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Agli europei di Sambo in Spagna: 2 bronzi all’Italia | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Agli europei di Sambo in Spagna: 2 bronzi all’Italia

di Giuliano Orlando

Si sono conclusi a Gijon nella Spagna settentrionale, gli europei di Sambo, antica disciplina di combattimento, di grande popolarità in Russia fin dai secoli scorsi, praticata sia in Asia che in Europa, in grande crescita negli ultimi anni, riconosciuta a far parte della grande famiglia olimpica con una lettera del presidente dal CIO, in data 30 novembre 2018, nella quale da il benvenuto alla FIAS (International Sambo Federation), per un periodo di prova triennale, durante la quale verrà valutato come la disciplina abbia tutti i requisiti per entrare definitivamente nel CIO e quindi essere inserita ai Giochi. Le previsioni sono più che buone, avendo il sambo sia l’unicità del movimento che le caratteristiche storiche e culturali, oltre alla forza organizzativa, presente in tutti i continenti, capace di allestire tutte le manifestazioni richieste per essere all’altezza di uno sport di vertice, per la promozione olimpica. La presenza a questi europei di 27 nazioni, conferma la popolarità di questo sport, rafforzato dal numero di paesi che sono saliti sul podio: ben 20, tra cui l’Italia, che ha conquistato 2 bronzi, molto importanti, considerato il valore europeo è di gran lunga il più importante nel mondo,  anche se l’Asia  in particolare con Kazakistan, Uzbekistan e Mongolia  e le Americhe (Canada e Repubblica Dominicana) sono in grande progresso. Confermando l’alto grado di spettacolarità nei tre giorni di svolgimento della manifestazione. Anche se come da pronostico la Russia ha dominato la scena, non da meno si sono confermate protagoniste Ucraina, Georgia, Bielorussia, Armenia, Romania e Francia in grado di portare i loro atleti sul podio più alto. La formazione azzurra, guidata da Roberto Ferraris, ex atleta di valore mondiale, apprezzato tecnico, attualmente segretario generale europeo, l’ente presieduto dal russo Sergey Eliseev, si è presentata con cinque atleti, dimostratisi tutti all’altezza del compito. Questi i titolari:  Perin Alice, kg.64 F, argento ai mondiali seniores 2017 e alla coppa del mondo 2019, qualificata ai Giochi Europei di Minsk a giugno; Galbiati Mattia, Kg.68 M, bronzo europei 2015 e al Campionato open di Bielorussia, cat. A,  qualificato ai Giochi Europei di Minsk; Lussignoli Athos, Kg.74 M, 7° mondiali seniores 2017; Miceli Alessio, Kg.82 M, 7° mondiali seniores 2018 e 5° ai mondiali seniores 2015, qualificato ai Giochi Europei di Minsk; Rivetti Giovanni, Kg.74 Combat, bronzo European Cup 2018.

Il cammino dell’Italia prende il via con Giovanni Rivetti nel combat 74 kg. e dura poco. Contro il lituano Verzbickas va subito sotto ed esce dal torneo, vinto dal russo Gaidarov, abituato all’oro. Il vecchio detto che per vincere ci vogliono talento e un pizzico di fortuna, non si è riscontrato per Mattia Galbiati, appuntato dei carabinieri, sezione forestale a Como, 33 anni, sei volte tricolore, il più esperto del gruppo, già bronzo europeo 2015 nei 68 kg., dopo l’esordio vincente col lituano Tukaciauskas, doveva arrendersi, non tanto contro l’ucraino Melnychenko, ma al dolore alla caviglia sinistra, distorsione riscontrata in allenamento non lontano dagli europei. “Purtroppo ho sentito un krack che mi ha bloccato. Peccato davvero, ma niente di tragico. Mi sto curando al meglio, mia sorella osteopata, penso che troverà il rimedio per mettermi in pista ai Giochi Europei di giugno. Per natura sono ottimista e dopo una caduta punto subito a rialzarmi”. Il più giovane Athos Lussignoli nei 74 debutta bene contro il cipriota Kyriakos, ma inciampa subito dopo contro il bulgaro Martirosyan  e chiude l’avventura europea.

Per fortuna gli altri due azzurri portano all’Italia altrettanti preziosi bronzi, che fanno pendere il bilancio in chiave positiva. Alice Perin, veneta di 25 anni, prima esperienza nel judo, nella lontana California, seguendo il papà ingegnere, poi in Italia l’innamoramento al sambo, complice il suo ragazzo che si allenava nella palestra milanese dove insegna Roberto Ferraris, il trascinatore da anni della disciplina, atleta di valore mondiale, insegnante provetto e attuale segretario generale della Federazione Europea, presieduta dal russo professor Sergey Eliseev. “Quando mi sono presentata, forse per il mio aspetto da ragazzina acqua e sapone, il maestro mi ha detto: sei venuta per giocare o intendi fare sul serio? Ho risposto calma ma decisa: quando provo una cosa lo faccio sempre seriamente compreso il sambo”. Alice è stata di parola e a 25 anni è la più concreta realtà femminile italiana.

