo Rodak, Henry Armstrong e Sammy Angott, affrontati anni prima; si rivalse contro Carl Guggino e falciò infinità di altri oppositori. Spoldi, professionista dall’agosto 1930, appese i guantoni al chiodo nell’ottobre 1945 dopo 139 sfide: 99-32-8.

Fonte www.sportenote.com

Di Alfredo

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