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Alfano vince e Salvini perde da protagonista | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Alfano vince e Salvini perde da protagonista

_DSC0599 _DSC0619 _DSC0677 _DSC0710 _DSC0725 _DSC0760Forse è stata la prima volta che Davide Buccioni si è goduto una serata organizzata da lui, una serata che dalla paventata catastrofe di due giorni fa si è trasformata in vera e propria festa con ottimo gradimento da parte del numeroso pubblico accorso al Tendastrisce, location supercollaudata in un punto nevralgico di Roma come può essere il Collatino-Prenestino-Tiburtino. Una serata per certi versi lunga che, però, non ha mai annoiato, iniziata alle 18 con le Cinture di Roma dedicate agli Elite per finire a mezzanotte in bellezza con il titolo italiano dei superpiuma. Organizzazione senza sbavature, verrebbe voglia da dire perfetta, anche se nella boxe ci sarebbe da scrivere una sorta di romanzo fantascientifico di come le situazioni s’incastonano all’ultimo momento quasi sempre nel verso giusto. Mario anzi “ superMario” Alfano, capelli lucenti con taglio alla Andy Garcia, ha raggiunto il suo primo grande obiettivo: la conquista del Titolo Italiano. L’ aveva promesso a Carlo Maggi, il suo maestro per eccellenza, colui che lo aveva plasmato, costruito, e lasciato in eredità all’angolo composto da Daniele Petrucci e Sergio Calì, in pratica gli esecutori di un testamento che partiva da un primo punto essenziale. Emanuele Salvini dall’altra parte con i suoi 37 anni, una preparazione iniziata da poco in vista di un titolo programmato a luglio, probabilmente in Francia, tanto per fare onore al suo soprannome “Globetrotter”, si è ritrovato catapultato alla conquista di un ipotetico titolo in una nuova categoria di peso, dove per la prima volta non ha fatto saune per rientrare nei limiti, pur con una preparazione embrionale. Il match è stato più che dignitoso con Alfano che, dopo pochi match racchiusi nel tempo delle sei riprese, si è trovato a gestire fiato ed esecuzione sulle 10 riprese contro un avversario che conserva inalterata la sua abilità nelle situazioni più disparate. La maggiore esperienza ha fatto capolino in vari momenti, ma Alfano non ha abboccato e soprattutto non si è gettato allo sbaraglio, in qualche occasione ha caricato i suoi colpi, ma ha accettato il ruolo di uno studente che si accontenta all’esame di maturità della sufficienza, per entrare nell’Università che conta. Salvini per dieci riprese, nonostante la scarsa preparazione, è stato sempre in movimento colpendo, uscendo dalle cariche avversarie, legando, riempendo persino le pause. Alla fine del match comunque non c’erano dubbi sul verdetto e la festa iniziata con lo sventolio delle bandierine tricolori, molto folkloristico, si trasformava in una sorta di trionfo con la lettura dei punteggi: Derasmo 96-94, Di Mario e Marzuoli 98-93. Ci piace di più il 96-94 in una sorta di onore alle armi e gratitudine per un atleta che ha dato tanto e che in fondo ha salvato la riunione.

Possiamo dire in tutta tranquillità che la riunione avrebbe avuto ugualmente successo con i soli match di contorno, che hanno messo in luce giovani più che promettenti. Il pugilato romano non smentisce il suo ruolo di talent scout inesauribile, il mondiale conquistato da Giovanni De Carolis ne è la conferma. I primi a salire sul ring sono Mirko Geografo e Adi Catana, due superwelter con il dna da protagonisti messo in luce fin dall’inizio. Su Geografo sono puntati gli occhi degli esperti. Ha qualità riconosciutegli già da dilettante, forse innate, ma comunque ben limate dal duo Prestipino-Sinacore, suoi maestri da “sempre”. Scelta di tempo, velocità di esecuzione e una non indifferente potenza sono il suo menù del giorno. Catana, rumeno residente a Pomezia, ne ha fatto le spese nel secondo round quando è stato centrato da un diabolico destro d’incontro che lo ha costretto al tappeto. Colpo dall’esecuzione perfetta che ha dato una virata decisa al match nonostante l’indomabile coraggio di Catana, che non si è dato mai per vinto sostenuto da un incredibile tifo. Il match non è vissuto solo su quell’episodio ma anche sulla varietà di schemi attuata da Geografo, un cognome che sembra un soprannome per indicare una scienza esatta. Abbiamo visto dei montanti che i “vecchi” ricordano come bolo punch di grandissimi campioni, cambi di guardia repentini, schivate a mani abbassate. Catana non è stato a guardare e qualche suo destro ha tenuto in allarme l’avversario, alla fine della quinta ripresa lo ha addirittura costretto ad uno scambio da cardiopalma, per poi lasciargli il via libera in un’ ultima ripresa show.

