18194053_1338940386192781_92111432231610802_n come oggetto avanzato-1di Giuliano Orlando

DUBLINO. Si è svolto sul ring di Dublino, l’interessante Round Robin, presenti cinque nazioni, dai padroni di casa dell’Irlanda con 20 pugili, la Russia con 18, Italia e Germania con 10 a testa e la Francia con sette. Premesso che i partecipanti erano tutti di prima fascia, dei 62 sul ring, l’80% ha raggiunto il titolo nazionale, una decina è stata titolare ai Giochi di Rio, e la totalità ha preso parte a tornei internazionali, europei compresi. Nello specifico la Russia ha messo sul ring l’oro olimpico massimi, sia pure discusso e immeritato, Evgeny Tishchenko, che ha vinto il mondiale e l’europeo 2015, oltre che campione russo; il 49 kg. Vasili Egorov, tratti orientali caucasici, vice iridato e campione d’Europa 2015, bronzo a Rio, campione russo dal 2014. Il mosca Tamir Galanov, veterano di cento battaglie, primo titolo russo nel 2009, da allora sempre sul podio per altri due volte su quello più alto. Nella stessa categoria presenti Tashkarakov , titolare agli europei 2015 e Kudryakov, campione nazionale in carica. Il sardo Federico Serra, nei minimosca, dopo aver subito la boxe scorbutica del tedesco Ibrahim, si rifaceva con gli interessi, battendo Egorov nettamente (4-1) con una prova tatticamente indovinata, lasciando capire di possedere qualità in prospettiva che lascano sperare in proiezione Tokyo 2020. Non meno Fabrizio Cappai, stabile a 52 kg. uscito dal torneo col massimo dei voti. Per la cronaca ha battuto tutti e tre i russi, compreso Galanov che ha fatto l’impossibile usando furbizia e mestiere, acquisita in oltre dieci anni di ring, per far meglio di Cappai, apparso brillante e concentrato, facendo capire che agli europei non farà da comparsa. Un vero trionfo. A superare i russi anche altri azzurri: “Lele” Di Serio (56), 20 anni, a spese di Balayev, dopo aver superato pure il tedesco Hirsch, cedendo di stretta misura al locale MkKenna, salito in una stagione dai 49 ai 56 kg. vice campione irlandese. Più per stanchezza che per valore. Paolo Di Lernia (64) batte Plyanskiy, che ha vinto il titolo nazionale per cinque volte dal 2010, bronzo europeo 2013, vincitore di numerosi tornei europei. Una bella soddisfazione per il figlio e nipote d’arte di Caserta, nato all’Excelsior di Brillantino. Non meno bravo il medio siciliano Salvatore Cavallaro, che ha centrato il tris come Cappai. Ha battuto nell’ordine: i tedeschi Helwig e Ohanyan-Beck campione in carica U21; e il russo Nesterov, dimostrando grande condizione atletica. Bene pure Canonico, più a suo agio nei leggeri, vincitore dell’esperto tedesco Brill, presente nelle WSB, vice campione nazionale, superato nettamente dalla boxe elegante e precisa del siciliano. Idem per Bates, numero due d’Irlanda, anticipato e sorpreso dall’azzurro. Superiore atleticamente Mamedov, bronzo russo alle ultime due rassegne nazionali, ha fatto la differenza, ma per Canonico esperienza utilissima. Nonostante non sia al top, l’ennesimo casertano Arecchia (69), ha portato a casa due vittorie di furbizia su Dezel (Ger) e Donnelly (Irl), sconfitto dal russo Sobylinskiy, campione nazionale in carica, per eccesso di prudenza. Il gigante romano Guido Vianello, compie l’ennesima impresa, unico a battere il campione russo in carica Artem Sunslekov, muscolato e fortissimo, tenuto a bada dai diretti dall’azzurro, che la giuria ha poi punito dandolo sconfitto 3-2 contro il locale Dean Gardiner, vecchia conoscenza. Bilancio di due vittorie a testa, in attesa del barrage. L’irlandese venne battuto a Vargas (Ven) dall’azzurro, nella finale per qualificarsi a Rio. Anche per Vianello i prossimi europei saranno importanti per qualificarsi ai mondiali di Amburgo di fine agosto. Merita citazione il romano Simone Fiori, che alla soglia dei 28 anni, dopo opportunità perdute, sembra aver trovato gli stimoli giusti per iniziare un percorso virtuoso nei massimi, categoria in sofferenza. Non solo la vittoria sul tedesco Weizmann, vice campione in carica, ma la prova maiuscola contro il plurititolato russo Tishchenko, oro olimpico, mondiale ed europeo, ma anche verdetti discutibili. Tra questi va messo il 3-2 ottenuto contro l’azzurro che la ha tenuto sotto pressione, colpendo a ripetizione un gigante che sembrava intimidito. A parere quasi unanime, l’azzurro aveva vinto, purtroppo per tre giudici a due, il verdetto andava al russo, assai fischiato. Gli applausi tutti per Fiori. Il mediomassimo brindisino Federico Antonacci di anni ne ha quasi nove meno di Fiori e sta percorrendo la giusta strada per puntare a Tokyo. Fatto tesoro dell’esperienza di Braila (U22), ha battuto il tedesco Bazuev e l’irlandese Frayne, impegnando per due round l’ostico ed esperto campione russo 2015 e bronzo 2016, Kushitashvili, origini georgiane.

