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Ad Albena gli europei schoolboy, con le girls al debutto. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Ad Albena gli europei schoolboy, con le girls al debutto.

di Giuliano Orlando
Il meglio dei giovanissimi si confronta dal 22 fino al 30 maggio, nella cittadina di Albena in Bulgaria, centro sul Mar Nero a vocazione turistica. Parliamo degli europei di boxe, riservati agli schoolboy e per la prima volta alle girls, ovvero il settore femminile. Si tratta della categoria più verde in assoluto. Combattono i giovani di 13 e 14 anni, impegnati su tre round da 1’30”, con 1’ di riposo per ripresa. La storia continentale degli schoolboy, nasce nel 2003 in quel di Roma, sotto l’egida dell’EUBC, da anni presieduta da Franco Falcinelli, l’ente continentale più attivo in costante crescita con novità importanti che ampliano il movimento, in particolare nel settore giovanile. Dalla novità riservata agli U22, all’unificazione tra maschi e femmine nell’organizzazione dei campionati europei, la ripresa del torneo UE donne, disputato a Cascia nel perugino, nel 2017, dopo un silenzio di quattro anni. Tutto ciò stimola l’attività e permette a nazioni altrimenti costrette all’isolamento di poter far combattere i loro atleti e atlete. Per anni, l’Italia non ha preso parte agli europei di settore: “Assenti dal 2007 al 2012. Per sei edizioni, gli altri crescevano e noi fermi al palo. Sul ritorno debbo dire grazie alle società che hanno collaborato in modo determinante. La federazione ha capito l’importanza del settore, facilitando stage e allenamenti ad Assisi, un centro ideale. Ma senza la collaborazione dei maestri che mi consegnano giovani con buone basi sarebbe impossibile confrontarsi con nazioni che ci sovrastano in tutto. La Russia parte da una base di 100.000 bambini, noi da 200/300”. La loro superiorità, oltre all’organizzazione sportiva generale, deriva dal fatto che loro dai dieci anni già fanno attività agonistica vera con combattimenti, di conseguenza noi partiamo con tre anni di ritardo rispetto a loro. A questo va aggiunto il fattore culturale che li rende più determinati a raggiungere il loro obbiettivo.
Il nostro movimento giovanile e in crescita sia in quantità che in qualità, molte più società negli ultimi 5-6 anni hanno lavorato con i giovani e c’è stato più collegamento tra nazionale e società che ci ha permesso di essere sul podio di quasi tutti i campionati continentali e mondiali dei giovani. Lo testimonia l’europeo di Roseto. Noi andiamo ad Albena con undici giovani: Crabargiu, Nonnari, Andolina, Di Santantonio, Limone, Longobardo, Formosa, Guidi, Camiolo, Guglielman e Giallanza. Gli ultimi tre sono i più quotati, ma tutta la squadra è determinata anche se inesperta. Al mio fianco il maestro Raffaele D’Amico”. Questa edizione vedrà per la prima volta sul ring le ragazze, le schoolgirls, novità resa necessaria, dallo sviluppo della pratica pugilistica delle ragazze. In Italia dal nulla di qualche anno addietro, la FPI ha visto le iscrizioni sfiorare quota 1000. Per la prima volta si sono disputati i tricolori schoolgirls, dai quali sono usciti i nomi che vedremo agli europei. Una presenza decisamente quasi simbolica, considerata l’inesperienza a livello internazionale, a fronte di nazioni che svolgono attività agonistica dai 12 anni in avanti. La compagine femminile guidata da Valeria Calabrese e Gianfranco Rosi, è formata da Erbasecca Jessica, Massone Giulia, Lombardo Federica, Sannino M .Teresa, Mazzoni Sophia, Falconieri Francesca, Cataldi Martina, Abbate Carolina e Berardi Beatrice. Tutte esordienti, ma molto motivate in quella che per loro rappresenta la prima avventura oltre i confini di casa. Il torneo è da sempre dominato dalla Russia e quel che resta dalle nazioni ex URSS e dai paesi anglosassoni, che investono molto sui giovani e ottengono risultati. L’Italia nel 2016, a Zagabria in Croazia, guidata da Giulio Coletta, un tecnico dalla lunga navigazione, al quale la FPI ha assegnato dal 2012 il non facile compito di far crescere tutto il settore giovanile, compì un vero miracolo. “Fu il bilancio migliore in assoluto – ricorda – con l’oro di Genovese, l’argento di Micheli e il bronzo di Dovizioso. Una bella squadra. Difficile ripetersi. L’Italia paga un gap enorme. A parte che i paesi dell’Est Europa iniziano a 10 anni a combattere e molti sembrano ventenni. I russi, veleggiano sui 100 incontri di ogni atleta, ucraini, moldavi, bulgari e romeni partono dai 50 in su. Nel 2016, l’ucraino Laguta, oro nei 38,5, sul libretto segnava 90 incontri, contro i sei del nostro Buonciro. Nella prima edizione 2003, vinsero l’inglese pakistano Amir Khan e i fratelli turchi Sipal, mentre l’irlandese Frampton, campione del mondo professionista e l’inglese Campbell, oro a Londra si fermarono al bronzo”. Aggiungo, che il russo Popov oro nel 2014 nei 43 kg. oro anche negli youth nei 64 kg. a Roseto lo scorso aprile. Possibile un recupero del gap? “Risposta difficile, a parte lo sviluppo fisico più lento di tanti altri paesi, a mio parere è soprattutto lo sviluppo caratteriale che ci penalizza. Stiamo troppo bene nonostante quello che si dice. In Italia abbiamo tutto e i sacrifici non piacciono soprattutto non piace ai genitori che li facciano i loro figli e questo ci rende meno forti dei rivali che hanno più cattiveria e voglia di emergere. Annullare il gap è difficile, anche se i nostri ragazzi daranno sempre tutto”. A livello statistico, la Russia ha ospitato ben cinque delle 15 edizioni (2005, 2009, 2011, 2012, 2015), due l’Ungheria (2004, 2014), una ciascuna Italia (2003), Ucraina (2006), Inghilterra (2007), Serbia (2008), Bulgaria (2010), Irlanda (2013), Croazia (2016) e Romania (2017). La superiorità della Russia (150 ori) è quasi irridente nei confronti delle rivali. La media è di 10 ori per edizione. Al posto d’onore l’Ucraina 30, Irlanda e Inghilterra 13, Turchia e Azerbajan 8, Armenia 5, Ungheria e Moldovia 4, a quota 3 ori la Bulgaria; a 2 Bielorussia, Georgia, Germania, Israele, Romania e Italia. Un successo per Lettonia, Danimarca e Croazia. 20 nazioni hanno raccolto almeno un oro. Nel 2003 figurarono 12 categorie, dai 46 agli 86 kg. Dal 2004 fino al 2008 salgono a 16 dai 38,5 ai + 72 kg. Nel 2009 si arriva a 18 categorie e si aggiungono i 76 e i + 76 kg., nell’edizione 2017 a Valcea (Romania) salgono a 20, con l’aggiunta degli 80 e +80 kg. Record negativo nelle finali, il 2012 con tre sole nazioni (Russia 14, Irlanda 3 e Azerbajan 1) a lottare per l’oro. Situazione che fa riflettere sull’equilibrio della manifestazione.