Sulle armi di questo entusiasmo iniziale si è snodato il match successivo che ha visto protagonisti Francesco Lomasto ed Eder Barreto. I due superleggeri non hanno certo deluso, anzi nell’incertezza del match con i suoi capovolgimenti di fronte hanno elettrizzato il pubblico. Difficile trovare un vantaggio nelle prime due riprese, anche se condotte a ritmo sostenuto. Nella terza e quarta ripresa si aveva l’impressione di un leggero affaticamento da parte di Lomasto per reggere il ritmo imposto dal suo avversario, sulla carta più esperto. Il pugile di qualità o di buon livello lo inquadri in determinate situazioni. Fare della difficoltà virtù è concesso a non molti. Lomasto in attesa di recuperare “ossigeno” ha atteso il suo avversario per incrociarlo con colpi improvvisi, tattica elementare alla quale Barreto, forse sicuro di avere il match in pugno ci si infilava ingenuamente. Nell’ultima ripresa il “campano” di Pomezia recuperava fiato e precisione per soffiare in volata un verdetto tutt’altro che facile.

Vincenzo Bevilacqua, 22 anni, sembra un altro predestinato fin da quando era dilettante. Difficile trovargli difetti: attacca a due mani ed esce con rapidità per evitare la reazione dell’avversario. Dopo aver vinto il campionato dei Neo Pro, il che è già una garanzia, Buccioni gli è andato a scovare Sandro Jajanidze, giovane superwelter georgiano specializzato nelle vittorie per ko. Quando abbiamo visto il suo montante è stato facile capire il motivo dei suoi successi. Bevilacqua ha intelligenza tattica, si tiene lontano, e accumula punti con un ottimo jab. Nell’ultimo round deve far fronte con qualche difficoltà al serrate dell’avversario, che non intacca il vantaggio delle riprese precedenti accumulato dall’ allievo di D’Alessandri.

C’è aria di soddisfazione tra il pubblico, la riunione vale il prezzo del biglietto e ancora una volta gli assenti hanno avuto torto. Sul ring sale Manuel Lancia in procinto di battersi per il titolo europeo dei leggeri in mano al finlandese Tatli. Non si va neanche quì per il sottile nella ricerca di un avversario. Il georgiano Abramishvili ha esperienza e pericolosità da vendere e lo vedi fin dalle prime riprese. Ottima la terza ripresa del pugile di Guidonia siglata da un perfetto gancio destro. La quarta fa tremare le gambe ai fans di Lancia, il georgiano è un brutto cliente con la sua guardia raccolta e il lavoro dalla corta distanza. Il match è durissimo per entrambi con un pubblico partecipe. Nel quinto round Lancia fa onore al soprannome “Treno” e sul finire raccoglie frutti su un avversario che sembra d’acciaio. L’ultimo round è un susseguirsi di duri scambi tra gli applausi del pubblico che accomuna il vincitore Lancia e lo sconfitto, da tenere alla larga, Abramishvili.

RISULTATI : Professionisti : Titolo Italiano SuperPiuma : Mario Alfano (58,2 Kg) b Emiliano Salvini (58,2 Kg) UD (96-94, 98-93, 98-93) Arbitro del Titolo: Antonio Giubelli

Manuel Lancia (62,7 Kg) b Giorgi Abramishvili (61,5 Kg) PTS 6R Vincenzo Bevilacqua (71 Kg) b Sandro Jajanidze (71,5 Kg) PTS 6R Francesco Lomasto (63,4 Kg) b Eder Barreto (61,2 Kg) PTS 6R Mirko Geografo (69,2 Kg) b Adi Catana (69,2 Kg) PTS 6R

Commissario di Riunione: Raffaele Aveni

Arbitri/Giudici: Roberto Di Mario, Marco Mazuoli, Raffaele Derasmo, Marco Pacor.

Medico: Emiliano Bonanni, Claudio Fabbricatore

(al. br.)

Foto di Renata Romagnoli