di Giuliano Orlando

Milano. Quando la sera del 5 dicembre 2014, Alex Cherchi diede il via al ritorno del pugilato nello storico Teatro Principe a Milano, si ripromise due cose: ricreare uno zoccolo duro di spettatori, dopo un silenzio preoccupante e far nascere una “covata” di giovani milanesi, per ridare vita a quelle sfide di campanile, che hanno etichettato gli anni ’60. Progetti ambiziosi e non facili, perché Milano si era praticamente desertificata e quei pochi appuntamenti non trasmettevano segnali incoraggianti. Per dare corpo alle intenzioni, quella serata inaugurale verteva una stuzzicante sfida milanese, fasciata col tricolore welter, tra Antonio Moscatiello e Riccardo Pintaudi, che risultò uno dei confronti più emozionati dell’anno. In aggiunta fece combattere Alessio Taverniti, Matteo Rondena e Renato De Donato, a loro volta prodotti locali. La continuità delle serate, la scelta intelligente dei match, facendo conoscere alcuni pugili stranieri, inseriti nei programmi, fino a farli diventare beniamini del pubblico, hanno creato quel tessuto partecipativo, quindi una clientela fedele, che sia pure parzialmente assicura la parziale copertura dei costi. “Mio padre – ricorda Alex – spesso mi rimprovera la passione che metto davanti alla realtà dei fatti. In effetti la situazione italiana è decisamente difficile. Nessuna reale copertura tv, le emittenti faticano a riprendere le serate senza imporre costi aggiuntivi. Difficoltà enormi a trovare sponsor, determinata appunto dalla scarsa attenzione mediatica. Non fosse perché credo nel progetto iniziale, avrei dovuto chiudere da tempo. Invece vado avanti e la riunione odierna, aggiunge un tassello alla determinazione di proporre al pubblico giovani milanesi in grado di farsi strada sul ring. Dopo il debutto di Nicholas Esposito, che piace sempre più al pubblico per la sua boxe spumeggiante, è la volta di Donatello Perrulli, allievo della Rocky Marciano di Cinisello Balsamo, un gym fondato da Biagio Pierri più di trent’anni fa, dove ha mosso i primi passi quel Roberto Cammarelle, diventato il dilettante più vincente in Italia. Sabato sarà la volta del superleggero Donatello Perrulli, provare l’emozione del debutto al professionismo. Lo stesso maestro Pierri, non nasconde l’emozione: “Normale, se consideriamo che in 31 anni di attività, Donatello è il primo allievo a passare professionista. Giustamente negli ultimi tempi si è trasferito alla Opi Gym sotto le cure di Franco Cherchi, con la possibilità di allenarsi con pugili esperti dai quali ha tutto da imparare”. Entrambi sono attesi con curiosità e interesse dal pubblico, sempre attento alla crescita dei ragazzi di casa. Donatello, che la boxe l’ha scelta giovanissimo, tradendo le attese di papà Corrado, atleta delle arti marziali a livello nazionale, che sperava di dare continuità col figlio, fece capire subito come lo sport scelto fosse la boxe. Che avesse qualità lo dimostrò, vincendo a 18 anni, il tricolore youth nel 2013 e la maglia azzurra, titolare agli europei di categoria nello stesso anno. “Confesso di avere qualche rimpianto relativo all’attività nei dilettanti. Penso che avrei potuto dare molto di più, ma per diverse ragioni non ho raccolto quanto speravo. In nazionale non mi è stato dato il tempo di ambientarmi come è stato per altri. Fare attività nel club, quando hai raggiunto certi traguardi è molto difficile. Non ci sono avversari, se li trovi chiedono la luna e combatti anche in categorie superiori alla tua. A quel punto, gli stimoli diminuiscono è stenti a dare il meglio. Il professionismo diventa l’unica scelta alternativa. Alex Cherchi è stato chiaro, se mi impegno nessun traguardo è vietato. Io ci credo”. L’altro milanese, Nicholas Esposito ha nei fratelli Pasqualetti, della Apot1928, nel ricordo dell’indimenticabile maestro Ottavio Tazzi alla Doria, i suoi maestri che lo hanno guidato e sgrezzato a dovere. Nicholas ha mosso i primi passi presentandosi come un fighter indomito, senza calcolare i rischi. Dopo tre incontri nei professionisti, il giovane superwelter è sempre un attaccante ma dotato di fondamentali e una difesa molto più attenta. Qualche anno addietro gli Esposito sul ring erano due e promettevano bene entrambi. Poi il destino li ha divisi. Nik ha proseguito, mentre il più piccolo ha scelto la musica, stile rap, esibendosi sul ring a suon di musica, prima dei match del fratello. Perrulli affronta il serbo Djordjevic, mentre Esposito se la vedrà con Gomez Vargas, un colombiano di stanza in Italia. Il resto della corposa serata vede impegnati tre welter a cominciare da Prodam, picchiatore ucraino che vanta 10 ko su altrettanti incontri, l’altro milanese Edoardo Del Vecchio e Michele Esposito, già campione italiano, in cerca di immediato rilancio. Si comincia alle 19 con i dilettanti, alle 20 iniziano i professionisti. Biglietti: sedia Vip 30 euro, balconata 20 euro.

 

Di Alfredo

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