Il commento di Renzini non poteva che essere positivo: “Siamo stati i migliori nel computo dei risultati totali. L’Italia maschile ha vinto ottenendo il miglior quoziente di vittorie davanti a Irlanda, Russia, Francia e Germania impresa notevole, considerato che gli avversari erano di prima scelta, in particolare Russia e Irlanda, ma anche la Francia metteva sul ring l’argento di Rio, il leggero Oumiha e il promettente gallo Rodriguez, oltre al campione europeo U22, il massimo Biongolo, e i campioni in carica: Bamba (75), Diabira (81) e Aboudou (+91). I russi, i più numerosi con 18 pugili, hanno portato oltre a Egorov e Tishchenko, il bronzo olimpico Nikitin (60), il campione europeo del mondo, bronzo a Rio, il superleggero Dunaytsev, oltre che campione nazionale, il bronzo europeo Polyanskiy (2013), la speranza delusa dei +91, il mancino Veryasov (24 anni) che puntava a Londra, ma venne fermato a Pietroburgo dal nostro Cammarelle. La nostra, salvo Fiori, è una squadra giovane molto motivata, che assieme ad altri pugili, porterò in Bielorussia, dove ci alleneremo, prendendo parte al torneo di Minsk. A fine maggio torneremo a casa per proseguire la preparazione in vista degli europei. In Ucraina andremo una decina di giorni prima, concludendo gli allenamenti con il team che ospita gli europei, di altissimo livello. Intendo presentare la nazionale al completo, sicuro che nessuno dei titolati mi deluderà. Per andare ai mondiali di Amburgo occorre entrare nei quarti, ovvero i primi otto. Spero di fare buona figura a Kharkiv, anche se il nostro handicap è l’inesperienza, alla quale suppliremo col carattere e la classe” A Dublino si è disputato anche un minitorneo nelle categorie classiche ai Giochi 2012 e 2016 femminili, con Irlanda, Francia e Italia. Il bilancio? “Le tre nostre convocate: Mostarda (51), Testa (60) e Canfora (75), non erano certo al meglio, ma hanno ceduto solo alle irlandesi che si sono presentate con le loro numeri uno. Al momento McNaul, Harrington e Desmond sono più forti, ma nel tempo potrebbe anche cambiare la situazione. Per contro le nostre si sono imposte sulle francesi. Non male. Sicuro che verranno tempi migliori”.

 

Di Alfredo

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