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Intervista a Roberto Ferraris responsabile italiano del sambo | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Intervista a Roberto Ferraris responsabile italiano del sambo

di Giuliano Orlando

Messi alle spalle gli europei di sambo, svoltisi a Gijon nella Spagna settentrionale, con l’Italia che ha conquistato due bronzi, in attesa dei Giochi europei fissati a Minsk (Bielorussia) a giugno, viene spontaneo chiedersi quale sia il peso reale del sambo di casa nostra. Una cosa è certa, il maestro Roberto Ferraris, che ricopre l’importante carica di Segretario Generale FIAS, è il Dirigente Nazionale Sambo FIKNMS e Direttore Tecnico Nazionale, rappresenta l’interlocutore ideale per conoscere questa disciplina in grande evoluzione da quando il CIO ha dato il suo assenso per l’ingresso del Sambo ai Giochi.

  • Vi siete presentati agli europei con cinque atleti, portando in Italia 2 bronzi. Soddisfatto?

“Valutando le forze in campo, 27 nazioni al via, con quasi tutti i migliori presenti, è stato un risultato decisamente positivo. Un grazie sincero ad Alice Perin e Alessio Miceli”.

2)    Quanti sono i praticanti in Italia, quante le regioni cha hanno palestre dove si insegna il sambo? .
“Secondo le ultime stime (ufficialmente) fra amatori ed agonisti, praticano il sambo oltre un migliaio di persone, distribuite su 13 regioni. Concretamente si potrebbe arrivare a 19 regioni, se contiamo altre zone in cui, pur mancando società  federate, ci sono simpatizzanti avvicinatisi al sambo un po’ per moda, un po’ per curiosità o desiderio di definirsi sambisti. Al momento non lo sono ancora, dovendo completare il percorso tecnico federale minimo di formazione”.
 

  • Il sambo, tecnicamente  ha qualche attinenza con la lotta e il judo?

“Indubbiamente il regolamento agonistico del sambo permette di applicare molti stili di combattimento; non solo i più conosciuti come la lotta olimpica o il judo, ma anche movimenti tipici degli stati dell’ex-Urss, ormai praticati a livello folkloristico, come la lotta georgiana, quella moldova, la turkmena, la mongola e altre.  Il regolamento e’ stato codificato per far prevalere il combattente più forte, grazie al vasto bagaglio tecnico del sambo e il minimo possibile di limitazioni. Teoricamente in un combattimento di sambo, si possono vedere contrapposti un judoka ed un lottatore che combattono applicando le tecniche dei rispettivi stili. Questo in teoria. Ormai il livello tecnico-agonistico nelle gare fra top-level si vede prevalere il vero e proprio stile di sambo, anche se contempla tecniche utilizzate in altre discipline”. 

  • Ci potrebbe dividere le categorie, sia di età che di livello tecnico (giovanili e assoluti) e a quali partecipano le donne?

“Le classi di eta’ partono dai bambini (school boys or school girls) 6-10 anni; poi esordienti dagli 11 ai 14 anni;  successivamente iniziano le classi di eta’ per agonisti suddivisi in categorie di peso: cadetti m/f (15-16 anni); giovani m/f (17-18 anni); juniores m/f (19-20 anni); seniores m/f (oltre i 21 anni); veterans o masters solo maschili (dai 35 in su). Per i dettagli delle 9 categorie di peso maschili ed altrettante femminili potete consultare il sito www.fikbms.net o sambo.sport”  
 

  • Vista la crescita a livello giovanile del sambo, pensate di inserirlo nelle scuole, come autodifesa?

 

 

 

“Nel febbraio 2017 il sambo è stato riconosciuto dal Coni e la federazione è partita a pieno regime nel 2018, indirizzando risorse ed energie alla corretta formazione dei tecnici, oltre alla promozione territoriali, per rendere chiara l’idea del sambo, con le sue tradizioni e origini, difesa personale compresa. Non dimentichiamo che il nome sambo é l’acronimo della frase russa “samozashita bes orusha” ovvero “difesa personale senza armi”. Segnalo che la scorsa estate si sono svolti in Russia ad Oriol i primi campionati mondiali scolastici. Dalla prossima stagione, la FIAS estenderà l’attività agonistica anche alla classe esordienti e permetterà un’attività preagonistica a livello promozionale per i bambini.

  • I campionati italiani quando sono nati? Quando iniziano a combattere gli atleti?

“Partiamo da un piccolo excursus storico. I primi campionati italiani datano dal 1979, proseguiti regolarmente fino al 1984 con la Filpj, quindi con enti di promozione sportiva. Dal 2002, quando ho iniziato l’attività direttiva di questo sport ho seguito sempre personalmente l’organizzazione del campionato nazionale di sambo. questo ha contribuito a mantenere l’attività nazionale e sia pure con un ridotto numero di atleti che hanno continuato ad affacciarsi nel circuito internazionale ottenendo lodevoli successi. Gli ultimi assoluti si sono svolti a Roma il 15 aprile 2019. Al momento la categoria più giovane è quella dei cadetti (15-16 anni).

  • Perché un giovane dovrebbe praticare il sambo?

“Il sambo é  uno sport completo, formativo a livello fisico e caratteriale. Permette ad un ragazzo di sviluppare un ottimo coordinamento psicomotorio, acquista sicurezza in se stesso e matura nel rispetto delle regole. Impara a rispettare i compagni di palestra e gli avversari, con cui al di fuori del circuito agonistico finisce con lo stringere amicizie sincere e durature. Fondamentale educare i giovani al principio dell’ideale olimpico, dello sport fine a se stesso. Dettaglio importante, non sempre scontato tra le più disparate discipline da combattimento che spuntano come i funghi, senza alcun principio etico. Infine come genitore, consiglio alle famiglie prima di iscrivere i loro figli nelle palestre di arti marziali, di informarsi sul sito www.coni.it  dove sono inserite quelle riconosciute, evitando enti o associazioni prive di ufficialità”.