SpenceErrol Spence jr. (+ 22, 19 per ko) ha come soprannome “The Truth” e sembra azzeccato in tutti i sensi, se ne sono accorti i circa 28mila spettatori presenti Al Bramall Football Ground dove il loro idolo Kell Brook (36, – 2), anche lui con un soprannome particolare “The Special One”, come Mourinho nel calcio, ha subito un’altra dura battuta d’arresto. Una lotta di nickname che serve a far capire di aver assistito ad un match vero nella sua drammaticità. In palio c’era il titolo IBF dei welter e qualche dubbio affiorato dopo il match tra Brook contro Golovkin si è materializzato nella notte i ieri. Le domande ricorrenti su Brook: “ Ha smaltito il duro match con il kazako?”, “il salire e scendere di peso può provocare qualche danno a livello fisico?”, per finire poi con la domanda più diretta “Può la micidiale potenza di Spence chiudere i giochi?”. Per ognuna di queste domande c’è stata una risposta ben precisa. Pensiamo che ‘intervallo dal precedente match con Golovkin avrebbe dovuto essere più lungo, considerando anche la convalescenza per la guarigione dell’ occhio destro con distacco di retina. Il fisico difficilmente si abitua a bruschi saliscendi di peso ed è questo il probabile calo dell’inglese soprattutto a partire dall’ottavo round. La potenza del texano è indubbia e ne sa qualcosa il nostro Leonard Bundu. Quando Spence parte determinato per finire il match sono dolori, i suoi colpi sono martellate che minano la resistenza fisica in primis e minano le certezze psicologiche. Tutto questo è stato evidente nello Stadio di Sheffield. Ci si è messo pure a completare il “dramma” una brutta ferita all’occhio sinistro del tutto chiuso. Un destino segnato a cominciare proprio dalla vista, organo importantissimo per un pugile dalle caratteristiche di Kell. Il suo abbandono all’11mo round oltre al fatto di aver dato tutto e di aver sentito i colpi forse è un gesto per resettare il passato e cominciare da capo. Si parla di una sua sfida con Amir Khan, che sembra esser diventato la risoluzione per i vari rilanci. Intanto oltre alle cure necessarie e il meritato riposo forse l’inglese deve decidersi ad attestarsi come superwelter e stabilizzarsi. Errol Spence jr. ha dimostrato di essere un vero campione. La potenza non è in discussione, ma pian piano anche la sua tecnica presenta interessanti miglioramenti, segnale inequivocabile che la “costruzione” di questo grattacielo non è finita e può avere sviluppi interessanti. Tanto per iniziare una bella unificazione di titoli con l’altro imbattuto Keith Thurman, che sembra invece voler svicolare più o meno abilmente. Ogni tanto riaffiora anche il nome di Manny Pacquiao…ma questa è un’altra storia.

 

Di Alfredo

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