“Dopo gli assoluti – spiega – mi sentivo muscolarmente stanca e vuota. Poi dopo il primo incontro, battendo la tedesca Horn, ostica non più di tanto, ho ritrovato energie e motivazioni. Contro la bielorussa Matsko, una delle big, sapevo di essere al momento inferiore e ho agito di conseguenza, riservandomi di dare il meglio nel ripescaggio. D’accordo col maestro Ferraris, abbiamo riservato il meglio contro la romena Valvoi che mi ha consentito di vincere il mio primo podio europeo, che affianco a quello mondiale”. In stato di forma sei? “Penso al 75%, che alzerò a Minsk per i Giochi Europei”.                                                                                                                              L’alessandrino  Alessio Miceli, 27 anni negli 82 kg., non nasconde la soddisfazione, che ha valore doppio, perché ottenuta in condizione difficile: “Anch’io ho combattuto con la caviglia sinistra infortunata, lo stesso guaio capitato a Mattia. Per fortuna la fasciatura rigida ha tenuto fini alla fine. Il primo podio internazionale che spero non sia l’unico. Stavo bene, la preparazione era stata buona anche se ho potuto fare poco lavoro sulla materassina, in termine pugilistico pochi guanti. Disputare quattro incontri non è mai semplice in una categoria dove i campioni abbondano. Dopo l’esordio vincente contro il francese Farinaux, un giovane promettente, ho trovato il russo Kiryuchin, una leggenda della categoria, al terzo oro europeo, dopo due trionfi mondiali. Ho accettato la sconfitta sapendo che perdere dal probabile vincitore della rassegna mi apriva le porte al recupero, anche se avrei dovuto disputare altri due incontri per il bronzo, senza sbagliare. Guidato bene dal maestro Ferraris ho battuto l’emergente croato Sumpor, che mi sovrastava in altezza e poi il forte moldovo Oslobanov che cercato di mettere la sfida sulla forza, ma io sono stato più abile, sfruttando il miglior tasso tecnico, evitando di sottoporre la caviglia e pressioni esasperate. Ci sono riuscito bene e adesso penso a Minsk, sperando di aver superato il problema”.                                                                                   Che lavoro svolgi?                                                                                                                                                                                         “Quello che ho sempre sognato, insegno sambo nella mia palestra ad Alessandria, sperando di superare l’ultimo scalino che mi manca per essere nei top assoluti. Ci sto lavorando e con l’aiuto del tecnico Ferraris vorrei arrivarci a breve. Intanto facciamo la prova finestra ai Giochi europei, un test che vale i campionati di Gjion”.                                                                                                                                                                             Presente l’italiano Saccone Paolo, arbitro internazionale, un giovane che sta dimostrandosi sempre più bravo. Giusto ascoltare il suo giudizio, sul livello tecnico e quali incontri gli sono più piaciuti: “In particolare la finale dei 62 kg. tra il georgiano Tchovelidze e l’armeno Manukyan, sul filo dell’quilibrio fino all’ultimo secondo. In quanto al livello, il sambo sta crescendo moltissimo anno dopo anno e anche per noi arbitri è sempre più difficile dare giudizi. Occorre aggiornarsi e stare molto attenti”.                                                                                                                      Tanti campioni russi (16 ori, 4 argenti e 2 bronzi) come nelle previsioni, ma anche vincitori molto bravi come la francese Laure Fournier, parigina di 29 anni, ingegnere commerciale, oro nei 56 kg. dopo aver vinto quello mondiale in passato, ottima anche nel judo, i due hobby che pratica con successo. Nei + 100 kg. il romeno Ilie Natea, nato a Sibiu, 27 anni, alto 2,05 e 155 kg. di peso, è stato la sorpresa del torneo, capace di battere il russo Volkov già titolato e il georgiano Berdzenishvili, uno dei favoriti.                                                              Il presidente Georgy Eliseev, congedandosi al termine della rassegna, ha fatto i complimenti agli organizzatori spagnoli del buon andamento e anche per il risultato (un argento e quattro bronzi) eccezionale, per una nazione relativamente giovane nel sambo, dando appuntamento alla prossima edizione, che nel prossimo maggio, torna in Russia a Ekaterinburg, dopo averli ospitati nel 2018 assieme alla Coppa del mondo, città che ha un ottimo feeling col sambo,  sede della rassegna nazionale diverse volte. Ha messo in risalto l’allargamento della base con sempre più nazioni che salgono nei quartieri alti della disciplina. Paesi di fresco conio sono riusciti a portare atleti in medaglia, come Serbia, Slovenia e Macedonia del Nord, Olanda e Israele. Segnali importanti per il movimento.